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Ogliastra (Sardegna)
Località
GAIRO

Superficie: 80 ha
Abitanti: 1765
Altitudine: 690 m. slm
Principali distanze:
da Arbatax: 45 km
da Cagliari: 139 km
da Olbia: 215 km

 

numero verde informazioni turistiche: 800.505077
 
Territorio

Il toponimo di Gairo deriva dalle parole greche “ga” “roa”, “Terra che scorre”, con riferimento alla precaria condizione idro-geologica che interessa parte del territorio gairese. Il suo nome appare per la prima volta in un documento ufficiale del 1217, “Domusnoas”, “le case nuove”, nella piana adiacente al fiume Pelau. Le lotte fra Pisani e Visconti costrinsero le comunità stanziate lungo la costa a cercare nell’interno nuovi territori in cui stabilirsi. Già nel 1316 il paese di Gairo risultava ufficialmente censito da Pisa per le imposte: il nuovo abitato fu fondato nella zona montana di “Funtana’e Corista”. Nel 1951 un’alluvione comportò il trasferimento in quello che è l’attuale centro abitato. Il territorio ha conservato numerose tracce dell’era prenuragica (2500 – 800 a.C.), “Domus de Janas” di “Scalarrana” e dell’epoca nuragica (1800 – 238 a.C.) nei villaggi “Is Tostoinus” e di “Perdu Isu”: il primo era un villaggio di notevoli dimensioni, infatti, si contano più di 40 strutture tra Nuraghi e capanne ed inoltre a poche decine di metri è presente anche una Tomba dei Giganti; il secondo è costituito da 11 strutture tra Nuraghi e capanne. I più importanti sono: “Perdu Isu”, “Taccu Addai”, “Genna e Didu” ed il particolare Nuraghe de “Su Serbissi”, intercomunicante con una grotta sottostante tramite un cunicolo scavato nella roccia. Numerose sono le testimonianze della civiltà romana rinvenute nel territorio: monete, anfore, ecc.. Lungo il corso del Flumendosa o dei torrenti che solcano il suo territorio è possibile dilettarsi con la pesca di trote od anguille, mentre, nell’incantevole litorale si possono trovare dentici, spigole, orate, molluschi e crostacei. Dalla zona montana è possibile partire per innumerevoli itinerari naturalistici ed archeologici che si snodano tra boschi ancora vergini ed una fauna ricchissima: da Tarquisara, raggiungendo la valle e il laghetto di “Genna Orruali”, si può visitare la zona archeologica e quella dei Tacchi calcarei e il monumento naturale di “Perda e Liana”, ora dotato di alcune vie attrezzate per il free-climbing, è raggiungibile sia da Gairo Tarquisara che dalla S.S. 198, all’altezza della cantoniera di “Sercerei”.  Spiagge incantevoli e incontaminate ed acque cristalline fra le più pulite d’Europa: a partire da “Baccu’e Praidas”, proseguendo con la “Marina di Gairo”, de “Su Sirboni” di “Cala’e Luas” e, infine, di “Coccorrocci”. La gastronomia è caratterizzata da dolci tipici “Pirighittus” ed “amaretti”, e rinomati vini locali.

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