La Riserva Naturale Orientata di Onferno è l'unica area protetta del sistema regionale emiliano-romagnolo in provincia di Rimini. È dunque preziosa per l'intero comprensorio regionale e soprattutto per la Provincia, in considerazione dello stato di incuria, dal punto di vista della tutela ambientale, in cui versa la maggior parte del territorio provinciale. Non poche sono le difficoltà nel gestire un'area protetta alla periferia della conurbazione riminese, una delle maggiori concentrazioni turistiche d'Italia. Tuttavia sulle tiepide colline situate tra San Marino ed il Montefeltro, a poca distanza dal mare, regna il silenzio. Qui si possono respirare, anche in piena estate, atmosfere paesane e scoprire angoli di natura ancora incontaminata. Onferno è una frazione del Comune di Gemmano, il cui territorio si estende sulle colline tra le valli del Conca e del Ventena, al coronamento della valletta del torrente Burano, il maggiore affluente del Ventena. Incuneata nella Provincia di Pesare, la Riserva presenta aspetti paesaggistici così diversificati e peculiari da risultare evidenti anche all'occhio del visitatore meno attento. Alla moderata pendenza dei versanti collinari argillosi fanno riscontro le adiacenti e impenetrabili pareti arenacee, a cui si alternano affioramenti gessosi, doline e inghiottitoi carsici in un insieme paesaggistico che non ha confronti in nessun'altra area della Val Conca riminese. La strada più facile per raggiungere la Riserva da Rimini è quella che da Coriano porta a San Savino, piccolo borgo che conserva ancora un impianto tipicamente medievale. All'incrocio di Croce di Monte Colombo si scende dal crinale per arrivare alla strada di fondovalle del Conca. Da qui si può salire al capoluogo, che si affaccia sulla riviera, o proseguire a destra fino a Taverna. Poco dopo il paese si devia a sinistra percorrendo lo stretto ponte sul Conca, che porta alla frazione di Marazzano, dove, in pochi tornanti e con una pendenza che, di colpo, sfiora il 20, ci si trova nell'attigua valle del Burano, dalla quale ci si dirige verso Onferno. Dal paese di Gemmano, invece, una strada a mezza costa, dalla quale lo sguardo spazia su coltivi inframmezzati da calanchi e impluvi forestali, conduce, con minore pendenza, verso la frazione incuneata nel Pesarese. A Onferno si è accolti dal verde abbraccio della collina di Monte Croce, che con i suoi calanchi e boschi costituisce il corpo principale della Riserva. Sull'affioramento gessoso, proprio al centro della valle, si erge il Castello di Onferno. Ai suoi piedi è situata l'antica Pieve di Santa Colomba, restaurata e in parte ricostruita per ospitare il Centro Visite. Il Castello è costituito da un aggregato di abitazioni di vario tipo, derivanti dal susseguirsi di insediamenti che hanno, probabilmente, un'origine preromana. Arrivare alla Riserva partendo da Piccione o da Cattolica è ancora più facile: si raggiunge Mordano di Romagna percorrendo le strade statali e da lì si prosegue attraverso il fondovalle del Conca fino a raggiungere il bivio per Gemmano o, più avanti, fino al ponte per Marazzano. Si può arrivare alla Riserva anche utilizzando i mezzi pubblici: raggiunta Rimini in treno o in pullman vi sono infatti autobus, alla mattina e alla sera, che collegano il capoluogo ad Onferno; da lì, percorrendo a piedi circa un chilometro e mezzo, si arriva nel cuore della Riserva. Dopo una giornata passata nell'area protetta è possibile visitare territori ricchi di storia e natura raggiungendo l'angolo più remoto della Romagna, in cui sono situati Montefìore Conca, con il suo splendido castello, Saludecio, Mondaino e Montegridolfo, vere perle architettoniche incastonate in uno splendido paesaggio. Oppure si possono visitare i castelli e le colline del Montefeltro, risalendo il Conca e arrivando a Mercatino Conca, Monte Cerignone o fino a Macerata Feltria, salendo, poi, fino ai 1.400 m del Monte Carpegna o scendendo verso la valle del Marecchia. La Riserva, in definitiva, può essere un punto di partenza per trascorrere week-end immersi nella natura e nella storia.