Per valorizzare il tartufo d'Alba e coinvolgere la grande stampa nazionale ed estera nel 1949 Giacomo Morra pensa di inviare il miglior tartufo dell'anno ad un personaggio illustre della politica, dello sport o dello spettacolo: per quell'anno viene scelta l'attrice Rita Hayworth e nel '51 il presidente degli Stati Uniti Harry Truman. Seguono nel 1953 Winston Churchill, nel 1954 Marilyn Monroe e Joe Di Maggio, nel 1955 l'imperatore d'Etiopia Ailé Selassié, nel 1959 il presidente degli USA Eisenhower e Nikita Kruscev e nel 1965 fu il pontefice Paolo VI. Poi Ercole Baldini, campione del mondo di ciclismo nel 1968, l'attrice Sofia Loren, il regista Alfred Hitchcock e in tempi più recenti l'equipaggio di "Azzurra", il papa Giovanni Paolo II, il presidente degli USA Ronald Reagan, l'avvocato Gianni Agnelli, il tenore Luciano Pavarotti e lo stilista di moda Valentino.
Nel 1962 la Fiera viene presa in mano dall'Amministrazione Comunale e si orienta a promuovere la gastronomia, a far conoscere Alba e il territorio albese, oltre i confini regionali e le manifestazioni assumono un carattere più popolare, con gare fra i paesi dell'albese.
Dal 1973 la Fiera assume la qualifica di "nazionale" e si arricchisce di nuove iniziative: il padiglione enogastronomico nel palazzo Miroglio in piazza Duomo, i piatti disegnati da Gentilini, il teatro della Fiera con le opere di Fenoglio, Pavese e Oreste Gallina.
Poi si sceglie di dare più spazio a mostre di più ampio respiro culturale.
Il territorio
Le Langhe sono un insieme di colline con creste affilate, segnate da valli profonde, parallele, scavate da torrenti, tra il Tanaro, l'Appennino ligure e il Bormida. Alba città, campagna, Langhe e Roero, realtà diverse che formano un tutt'uno particolare e irripetibile.
E' Langa l'alternanza di paesaggi, la vastità degli orizzonti segnati da torri e castelli, la serenità di un silenzio rotto dai belati dei greggi e dai ritmi degli attrezzi agricoli.
Tartufi e vini eccelsi si esaltano nella gastronomia che esprime magiche sensazioni e profumi esaltanti, esercitano fascino e richiami perenni per estimatori e buongustai, e la buona tavola, si sa, è sinonimo di gioia e allegria.
Il tartufo bianco
Dal crepuscolo, quando le nebbie dell'autunno confondono i contorni delle colline di Langa e del Roero, uomini e cani percorrono itinerari gelosamente conservati nella memoria, quasi un pellegrinaggio tracciato dall'esperienza tra pioppi e tigli e lungo pendii di querce e salici: é la ricerca del tartufo bianco d'Alba che, da settembre a dicembre, scatena cani e "trifôlaô" in una gara avvincente e appassionante.
L'ambiente ideale del tartufo bianco d'Alba (Tuber magnatum Pico) é il bosco di querce, ma lo si può trovare anche lungo le sponde dei corsi d'acqua o dei fossati popolati di salici e di pioppi, nei giardini e nei viali di tigli. I terreni umidi, calcareo oppure argilloso ricchi di vegetazione e poco esposti al sole sono i più adatti.
Il tartufo bianco d'Alba assume colorazioni diverse, determinate proprio dalla pianta con cui vive e si sviluppa: si va dal bianco a volte con venature rosate, al grigio tendente al marrone.Le radici, attorno alle quali il micelio trova le condizioni per generare il tartufo, sono principalmente quelle del pioppo, del tiglio, della quercia, del salice e, secondo alcuni, anche delle viti.Dopo la sua formazione, il tartufo diventa un vero e proprio parassita, succhiando la linfa che la radice della pianta simbionte estrae dal terreno ricavandone profumo, sapore e colore.
Il tartufo dal profumo più persistente e di maggiore conservazione é quello cresciuto a contatto con la quercia, mentre più aromatico e chiaro é quello del tiglio. La sua forma, per lo più tondeggiante, dipende invece dalla natura del terreno: se questo é soffice diventerà più liscio, se al contrario é compatto, dovrà faticare a farsi spazio, e diventerà bitorzoluto e nodoso.
Il mercato del tartufo è da sempre il cuore della Fiera. I "Trifolao", reduci da notti trascorse in forre e valli segrete, presentano sui banchi i frutti della cerca, veri tesori della terra, pronti ad emozionare i cinque sensi su un piatto della cucina tipica piemontese.
Andare per tartufi non sarà più privilegio di pochi cercatori, ma un esperienza straordinaria a disposizione dei visitatori.
Come arrivare
In auto:
A21 Torino - Piacenza uscita Asti Est
A6 Torino - Savona uscita Marene - Cherasco
In aereo:
Aeroporto di Cuneo Levaldigi S.p.A.
str. Statale Nord 1,
Savigliano 0172/374374 0172/374300
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str. San Maurizio 12,
Caselle Torinese
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