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IN PROVINCIA DI AGRIGENTO
AGRIGENTO
Agrigento sorge su un colle nella costa meridionale dell'isola ed ่ famosa per essere uno dei centri archeologici e turistici d'Italia.

Cenni Storici
Il sito ove sorge Agrigento fu abitato fin dalla preistoria, ma è solo intorno al 580 a.C. che un gruppo di abitanti di Gela, originari di Rodi e Creta, decisero di fondare la città di Akragas, dal nome di uno dei due fiumi del luogo, che divenne nel tempo una delle città più importanti della Magna Grecia. Nel 406 Agrigento subì una pesante sconfitta da parte dei Cartaginesi, che la distrussero quasi completamente. Venne ricostruita nella seconda metà del IV sec. a.C. da Timoleonte, condottiero corinzio impegnato nella lotta contro i Cartaginesi in Sicilia. E' a questo periodo che risale la costruzione del quartiere ellenistico - romano i cui resti danno un'idea del nuovo aspetto urbanistico della città.

Nel 210 a.C. Akragas subisce l'assedio dei Romani che la conquistano e modificano il nome in Agrigentum. In seguito fu dominata dai Vandali, dai Goti e dai Bizantini e trascorse un periodo di grave decadenza economica. Fu conquistata dagli arabi, sotto i quali riacquistò il vigore economico. Nel 1086, occupata dai Normanni, divenne sede vescovile. Nei secoli successivi fu dominata dagli Aragonesi e poi dagli Spagnoli. Nel 1817 divenne provincia della Sicilia e fu una delle prime città siciliane ad insorgere dopo il proclama di Salemi di Garibaldi: nel 1860 aderì al Regno d'Italia.

Agrigento ha dato i natali a personaggi famosi sia nell'antichità che in tempi recenti. Fra i più noti si può ricordare il filosofo Empedocle. Nel XX secolo invece, la figura di maggior spicco è Pirandello, il famoso drammaturgo e romanziere nato in una contrada ai piedi di Agrigento.

Passeggiando per Agrigento
L'ampio viale della Vittoria, belvedere ombreggiato da ficus da cui si può ammirare la valle dei Templi, conduce alla piazza della stazione ove, sulla destra, sorge la cinquecentesca Chiesa di S. Calogero, santo particolarmente venerato in questa zona. Poco oltre, si snoda la bella via Atenea. Lungo la via si incontra sulla destra Palazzo Celauro e, sulla sinistra, la chiesa francescana dell'Immacolata. Si giunge in piazza del Purgatorio ove si eleva la bella facciata di S. Lorenzo del XVIII sec., in cui il tufo giallo ocra crea un piacevole contrasto con il bianco portale arricchito da colonne tortili.

Giunti in piazza Pirandello si può ammirare il Municipio, ex convento dei padri domenicani del XVII sec. e l'annessa chiesa, dalla bella facciata barocca arricchita da una scala a tenaglia. In secondo piano, lungo il fianco sinistro della chiesa, si eleva la torre campanaria. Da via Atenea si arriva all’Abbazia di S. Spirito. La chiesa e l'attiguo convento risalgono al XIII sec. La facciata della chiesa presenta un bel portale gotico sormontato da un rosone. L'interno, in stile barocco, è a navata unica. Via S. Girolamo è fiancheggiata da bei palazzi quali Palazzo del Campo-Lazzarini del XIX sec. o Palazzo Barone Celauro del XVIII sec., scandita da due file di balconcini con finestre coronate da timpani arcuati e triangolari.

La Cattedrale conserva ancora elementi dell'edificio originario costruito dai Normanni e che coinciderebbe con l'attuale transetto. Rifatta nel XIV sec. viene rimaneggiata nel Seicento e restaurata dopo la frana deI 1966. Sulla destra si erge la torre campanaria incompiuta del 1470.

La Chiesa di S. Maria del Greci è edificata sui resti di un tempio dedicato ad Athena, la chiesa risale al XIV sec. Vi veniva officiato il culto di rito greco-ortodosso. La duecentesca Chiesa di S. Nicola, realizzazione tra romanico, gotico e cistercense, custodisce il famoso Sarcofago romano raffigurante il mito di Fedra (sec. II-III d.C.).

La costruzione del teatro iniziò nel 1870 e nel 1880 fu completata. Durante la II Guerra Mondiale il teatro venne utilizzato esclusivamente come cinematografo fino al 1956. Nel 1946, nella seduta del 25 Novembre, il Consiglio Comunale deliberò di intitolare il teatro a Luigi Pirandello.Chiuso per restauri, è stato riaperto nel 1995.

La Biblioteca Lucchesiana fu fondata nel 1765 dal vescovo Lucchesi Palli e conserva più di 45000 volumi antichi e manoscritti. Il salone centrale, dominato dalla statua del vescovo, ha una bella scaffalatura in legno.

Presso il Museo Archeologico Regionale si può ammirare il "Gigante", l'Efebo di Agrigento, statua marmorea del sec V a.C., una bellissima collezione di crateri greci, tra cui l'originale cratere di Perseo e Andromeda e altri interessanti mosaici.

Dintorni
La provincia offre una grande varietà di panorami e di ambienti: torri saracene e castelli medievali, chiese barocche e santuari rupestri, ipogei e grotte bellissime, spiagge e scogliere favolose, isole incontaminate, montagne e boschi, laghi e vulcani.

Tra le campagne colme di mandorli in fiore appena fuori città, lo sguardo si poggia sui meravigliosi ruderi dei templi che nel tempo hanno conservato intatta la loro imponenza architettonica. La Valle dei Templi, dichiarata nel 1997 Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO, è la testimonianza più sublime della civiltà greca in Sicilia e rappresenta uno dei siti archeologici della civiltà greca più importanti e meglio conservati al mondo. Nella valle si adagiano numerosi templi risalenti al V secolo a.C.. In stile dorico e rivolti ad est per rispettare il principio secondo cui la statua che rappresentava la divinità, posta all'ingresso del tempio, venisse illuminata dal sole all'alba, i vari templi sono allineati tra di loro: il “Tempio di Zeus Olimpio”; il “Tempio di Eracle” che è quello più antico in questo luogo, il “Tempio della Concordia”, l'unico ad essere pervenuto completamente intergo, il “Tempio di Hera Lacinia”.

All'estremo della collina rocciosa il solitario e suggestivo Tempio di Giunone, databile al 470 a.C. Il sito archeologico della Valle dei Templi comprende anche il quartiere Ellenistico Romano: un complesso di abitazioni con mosaici e pavimenti decorativi del I-II secolo d.C. di cui è ancora ben visibile l'impianto urbanistico.

Tra luoghi di particolare suggestione ricordiamo l'isola di Lampedusa, situata a circa 300 chilometri dalla costa siciliana e 100 da quella africana. Si tratta di un vero e proprio paradiso che, per l'atmosfera e l'ambiente che possiede, ricorda il tipico territorio dell'Africa. Insieme all'isoletta di Linosa e allo scoglio di Lampione costituisce l'arcipelago delle Pelagie, dal nome "isole d'alto mare", forse per la loro posizione geografica. Numerosi turisti visitano questo meraviglioso tratto di mondo per le bellissime baie e per un mare limpido e ricco di vita. Altra isola è Linosa, notevolmente più piccola ma di altrettanta bellezza. Il territorio è costituito essenzialmente da rocce vulcaniche, solcate da piccoli e deliziosi sentieri, percorrendo i quali è possibile ammirare tutte le meraviglie dell'isola.

Adagiata su una formazione naturale a terrazze digradanti verso il mare e protetta a nord dalle alture del Monte San Calogero e a ovest dal capo San Marco, Sciacca ha un notevole porto peschereccio ed è una rinomatissima stazione balneare e centro idrotermale.

Favara a 12 km a nord-est da Agrigento, è una cittadina di origine araba, che raggiunse il massimo sviluppo sotto la potente famiglia dei Chiaramonte tra il XIII - XIV sec. che vi costruirono il massiccio castello. Racalmuto è la cittadina originaria di Leonardo Sciascia, che qui passò gran parte della sua vita. In centro sussistono i resti del Castello dei Chiaramonte, costituito da due grandi torri.

Il Castello del Gattopardo dei principi di Lampedusa a Palma di Montechiaro è un angolo rimasto ancora in stile ottocentesco, ben conservato con la sua torre a picco sul mare.

Enogastronomia
La gastronomia di Agrigento ha come ingredienti fondamentali le verdure e la frutta. Ricordiamo tra i piatti tipici la pasta coi broccoli, salsiccia al finocchio, carciofi fritti, ravioli con la ricotta, capretto al forno, coniglio in agrodolce, le “melanzane al forno” (aromatizzate con aglio e prezzemolo), la “pasta con le sarde” (ricetta senza pinoli e uvetta), il “farsumagru” (piatto con vitello ricoperto di uova, prosciutto e formaggio). Tra i Vini Cerasuolo, Marsala, Cannatelo, Meligauro, Zibibbo, Verdello, Nerello, Porto Palo, Torre Salsa e altri vini locali.

Eventi
Ricordiamo la Sagra del Mandorlo e il Festival Internazionale del Folclore in febbraio, nello stesso periodo la Festa di S. Gerlando e Fiera Regionale del Giardino. La Festa di S. Calogero in luglio. La Festa di Persefone in luglio -agosto e la Sei Giorni Velica di S. Leone. La Gara automobilistica in settembre.

Ad Agrigento, nonostante non sia il patrono principale (che è San Gerlando), a San Calogero vengono riservati dei grandiosi festeggiamenti nella prima settimana di luglio; questi hanno inizio il giovedì con la benedizione, da parte del vescovo, della camicia bianca indossata dai portatori del simulacro, recante sul petto lo stemma del santo, tale divisa viene chiamata ‘pazienza’. Il trasporto della statua si svolge domenica mattina; il privilegio di trasportarla, durante la processione, si trasmette di padre in figlio, in una tradizione di famiglia che spesso onora una grazia ricevuta. La festa si conclude la domenica successiva con la sfilata dei cavalli e dei muli parati, finalizzata in passato a portare le offerte in natura, a ringraziare e a propiziare un buon raccolto.

Come Arrivare
In Auto: SS 115, Trapani–Siracusa; SS 118, Bolognetta(Pa)–Agrigento; SS 122, Agrigento–Caltanissetta; SS 123, Licata–Canicattì; SS 188, Marsala-Lercara Friddi(Pa); SS 188b, Sciacca-P.la Misilbesi(Ag); SS 189, Agrigento-Bivio Manganaro (Lercara Friddi – Pa); SS 190, Canicattì-Gela Bivio; SS 386, Chiusa Sclafani–Montallegro; SS 640, Agrigento–Caltanissetta.
In Aereo: Aeroporto Falcone-Borsellino di Palermo (dista da Agrigento circa 120 km); Aeroporto Vincenzo Florio di Trapani.
In Nave: Unico porto per trasporto di passeggeri è quello di Porto Empedocle.

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