Punto obbligato di partenza per una visita di Comacchio è il Trepponti, il monumento più rappresentativo della città lagunare, una singolare costruzione, realizzata nel 1634 da Luca Danese, composta da un unico arco sostenuto da cinque volte. Scendendo poi da una delle tre rampe di scale si accede alla piazzetta della pescheria, dove tutte le mattine prende vita puntualmente il tradizionale mercato del pesce.
Le valli di Comacchio sono un caratteristico paesaggio lagunare che ospita migliaia di uccelli acquatici, su una superficie di oltre 11 mila ettari; con visite guidate si possono raggiungere vecchi casoni da pesca. L’istituzione del Parco regionale del Delta del Po ha messo sotto tutela gli acquitrini e le valli, rifugio appunto di una grande quantità di specie di uccelli stanziali e di passaggio.
Trepponti, l’edificio della pescheria risalente al XVIII secolo, il neoclassico ex ospedale di San Camillo con due campanili a pianta quadrata sovrastanti, comprendenti sul lato sinistro la piccola chiesa dedicata a San ed infine il palazzo Bellini risalente al XIX secolo, quale dimora di una delle più note famiglie comacchiesi, a pianta rettangolare, adibito oggi a sede degli uffici comunali, biblioteca, archivio storico, centro culturale e sede sportiva, creano un notevole insieme architettonico.
Di fronte all'ingresso principale della Pescheria c'è l'attracco delle barche per chi intende visitare la città sull'acqua percorrendo i canali più importanti del centro storico. Si passa allora sotto il Trepponti e il ponte delle carceri o degli sbirri, un'altra struttura originale, quasi interamente in cotto, progettato dallo stesso Luca Danese per volere del cardinale Pallotta. Le carceri mandamentali, prospicienti il ponte omonimo, ospitavano, un tempo, i detenuti comuni, per la maggior parte pescatori di frodo o fiocinini.
Dal ponte degli Sbirri si può andare verso la piazza cittadina, attraverso l'attuale via Edgardo Fogli, un tempo denominata via Marchesana in omaggio forse alle famiglie nobili e più abbienti che abitavano in questo luogo, dove sorgeva, fra l'altro, la dimora del governatore della città, presso l'attuale palazzo vescovile, sede del vescovo soltanto a partire al 1748. Di particolare interesse di questo edificio sono i soffitti dipinti a tempera su intonaco, tipici dell'epoca neoclassica, risalenti all'inizio del secolo scorso.
Lungo il canale principale della città, quasi davanti al Palazzo Vescovile, si trova l'antica imbarcazione comacchiese, denominata “comacina”, restaurata a dovere. Al termine di via Edgardo Fogli ci si trova in faccia alla Torre dell’orologio ed alla vicina loggia del grano o dei mercanti o dei signori.