Terramara di Montale - Parco Archeologico e Museo all' Aperto
Presentazione
Il parco archeologico di Montale è dedicato alla valorizzazione della civiltà delle terramare, tipici villaggi della pianura padana che attorno alla metà del II millennio a.C. diedero luogo ad una delle più importanti e significative realtà culturali dell'età del bronzo europea.
Le terramare erano insediamenti di dimensioni generalmente comprese tra 1 a 20 ettari, munite di fortificazioni artificiali, in genere costituite da alti terrapieni rinforzati da palizzate lignee e circondati da un fossato con acqua. Le capanne, di dimensioni variabili tra i 40 e gli 80 metri quadrati, erano spesso costruite su piattaforme sostenute da pali, simili a quelle delle palafitte ma collocate sulla terraferma su un impianto di strade formanti un reticolo. |
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La società delle terramare era caratterizzata da un deciso livello di cooperazione ma non mancavano le differenziazioni sociali e un certo grado di specializzazione del lavoro con capi e guerrieri, artigiani, contadini e pastori. Era già noto l'aratro trainato dai buoi, venivano coltivati frumento, farro, orzo, ma anche leguminose come piselli e fave. Pecore e capre erano allevate in grande quantità, come pure maiali e bovini. I cavalli venivano invece utilizzati principalmente per il trasporto o la guerra. Gli abitanti delle terramare erano anche artigiani di altissimo livello: modellavano vasi in ceramica, lavoravano il corno di cervo e l'osso, tessevano stoffe di lana e di lino e soprattutto avevano raggiunto un alto grado di specializzazione nella realizzazione di armi, utensili ed ornamenti in bronzo. |
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