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Parma
Emilia Romagna

Centro della vita cittadina e punto di incrocio degli assi di attraversamento della città, Piazza Garibaldi è il risultato di successive fasi di evoluzione che videro a poco a poco il disporsi in questo punto della città delle principali forme di potere comunale.

Nei primi anni del Duecento, Palazzo Vecchio ne definì il lato meridionale insieme al Palazzo Comunale, più tardi Palazzo dei Mercanti, ora Palazzo del Governatore, provocò un ampliamento verso settentrione. La sistemazione del lato settentrionale in stile neoclassico aumentarono poi il carattere disomogeneo dello spazio.
Oggi la piazza, con i suoi tavolini all'aperto, le vicine vie pedonali, gli eleganti negozi è il vero e proprio salotto dei parmigiani.

Centro religioso della città è invece Piazza Duomo, uno spazio raccolto e suggestivo che conserva intatta l'atmosfera medievale. La severa facciata del Duomo, l'alto campanile duecentesco in cotto e profili di pietra con l'angelo in rame dorato, il Battistero ottagonale, in marmo rosa di Verona, formano un quadro architettonico di eccezionale bellezza. A completare il quadro, la maestosità del palazzo del Vescovado originario dell’XI secolo, con un cortile con loggiati di impronta rinascimentale, da poco ristrutturato e riaperto al pubblico.

All’interno del Duomo, nel soffitto della cupola, è ammirabile il capolavoro del Correggio (1526-30), rappresentazione fantastica dell’Assunzione della Vergine. Si segnalano, inoltre, le prestigiose sculture medievali di Benedetto Antelami: nell’abside spicca la famosa cattedra episcopale(1180), mentre nel transetto destro è visitabile lo splendido rilievo raffigurante la Deposizione dalla Croce (1180). Il Battistero è un magnifico esempio si architettura romanico-gotica a forma ottagonale. La facciata è arricchita di eleganti loggette, opera di Benedetto Anelami e,sempre di questo artista, nella parte inferiore si aprono tre portali adorni di statue, raffiguranti scene e simboli della Bibbia. L’interno, attraversato da due ordini di logge e coronato da cupola a costoloni, presenta varie opere scultoree dello stesso. Di particolare rilievo, sono le statue contenute nelle nicchie, tra cui segnaliamo Salomone e la regina di Saba, l’Arcangelo Gabriele, mentre nelle logge spiccano le splendide decorazioni dei mesi, delle stagioni e dei segni zodiacali.

Dietro il Duomo si trova San Giovanni Evangelista, edificato nei secoli XV e XVI su progetto di Bernardino Zaccagni. L’esterno presenta una bella facciata in marmo, ideata da Simone Moschino (1607) e uno slanciato campanile di epoca barocca. L’interno è di particolare interesse per i numerosi affreschi conservati, tutti opere del Correggio e del Parmigianino. Di quest’ultimo, si segnalano le numerose figure di Santi nelle cappelle della navata sinistra. Del Correggio, invece, sono gli affreschi della cupola, fra cui il Transito di S. Giovanni, quelli della navata centrale, e il prezioso Giovanni Evangelista che scrive l’Apocalisse nella lunetta della porta della sagrestia.
 
A fianco della chiesa è possibile visitare il monastero benedettino e la storica Farmacia di S. Giovanni Evangelista. Quest’ultima, fondata nel 1201 e funzionante fino al 1766, è l’antica farmacia dei monaci benedettini. Di particolare interesse, sono le tre sale adorne di affreschi cinquecenteschi e preziosi arredi, tra cui splendidi vasi di ceramica, alambicchi e mortai dell’epoca.

Da vedere è anche il Teatro Farnese, all’interno del grande Palazzo della Pilotta (così chiamato dal gioco della pelota che si giocava in uno dei cortili). Si sale il grande scalone all'imperiale e si arriva al portale del teatro del 1618; quasi all'improvviso ci si trova nella più grande e più moderna sala di spettacolo dell'epoca. Un'architettura lignea, dipinta a finto marmo, opera dell'architetto ferrarese G.B. Aleotti, detto l'Argenta; l'enorme spazio, le logge, antenate dei palchi, il luogo dell'orchestra e il colossale luogo della rappresentazione rivelano l'intuizione e la nuova distribuzione organica voluta dall'architetto.

Parma è anche famosa per tanti suoi illustri figli -da Benedetto Antelami a Salimbene, da Correggio a Parmigianino, da Bodoni a Verdi a Toscanini, da Stendhal a Proust- che ivi nacquero o lavorarono, tanto da renderla di particolare bellezza ed interesse.

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