Superficie: 40 ha
Abitanti: 947
Altitudine: 640 m. slm
Principali distanze:
da Arbatax: 55 km
da Cagliari: 130 km
da Olbia: 222 km
numero verde informazioni turistiche: 800.505077
Territorio
Ci si arrampica nelle montagne dell’Ogliastra per raggiungere il piccolo paese di Osini, ma vale la pena di fare una gita in questo luogo del tutto insolito e al di fuori di ogni itinerario turistico. La strada è quella che conduce a Gairo, dopo aver percorso una buona metà della S.S. 125 (per chi viene da Cagliari) o costeggiato per un breve tratto il lago Alto Flumendosa (per chi giunge dal resto dell’Isola). I paesaggi meritano di per sé un escursione. Arrivando da sud, il primo paese che si incontra lungo la strada è Osini Nuova, recente insediamento costruito dopo il 1951; qualche km più avanti si scorge il vecchio abitato di Osini, abbandonato tra il 1951 il 1960 in seguito ad una terribile alluvione.
La bellezza del posto è tutta nelle suggestioni che le vecchie case ispirano: ci si aggira per le stradine senza un’anima e si ritrova, abbastanza in buono stato, la fotografia perfetta di quello che era un paese ogliastrino negli anni 50 con le tipiche case, i portoncini di legno ancora intatti incorniciati da un’aureola di calce rossa o azzurra, la piccola chiesa del 600 modestamente nascosta tra una folla di case, gli attrezzi agricoli abbandonati per la strada.
Se ci si allontana dal paese si può raggiungere il complesso nuragico più rilevante e meglio conservato che è quello di “Serbissi”, situato a breve distanza da una tomba neolitica, detta “de s’Orku”, che la tradizione orale reputava sepoltura di giganteschi esseri fantastici, a causa delle dimensioni della tomba stessa. La singolarità del complesso – costituito da otto torri nuragiche – consiste nel fatto che è costruito al di sopra di un’enorme grotta naturale fornita di due accessi. Sulla più alta vetta dei monti che circondano il paese si possono vedere gli ultimi ruderi di un antico edificio, forse un castello medioevale. Non si conosce niente di questa misteriosa costruzione, tranne il nome del luogo, “Su Casteddu”, che significa Il Castello.
Lungo la serie di pareti che delimitano ad oriente il vastissimo tavolato calcareo del “Taccu” di Osini, si apre la “Scala di San Giorgio”. Per “scala” la gente del posto intende un accesso ripido ed accidentato attraverso una balza rocciosa. Nel caso specifico si tratta di una gola molto angusta, delimitata da alte muraglie di natura calcarea e dolomitica ed attraversata da uno stretto nastro d’asfalto proveniente dal vicino abitato di Osini.
La gastronomia locale è arricchita dalla tipica cucina ogliastrina, fra i dolci spicca il torrone.