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PARCHI
Riserva Naturale Orientata ONFERNO
ITINERARIO 3

Centro Visite - Castello di Onferno - Ca Bernardo - Pian di Castello

Tempo di permanenza: ore 2
Periodo: intero anno
Percorribilità: a piedi, a cavallo, in mountain bike

Dal Centro Visite, punto di inizio di tutti gli itinerari, il percorso si sviluppa interamente in salita, lungo un'antica via di collegamento tra il Castello di Onferno e Piandicastello, uno degli insediamenti posti sullo spartiacque tra le valli del Conca e del Ventena. Da quest' ultima località, già in provincia di Pesaro, si aprono i collegamenti con la valle del Foglia, a sud. Il ritorno può avvenire lungo il medesimo tracciato. L'itinerario ha carattere eminentemente paesaggistico e consente di apprezzare, da vari punti di osservazione, un territorio che include l'intera Val Conca, dalle origini al mare, e un' ampia parte del Montefeltro. Percorrendo inoltre la fascia sud-occidentale dell'area protetta, si ha modo di osservare il mosaico di ambienti che anima il paesaggio locale, in particolare le vaste aree scoscese e calanchive poste al di sotto dei boschi delle "Selve".
• Una prima tappa riguarda il Castello di Onferno, raggiungibile prendendo a destra il tornante che conduce alla piattaforma della rupe sulla quale venne eretto il borgo fortificato. Gli eventi dell'ultimo conflitto mondiale portarono alla distruzione pressoché completa degli edifici dell'abitato, per cui l'aspetto delle costruzioni appare moderno. Solo un edificio posto a ridosso della parete sud-orientale della rupe di Onferno, a sinistra della via di accesso, denota una destinazione tipicamente contadina tradizionale, ancora presente in zona. Da un varco tra gli edifici sul lato opposto all'accesso, si domina la sottostante parete rocciosa, sul fondo della quale si apre l'inghiottitoio fossile principale della grotta. Il panorama spazia fino al versante sinistro della valle del Conca, a San Marino e alla Romagna.

• Tornando sui propri passi, si raggiunge nuovamente la strada scendendo dall'abitato per mezzo di un'antica scalinata intagliata nella roccia gessosa, nella quale spiccano i grandi cristalli dei quali è interamente composta. È qui possibile osservare da vicino la flora erbacea che riveste la parete rocciosa arida di sud-ovest, fra la strada e gli edifici soprastanti. Si notano in primo luogo i tappeti di borracina bianca e sparse violaciocche inselvatichite. Presso l'accesso al borgo si trova, abbarbicato alla roccia, un vetusto melograno .

• Superato il Castello, si sale senza interruzione oltrepassando edifici colonici rimodernati. Poco prima di Ca Bernardo, un primo punto panoramico permette una visione ampia della Ripa della Morte e delle formazioni boschive che rivestono i rilievi soprastanti. Dopo aver lasciato a sinistra un vecchio pozzo coperto, con annesso lavatoio, si raggiunge Ca Bernardo. L'aspetto recente e anonimo dell' edificio non rende ragione dell'età della costruzione. L'abitazione risale infatti al XVIII secolo, come attesta la data incisa su un mattone risparmiato dall'intonaco.

• Da questo punto il tracciato, inizialmente asfaltato poi su strada bianca, diviene una carraia in terra battuta, tipica via di comunicazione agreste. Si raggiunge un secondo punto panoramico, che spazia ancor più estesamente sulla natura Nel punto in cui la carraia assume finalmente un andamento pianeggiante, l'attenzione è subito attratta dal magnifico panorama che spazia dal mare ai lontani monti della dorsale interna marchigiana. Qui è facile cogliere il volo e il sommesso canto del cuculo o scorgere all'imbrunire fagiani e lepri che si portano nei campi dai loro rifugi diurni. In questo tratto si incontra un'alta celletta a quattro nicchie che reca, inciso su una lapide, il ringraziamento per il ritrovamento di acqua dopo un periodo lungamente siccitoso.

• Procedendo in piano si raggiunge in breve tempo il cimitero di Piandicastello, rasentando magnifiche siepi di prugnolo e biancospino. All'altezza del cimitero si nota una grande macina ruotante ricavata da una arenaria fossilifera locale, utilizzata come sostegno di una croce oggi scomparsa. Dopo un breve tratto in discesa si raggiunge l'abitato di Piandicastello. Il paese, in provincia di Pesaro come l'ultimo segmento del percorso effettuato, si trova ora in stato di semiabbandono per l'emigrazione che ha colpito pesantemente gran parte del comprensorio. Si tratta di un borgo murato, dove regna un'atmosfera di solitudine; la sua origine è comune a quella di gran parte dei castelli limitrofi e va fatta risalire alle fasi di declino della romanità, durante le quali la popolazione, a scopo difensivo e per controllare il territorio, si raccolse in abitati posti su rilievi fortificati. Da notare, nella nicchia muraria di un'abitazione posta all'esterno delle mura, una effigie in ceramica della Madonna Nera. Volendo prolungare l'itinerario, è possibile raggiungere il paese abbandonato di Casteinuovo (Auditore, PS) e la valle del Ventena, per mezzo della strada che si dirige verso est.

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