AOSTA
Aosta è adagiata in una conca delle Alpi sulla riva sinistra della Dora Baltea, circondata da possenti montagne quali il Monte Emilius alto 3559 metri ed il monte Becca di Viou alto 2856 metri. Conosciuta anche come la Roma delle Alpi e Augusta Praetoria, la città accoglie testimonianze artistiche medioevali unite ad una atmosfera pacata e pacifica tipica della regione.
Cenni storici Le origini di Aosta sono molto lontane, risalgono addirittura al Neolitico, ma la città vera e propria venne fondata nel 25 a.C., al tempo di Augusto, quando vi furono trasferiti 3000 pretoriani e contemporaneamente furono venduti al mercato d'Ivrea 36000 Salassi, popolo locale di stirpe celtico - ligure. La città prese la forma che ancora oggi è possibile osservare:rettangolare con muro di cinta e vie a scacchiera. Aosta subì dopo il dominio romano numerose invasioni barbariche: goti, burgundi, longobardi e franchi si sono susseguiti nell'invasione del territorio valdostano.
Dopo la dominazione franca, Aosta passò sotto la dinastia dei Borgogna nel X secolo per poi essere ceduta ad Umberto di Biancamano nel 1025, capostipite dei Savoia. La città rimase sotto la dinastia dei Savoia fino al XVIII secolo quando subì l'invasione francese e successivamente fu annessa all'impero di Napoleone. Nel 1033 vi nacque Anselmo d'Aosta, che divenne Vescovo della città, arcivescovo di Canterbury, santo e dottore della chiesa. Nel 1295 gli Challand, visconti d'Aosta, rinunciarono al titolo, permettendo così un governo più autonomo, formato da un consiglio.
Grazie al Congresso di Vienna Aosta tornò a far parte del regno di Sardegna e dal 1861 fu annessa al Regno d'Italia.
Passeggiando per Aosta Col passare degli anni si sono formati tre luoghi che ancora oggi si possono considerare come i principali della città: la piazza Chanoux, il cuore della città; la Cattedrale, in prossimità dell'ex foro romano e la colleggiata di S.Orso,un complesso medioevale fatto costruire dal priore Giorgio di Challad, tra l'altro committente del castello di Issogne, contenente affreschi del X sec. di artisti italiani.
Da visitare in città anche la Torre di Bramafam, del XIII secolo, e resti di edifici romani, quali la porta Pretoria del I secolo a.C., l’Arco di Augusto del 25 a.C. con capitelli corinzi; l’anfiteatro Romano, una costruzione con muraglioni e contrafforti bugnati che risale al periodo augusteo e della quale, ad oggi, sono rimasti i resti della facciata meridionale, le gradinate sui cui si sedevano gli spettatori, le fondamenta dell'orchestra ed il muro di scena (si pensa che originariamente potesse contenere circa 4000 spettatori).
Interessante il Museo Archeologico che ha sede nel Monastero della Visitazione fondato nel XVII secolo. Questo Monastero è stato costruito sui resti di un'antica torre romana e sulla sua facciata è possibile intravedere lo stemma della dinastia dei Savoia ed alcuni ritratti della casa Challant. All'interno sono raccolti molti reperti archeologici rinvenuti negli scavi della zona. Ancora il Museo dell'Accademia di S. Anselmo che accoglie reperti archeologici preromani e romani e oggetti d'arte. |
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Dintorni Alcune tra le più belle località turistiche della valle d’Aosta sono Courmayeur, Cogne, le cascate di Lillaz, Cervinia, La Thuile.
Chiamata "la perla delle Alpi" la cittadina di Courmayeur sorge a circa 1224 metri sul livello del mare, in una conca sovrastata dalla catena del Monte Bianco, quasi sotto il ghiacciaio della Brenva. Intorno al seicento vennero scoperte le fonti di acque minerali curative e questo fece di Curmayeur una nota località di soggiorno.
Posta allo sbocco della Valnontey, davanti ai ghiacciai del Gran Paradiso, Cogne, come vuole la leggenda, fu fondata da S. Orso, che qui avrebbe convertito al cristianesimo i pastori della valle. Situata a 1534 metri di altitudine, racchiusa fra le più alte montagne d'Europa, il Gran Paradiso (4061m.), il Bec Costazza(3092m.) e la Punta Rossa(3041m.), la valle di Cogne è, per circa metà inclusa nel Parco del Gran Paradiso, qui camosci e stambecchi vivono liberi e le diverse specie di flora alpina riescono a moltiplicare le numerose varietà. D’inverno, la valle offre numerose piste da sci di fondo e la possibilità di gite scialpinistiche: possiede circa 80 Km. di piste che si snodano tra la prateria di San Orso e i boschi di betulle e conifere. In estate, si possono fare lunghe passeggiate, verso ovest dove si scorge il Monte Bianco, verso sud dove dalla Valnontey si arriva ai ghiacciai del Gran Paradiso, oppure si può raggiungere la vetta del Bec Costazza e la Punta Rossa a sud del Monte Emilius. Ricordiamo che il Parco Nazionale del Gran Paradiso è il primo parco istituito in Italia che si estende su un esteso territorio diviso tra la Valle d'Aosta ed il Piemonte, che va dagli 800 metri dei fondovalle ai 4.061 metri della vetta del Gran Paradiso. Ci si incanta per la bellezza dei paesaggi e nell’incontrare piccoli villaggi e alpeggi che raccontano la lunga storia della civiltà dei pastori.
Un'altra passeggiata è quella che porta alle cascate più belle della Valled’aosta, le cascate di Lillaz, dalle quali si ammira un bellissimo panorama.
Cervinia è situata a 2.006 metri dal livello del mare, ed è una delle più rinomate località sciistiche di tutta Europa. Dotata di impianti sciistici molto moderni, con circa 175 chilometri di piste collegate con Valtournenche e Zermatt in Svizzera. Nella zona delle sciovie Crétaz vi è un sistema di illuminazione che consente lo svolgimento di manifestazioni sciistiche notturne. Oltre allo sci da discesa, vi è la possibilità di praticare altri sport quali: lo sci di fondo, il pattinaggio su ghiaccio, ed inoltre piscine coperte e riscaldate e un'importante pista per il bob. |
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La Thuile si trova nella valle del Piccolo San Bernardo, verso la confluenza della Dora di Veney con il Rutor. Fondata dai romani, la cittadina oggi è un'importante località di villeggiatura sia estiva che invernale. La Thuile è dotata di 135 km di piste, 33 impianti di risalita, piste per lo sci di fondo, inoltre offre la possibilità di provare l'eliski. In estate il luogo offre la possibilità di splendide passeggiate ai laghi, inoltre dal valico del piccolo San Bernardo si ammira uno stupendo panorama. Fenis è situata nella Valle della Dora Baltea tra Châtillon e Aosta è celebre soprattutto per il suo Castello. Il Castello di Fenis venne edificato tra il XIII e il XV secolo e più volte ampliato nel corso dei secoli.
Per gustare appieno la bellezza paesaggistica dei dintorni di Aosta e darsi un’occasione straordinaria per vivere in modo diverso la montagna nei diversi itinerari attraverso boschi, prati e pascoli da cui si gode una splendida vista, si consiglia un itinerario da fare a cavallo per cui, costeggiando la Dora Blatea, si può arrivare fino alla riserva naturale di Les Iles in località Saint Marcel: una tra le più grandi della Valle d’Aosta, dove ogni anno nidificano molte specie di uccelli acquatici. Oppure galoppare sulla collina di Quart per raggiungere l’omonimo castello. I sentieri sono ricchi di suggestioni naturalistiche, l’area infatti è ricoperta da abeti, larici, vaste praterie, ghiacciai ed è abitata da molti esemplari della fauna montana come ad esempio l'aquila reale e gli stambecchi.
Enogastronomia Grazie alla posizione geografica della regione, la cucina valdostana risente degli influssi della cucina italiana, francese e svizzera ed e' un insieme di antichi piatti che sono stati tramandati attraverso i secoli. Tradizionalmente si tratta di una cucina povera, semplice e genuina, povera di ingredienti ma ricca di sapori: come le zuppe con pane nero di segale, formaggio e prodotti dell'orto o erbe selvatiche, alcune delle quali sono rimaste invariate da tempi remoti, come la zuppa alla Valpellinentze (zuppa con pane, verza e fontina, gratinata in forno). Tra i piatti tipici non poteva mancare la “polenta concia” a base di formaggio, inoltre la fontina e la fonduta (fiandolin, fondua ) e gli gnocchi. A base di carne le famose "costolette alla valdostana" e la “carbonade” un piatto a base di carne di bue cucinata con burro, vino e cipolle. Tra i secondi piatti prevale la cacciagione, i camosci e la selvaggina. Di grande effetto i dolci ed i desserts della tradizione valdostana. Fra tutti si ricordano la Blanc manger, a base di panna, zucchero e colla di pesce; Mont blanc, deliziosa montagnola di castagne lessate unite a zucchero, cacao, latte e rum e ricoperte di panna montata. Inoltre le pere martin sech al forno, elaborate con zucchero, cannella, noce moscata, chiodi di garofano e vino rosso. E poi ancora dolci a base di mele e pangrattato, mirtilli e formaggio fresco ed innumerevoli i tipi di crostate.
Tra i vini vi segnaliamo l'Enfer, il Blanc de Morgex ed il Torretta, e il Passito della Valle d'Aosta. Squisiti. Da ricordare la tradizione tipicamente valligiana della 'grolla', uno speciale recipiente di legno scolpito, munito di beccucci che funge da bottiglia o da bicchiere. Oltre che per il vino viene usato a fine pasto per una miscela bollente di caffè, grappa, vino rosso, buccia di limone e spezie. Ai beccucci della grolla si beve tutti insieme, nel rispetto della tradizione valdostana secondo la quale ‘si beve tutti insieme ... chi beve solo si strozza’.
Prodotti tipici tappeti, stoffe, oggetti in pietra allare, grolle valdostane, legni scolpiti.
Eventi Nelle strade cittadine si ripete ogni anno un evento che mette in luce i "fiori" del lavoro artigianale valdostano.E’ la Fiera di Sant’orso a gennaio. Nel MedioEvo la Fiera si svolgeva nel Borgo di Aosta, in quell'area circostante la Collegiata che porta il nome di Sant'Orso. Racconti leggendari narrano che tutto ha avuto inizio proprio di fronte la Chiesa dove il Santo, vissuto presumibilmente nei primi anni dei VI secolo, sarebbe stato solito distribuire ai poveri indumenti e "sabot", tipiche calzature in legno ancora oggi presentate alla Fiera. Adesso è tutto il centro cittadino ad essere coinvolto nella manifestazione, all'interno e a fianco della cinta muraria romana. La Fiera di Sant'Orso si propone come evento internazionale che richiama in Valle d'Aosta decine di migliaia di turisti provenienti da tutte le parti d'Italia, dalla Svizzera, dalla Francia e da altri Paesi europei. E’ innanzitutto una grande manifestazione popolare, un inno alla creatività e all'industriosità delle genti di montagna. Ogni anno un migliaio di espositori, tra artisti ed artigiani valdostani, presentano con orgoglio e legittima soddisfazione i frutti dei loro lavoro, svolto come hobby o come vera e propria attività produttiva, sempre però di stampo prettamente artigianale. Sono presenti tutte le attività tradizionali: scultura ed intaglio su legno, lavorazione della pietra ollare, del ferro battuto e del cuoio, tessitura del "drap", stoffa in lana lavorata su antichi telai in legno, e poi merletti, vimini, oggetti per la casa, scale in legno, botti. La Fiera è anche musica, folklore e occasione di degustazioni gastronomiche di vini e prodotti tipici, con una vera e propria festa popolare, che trova il momento "clou" nella "Veillà", la veglia nella notte fra il 30 e 31 gennaio, con le vie illuminate e piene di gente fino all'alba.
Come Arrivare In Auto: Autostrada A5 Torino-Aosta. In Treno: Aosta è raggiungibile tramite le seguenti linee ferroviarie: Ivrea-Torino, Prè-Saint-Didier, Chivasso-Milano, Torino–Aosta. In Aereo: Gli aeroporti più vicini ad Aosta sono quello di Torino e gli scali milanesi. |
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