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Ogliastra (Sardegna)
Località
BARISARDO

Superficie: 38 ha
Abitanti: 3871
Altitudine: 50 m. slm
Principali distanze:
da Arbatax: 14 km
da Cagliari: 127 km
da Olbia: 184 km

 

numero verde informazioni turistiche: 800.505077

Territorio

Chiamato Barì sino al regno d’Italia, nasce come congiungimento di antichi villaggi sorti intorno alle chiese rurali di “Sant’Antine”, San Leonardo, Santa Cecilia e Santa Susanna, che individuano ancora quattro quartieri principali.

Barisardo sorge a circa 4 km dal mare; la sua dislocazione fu dettata dalla necessità di evitare frequenti incursioni vandaliche, a tutela delle quali venne fatta erigere, per decreto del Re di Spagna, intorno al XVII secolo, la Torre, una costruzione troncoconica.

Incastonato tra le colline di “Su Planu”, “Pitzu e Monti”, e l’altopiano di “Teccu” il paese presenta una felice situazione climatica e un paesaggio caratterizzato da secolari alberi di ulivo, mandorli e macchia mediterranea.

Sopravvivono nel territorio bariese diverse “Domus de Janas” e molti Nuraghi, alcuni dei quali in buone condizioni.

Il litorale, che si estende per circa 10 km, ha inizio della località di “Cea”, continua con la zona di “Teccu”, formata da promontori di rocce basaltiche, prodotte dall’eruzione di un antichissimo vulcano, la cui bocca è sull’altopiano.

La costa, che offre anche delle bellissime scogliere per gli appassionati dei fondali marini, si apre su dei lunghissimi nastri di spiagge sabbiose, tenuti insieme dal piccolo scoglio su cui sorge la Torre di Barisardo (“Turri”). Ombrose pinete, intervallate da ampie zone di macchia mediterranea e viali di eucaliptus, ricche di flora e fauna di interesse naturalistico, delimitano le spiagge sino alle zone umide di “Bau Eni” e “Tramalitzia”, al confine con il litorale di Cardedu.

All’interno del paese, di particolare interesse la Chiesa Patronale, databile tra il Seicento e Settecento, preziosa nelle sue scalinate balaustrate in marmo policromo finemente intarsiato. Il campanile, in stile barocchetto, domina con la sua imponenza tutto il paese. Sul lato sinistro della chiesa Parrocchiale è interessante l’Oratorio della Confraternita del Rosario, risalente al XVII secolo, da ristrutturare.

La gastronomia si basa su piatti semplici ma gustosi della tradizione contadina e pastorale: i “Culurgionis”, i “Mallureddus”, il pane, dal più elaborato pane “Pintau”, al “Pistoccu” e “Moddissosu”, a “Sa Coccoi” una focaccia con la zucca, i formaggi, dal classico Pecorino a su “Casu Ageru” la cui produzione sta assumendo sempre più rilevanza nell’economia del paese; gli arrosti allo spiedo e i vini rossi e bianchi

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