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Piacenza
Emilia Romagna

Al crocevia tra quattro regioni Piacenza è una città calda e accogliente. E’ ricordata, nel XVII secolo, nei diari dei viaggiatori di passaggio, come la “città rossa”, per il colore caratteristico dei mattoni dei numerosi palazzi nobiliari, austeri all’esterno, fastosi e celebrativi negli interni.

I suoi monumenti permettono di leggere attraverso la pietra le vicende storiche della città: il Duomo per il periodo romanico, il Palazzo Gotico per l’età comunale, Santa Maria di Campagna per il rinascimento ed i Cavalli Farnesi per il barocco.

Il magnifico Duomo in stile romanico fu edificato nel 1122. I portali di ingresso del duomo, dotati di eleganti protiri, sono decorati con sculture riconducibili alla scuola di Niccolò e a quella di Wiligelmo. Il campanile fu costruito un secolo più tardi e nel 1341 il "magister lignaminis et petre" Pietro Vago innalzò la guglia sulla quale fu collocato un angelo bronzeo, considerato il simbolo della città e definito affettuosamente "Angil dal Dom". L’interno, a croce latina, è diviso in tre navate da poderosi pilastri lobati. Sul primo pilastro a destra è raffigurata ad affresco la "Madonna delle Grazie" (1400 circa) considerata dai piacentini come immagine miracolosa. Sugli altri pilastri sono scolpite le formelle delle corporazioni piacentine del XII secolo, dette paratici, che finanziarono la costruzione della cattedrale.

In piazza Cavalli è il bellissimo Palazzo Gotico, antica sede del comune, venne eretto nel XIII secolo sulle rovine di un antico fortilizio denominato de Casasco. Sembra opera di ingegneri piacentini: Pietro Borghetto, Pietro Cagnano, Gheraldo Campanario e Negro dé Negri. Alla spesa per la sua edificazione concorsero i Paratici delle corporazione dei mestieri, il Capitolo della Cattedrale e del Clero. Il fronte del palazzo è largo 42,26 e alto 27,15 metri. Impostato secondo lo schema dei broletti lombardi, è uno degli edifici medievali più belli d’Italia, suggestivo nel contrasto cromatico tra la parte inferiore in marmo di Verona e quella superiore in cotto rosso coronato da merli ghibellini e torrette. E’ oggi un importante centro culturale ed ospita nella sua ampia sala prestigiose esposizioni.

Accanto al simbolo del potere comunale, sempre in Piazza Cavalli, si ergono le statue equestri di Alessandro Farnese, duca della città nel 1586  e del padre Ranuccio, eseguite da Francesco Mochi. La piazza, proprio per la presenza dei due monumenti è detta "dei Cavalli". La prima statua ad essere portata a termine fu quella di Ranuccio (1612), ancora vicina, per la sua impostazione, ad un gusto manierista, ispirato al monumento del Gattamelata di Donatello e al Colleoni del Verrocchio. La statua di Alessandro, invece rispecchia pienamente lo stile barocco.

Da piazza Cavalli, attraverso via Cittadella, si arriva facilmente a Palazzo Farnese. Il palazzo che si erge imponente e superbo, seppure incompleto, con adiacenti i resti delle Cittadella Viscontea, conserva al suo interno il Museo Civico, la Pinacoteca, il Museo delle Carrozze e il Museo del Rinascimento. A pochi passi da Palazzo Farnese si trova la cinquecentesca chiesa di San Sisto, con il prezioso coro ligneo e la copia della Madonna Sistina, opera di Raffaello, il cui originale è conservato a Dresda.

Rinascimentale è Santa Maria di Campagna. Il luogo dove sorge la chiesa è legato ad un momento cruciale nella rinascita dell'Occidente cristiano: il Concilio del 1095, che diede origine al movimento delle Crociate. Il luogo era inoltre passaggio obbligato per i pellegrini in viaggio verso la Terra Santa o verso Roma e rivestiva dunque un chiaro significato simbolico nell'ottica di chi, come lo stesso papa Urbano II che aveva voluto il Concilio, pensava a riunire la cristianità nella grande impresa della riconquista dei luoghi santi. La statua in legno policromo raffigurante la Madonna di Campagna, anticamente molto venerata, e quelle analoghe di Santa Caterina e San Giovanni Battista risalgono al XIV secolo.

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