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Riserva Naturale Orientata ONFERNO
I MAMMIFERI

Le specie di Mammiferi che si possono incontrare nella Riserva sono quelle tipiche della fascia collinare subappenninica emiliano-romagnola, con alcune eccezioni di un certo interesse biogeografico e naturalistico. Tra gli insettivori è molto diffuso il riccio specie assai frequente in tutti gli ambienti, compresi quelli antropizzati. Purtroppo la sua presenza è molto spesso rivelata da esemplari che giacciono sull'asfalto schiacciati dalle ruote di qualche veicolo, piuttosto che da incontri diretti con animali in attività. La lepre di abitudini crepuscolari e notturne, a volte è osservabile nelle prime ore del mattino, ma più spesso è possibile incontrare tracce indirette della sua presenza, come impronte o escrementi. La popolazione di questa specie è soggetta a sensibili fluttuazioni, dovute soprattutto alle pratiche di ripopolamento per scopi venatori. Le massime densità, nei territori circostanti la Riserva, si riscontrano in primavera, dopo le immissioni, e prima dell'apertura della caccia. Il ruolo di predatore nel territorio di Onferno, come in moltissime altre aree della fascia subappenninica, è svolto dalla volpe e dai Mustelidi più comuni, come la faina la puzzola, la donnola e il tasso La volpe, nonostante le costanti persecuzioni venatorie, è presente e abbondante ovunque. L'ampia diffusione di questa specie è dovuta alla grande capacità di adattamento agli ambienti più diversi, realizzata soprattutto grazie alla ecletticità alimentare e al comportamento "plastico" tipico dei predatori non specializzati. In funzione della disponibilità delle risorse trofiche, la volpe può infatti occupare territori che si estendono da un minimo di circa 50 ettari, in condizioni di grande disponibilità, fino a un massimo di circa 1.600 ettari in condizioni di scarsità alimentare. La densità che la specie raggiunge nel territorio della Riserva e nelle zone adiacenti è molto vicina ai valori massimi. Si avvantaggia infatti largamente delle continue immissioni di fagiani di allevamento effettuate da una confinante azienda turistico venatoria. Questa situazione sembra giovare anche ad altri predatori, come la faina, la donnola e il tasso, che a giudicare dai numerosi segni indiretti di presenza (tane, tracce, escrementi) hanno ad Onferno popolazioni in buona salute. Solo la puzzola, sebbene presente, sembra essere più rara. Una presenza decisamente interessante sotto il profilo naturalistico e biogeografìco è quella dell'istrice Tipico di ambienti mediterranei, esso è distribuito nell'Italia centrale tirrenica e sul versante adriatico con discontinuità, dalla Puglia fino alla Romagna, dove raggiunge il limite settentrionale di distribuzione. In questa Regione, pur presente già anticamente, per lungo tempo è mancato e solo di recente, tra gli anni '40 e '60, vi sono state fatte nuove segnalazioni. A partire dagli anni '80 gli avvistamenti di istrice sono divenuti sempre più frequenti in tutta la Romagna. Il territorio riminese sembra essere piuttosto uniformemente occupato, dalla bassa collina all'alto Appennino. La presenza dell'istrice ad Onferno è nota dalla fine degli anni '80. Nel 1992, in una zona collinare (Monte Santa Colomba) non distante dal territorio della Riserva, è stata trovata in una tana una coppia con due giovani. In seguito, i ritrovamenti di aculei d'istrice lungo i sentieri sono divenuti sempre più frequenti. Gli Ungulati, nella zona, sono rappresentati dal capriolo e dal cinghiale. Verso la metà dell'Ottocento il cinghiale si era probabilmente estinto in tutta la Romagna, dove è ricomparso solo nel 1974-75, limitatamente ai territori dell'Appennino tosco-romagnolo, proveniente, con ogni probabilità, dalla provincia di Arezzo, dove era stato introdotto nel 1972 per scopi venatori. Da allora ha mostrato un'espansione rapida e costante, che prosegue anche attualmente, nonostante il massiccio prelievo venatorio. La presenza del cinghiale nelle aree prossime al territorio della Riserva è stata rilevata in modo diretto solamente a partire dal 1994 e sembra essere ancora sporadica e non regolare. Il capriolo, negli ultimi anni, è sempre più facilmente osservabile ad Onferno. In parte si tratta di semplici movimenti di individui immaturi provenienti forse dall'area di Torriana e Montebello, dove è insediato il più vecchio nucleo stabile conosciuto nella provincia di Rimini, e in parte dell'inizio di un vero e proprio insediamento. L'area di Onferno infatti appartiene a un comprensorio più ampio, esteso da Sassofeltrio a Montefìore Conca, che presenta caratteristiche ambientali particolarmente favorevoli alla specie.

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