L'Aquila
A un'ora di auto da Roma o dalla costa adriatica ci si può immergere in una città di grande forza e bellezza. L’Aquila è situata a 714 metri d'altitudine, sulla sinistra del fiume Aterno, in un'ampia conca racchiusa dal Gran Sasso d'Italia e dal monte d'Ocre.
Cenni storici La fondazione della città fu programmata dall'imperatore Federico Il di Svevia intorno al 1245, non lontano dalle rovine dell'antica Amiterno. Gli esecutori dei programma federiciano furono gli abitanti dei castelli della conca aquilana, 99 secondo la tradizione, che vollero confederarsi in un unico grande centro.
La città assunse una tale importanza politico militare che il pontefice Alessandro IV vi trasferì la sede vescovile nel 1257. Fu libero comune dalla seconda metà del XIII secolo e si arricchì di numerose architetture religiose. Su tutte spicca per importanza artistica la basilica di S. Maria di Collemaggio, dove nel 1294 venne incoronato Papa Pietro da Morrone, con il nome di Celestino V, alla presenza di Carlo II d'Angiò. Con l'avvicendarsi degli Aragonesi agli Angioini per il possesso dei regno di Napoli, L’Aquila, fedele alla causa di Giovanna II d'Angio’, fu sottoposta a durissimo assedio. Resistette strenuamente ed alla sconfitta degli Aragonesi, la regina Giovanna le concesse una serie di privilegi che ne incrementarono lo sviluppo economico e sociale. Ben presto divenne la seconda città dei regno di Napoli, prosperosa negli scambi commerciali e culturali che manteneva con le più importanti città italiane ed estere. Le sue attività produttive erano concentrate soprattutto sulla produzione di merletti, lana, tela, seta e zafferano, e aveva un importante centro culturale con numerose tipografie, tra le più antiche d'Italia. Nel XV secolo ebbe il privilegio di battere moneta; vi fu istituita l'università e nel 1482 vi fu aperta la tipografia da A. di Rottwill, discepolo del Gutemberg.
Nel 1485 passò sotto il controllo della Chiesa.
Lo spirito d'indipendenza della città fu soffocato durante la lotta tra i Francesi e gli Spagnoli per il possesso dei regno di Napoli. Per punirla di aver parteggiato per Francesco I, lo spagnolo Carlo V, ordinò a Filippo d'Orange di assediarla e distruggerla, e nel 1532 da Don Pedro di Toledo fu eretto il Castello "ad reprimendam audaciam Aquilanorum ". Durante la rivolta di Masaniello 1647 la città si ribellò di nuovo agli Spagnoli e fu per questo condannata a dure repressioni economiche e sociali, che ne causarono un lento declino. Nel 1703 uno spaventoso terremoto distrusse completamente la città, peggiorando la ripresa economica e demografica. Partecipò attivamente ai moti rivoluzionari per l'unità d'Italia insorgendo contro i francesi con tutto l'Abruzzo, di cui seguì da allora le sorti politiche fino all'annessione allo Stato italiano. Nel 1860 divenne capoluogo di regione. |
|
Passeggiando per L'Aquila Passeggiare per L’Aquila significa immergersi in uno scenario incantevole tra storia, arte, cultura e natura, nei vicoli medievali e cortili rinascimentali, tra chiese, piazze e piazzette. La città odierna è ancora cinta dalle mura del periodo angioino (1316) e conserva notevoli monumenti. Ha una tipica struttura a scacchiera, ma presenta forti dislivelli con poche vie in piano; ciò le conferisce un aspetto pittoresco, accresciuto dagli scorci improvvisi e bellissime vedute panoramiche verso i monti che circostanti. Cuore della città è piazza del Duomo ornata da due fontane ed animata dal mercato quotidiano. Tipico luogo di ritrovo e passeggio sono i portici di Corso Vittorio Emanuele, la principale arteria cittadina. Qui la campana della torre trecentesca batte, due ore dopo il tramonto, 99 tocchi a ricordo dei 99 castelli che formarono la città. Da visitare è la bella chiesa di San Bernardino, eretta tra il 1454 e il 1472.
Il castello, costruito fra il 1535 e il 1635, si erge come una poderosa fortezza a pianta quadrata con enormi bastioni angolari e cinta da un profondo fossato;all’interno sono visibili la corte, il porticato, lo scalone, le sale con soffitti a cassettoni. Conserva ancora intatta la sua forma originaria che si rivela una delle più evolute dell'intera penisola. Vi ha sede il Museo nazionale d'Abruzzo con una sezione archeologica ricca di materiale preistorico di popoli italici, frammenti epigrafici provenienti dalle città romane dell'altro Abruzzo, statue e il "calendario Amiternino" da Amiternum (25 d.C.), una sezione di sculture alto-medievale e una ricca raccolta di opere di pittori locali (A. Delitio), romani, napoletani (F. Solimena), fiamminghi (C. Ruther), sculture lignee, maioliche abruzzesi e oreficerie.
Presso le mura, a ovest, si trova la Fontana delle novantanove cannelle (opera del XIII e successivi secoli) che con il numero dei suoi zampilli ricorda i castelli della tradizione e gli altrettanti rioni; ne esaltano l'originalità non solo la forma trapezoidale e i mascheroni in pietra, tutti diversi tra loro, ma anche il fatto che non si conosce la sorgente principale che l'alimenta. Secondo la tradizione i mascheroni sarebbero simbolo dei signori dei castelli che contribuirono alla fondazione della città. L'elegante muro che la recinge, in pietra bianca e rosa tratta dalle vicine cave di Genzano di Sassa, come quella di S. Maria di Collemaggio, è sicuramente posteriore e databile al XV secolo.
Santa Maria di Collemaggio, eretta in forme romano-gotiche, sorge in un suggestivo ambiente ed è il principale monumento della architettura Abruzzese, sia per la sua importanza storica che architettonica. Fu iniziata nel 1287 da Piero da Morrone, il futuro Celestino V che vi fu incoronato Papa nel 1294. L'ampia facciata deve la sua originalità alla bellissima decorazione a disegni geometrici di lastre bianche e rosa a cui si sovrappongono elementi architettonici d'interesse. Al suo interno custodisce affreschi votivi del '300 riportati alla luce dopo i recenti restauri, tredici tele raffiguranti la "Vita di S. Celestino" di C. Ruther (Fra' Andrea) e il sepolcro di S. Celestino, opera di Girolamo da Vicenza (1517). |
|
Dintorni Nei dintorni più prossimi della città si possono incontrare siti di particolare interesse storico e artistico.
Uscendo dalle mura della città verso ovest si trova l'antico convento di San Giuliano, immerso in un'oasi verde impreziosita dalla presenza d'imponenti querce secolari e sede dell'omonimo Museo Naturalistico. Lungo la S.S. 80 s'incontra il paese di San Vittorino con il complesso ecclesiale di San Michele, all'interno del quale si collocano le antiche catacombe di San Vittorino; una torre a pianta quadrata nei pressi della chiesa e ciò che rimane sul colle di una struttura difensiva dell'antica città, prima Sabina e poi Romana, di Amiternum. Più avanti, in pianura, i resti del teatro e dell'anfiteatro danno idea dell’antica grandezza della città Amiternina.
A Roio, legata a doppio filo alla pratica della transumanza degli armenti in terra di Puglia, s'innalza il Santuario dedicato alla Madonna, meta continua di pellegrinaggio da parte dei fedeli Aquilani. Assergi, frazione posta alle falde delle più alte vette del Gran Sasso, conserva un centro storico ancora dal chiaro impianto medievale ed una bellissima chiesa due-trecentesca dedicaca a Santa Maria Assunta e fatta edificare dal Santo eremita Franco. In questo territorio la tradizione più radicata si fonde con la ricerca scientifìca più avanzata rappresentata dai laboratori, esterni ed interni alla montagna, dell'lstituto Nazionale di Fisica Nucleare.
L'Aquila e il suo comprensorio offrono eccellenti occasioni per vivere la montagna grazie alla vicinanza di stazioni sciistiche tra le più importanti del centro Italia. A 10 Km dalla città, grazie alla funivia del Gran Sasso d'Italia, si sale ad oltre 2000 mt di quota per scoprire uno dei luoghi più suggestivi d'Abruzzo, uno scenario mozzafiato scelto da numerosi registi di cinema e di spot come set naturale per le loro riprese. D'inverno un autentico paradiso per praticare lo sci, il fondo e lo snowboard. Fonte Cerreto è la base di partenza per le piste di Campo Imperatore, costruita durante gli anni trenta del Novecento e collegata agli impianti posti a 2200 metri di quota. Da Campo Imperatore partono numerose vie alpinistiche che portano alle vette del Gran Sasso d'Italia e alla vetta più alta dell'Appenino: il Corno Grande. Il paesaggio che si gode sull'altipiano di Campo Imperatore, tra i più affascinanti d'Italia, ha caratteristiche di uno sconfinato ambiente steppico e, sia d'inverno che in estate, infonde sensazioni straordinarie che solo i grandi spazi aperti sanno dare. Attualmente la stazione sciistica offre ben 15 chilometri di piste e moderni impianti che garantiscono una portata di oltre 4.000 persone all'ora. La funivia, con ampio parcheggio, è facilmente raggiungibile da Roma (Autostrada A24) e dalla costa Adriatica attraverso il Traforo del Gran Sasso con uscita al casello di Assergi a 2 chilometri dalla funivia medesima.
Gastronomia La forza della cucina aquilana sta tutta nella semplicità e genuinità; tra i primi piatti ricordiamo i maccheroni alla chitarra, confezionati con il caratteristico strumento, la lasagna, i ravioli con ricotta e spinaci, spaghetti aglio, olio e pepentò. Specialità delle massaie aquilane sono le minestre con i legumi, gnocchetti con fagioli di Paganica (insuperabili per tenerezza e digeribilità) profumati di maggiorana, lenticchie di S. Stefano di Sessanio con taccozzelle, fatte in casa, pasta e ceci e ancora fagioli con cotiche di maiale, i minestroni con le saporite verdure degli orti della Rivera, il quartiere accanto alla Fontana delle 99 Cannelle. Nei laboratori artigianali è possibile trovare facilmente mozzarelle fresche ed appassite da cuocere alla griglia, ricottine di montagna nei canestrelli di giunchi, formaggi di produzione propria, tra cui la saporita burrata. Ottimi sono i salumi, salsicce di carne, tipiche quelle di fegato, arricchite con peperoncino piccante (fegato pazzo) o con miele (fegato dolce), la lonza, il sanguinaccio, la coppa. Tra le carni, agnello e maiale cucinati arrosto, allo spiedo, in padella (ottimo l'agnello cacio e ova) o sotto il coppo, dentro il camino; il caratteristico castrato facilmente reperibile all'inizio della primavera, da mangiare arrostito all'aperto, accompagnato da un buon Montepulciano d'Abruzzo, rosso e forte. Altri vini il rosatello aquilano, il vino rosé e il bianco Corfinio della Valle Peligna assai piu’ leggeri. Per i dolci le ricette sono più sofisticate: si pensi al famoso torrone Nurzia, tenero al cioccolato con nocciole, nelle quali, prevalentemente dominano incontrastati due ingredienti: miele mandorle con un sentore di cannella; fragranti ferratelle, confezionate a mano con il caratteristico ferro decorato.
Eventi L'Aquila vanta anche nobili tradizioni culturali, tenute vive da enti ed istituzioni e coltivate per mezzo di manifestazioni teatrali, musicali ed artistiche. Oltre al ricco Museo Nazionale d'Abruzzo, conta anche un noto Teatro Stabile, un'Accademia di Belle Arti e la Società Aquilana dei Concerti, che nell'Auditorium del castello tiene importanti stagioni di concerti. Una manifestazione folcloristica, denominata "Festival delle Regioni", si svolge ai primi di luglio. Ogni anno, a fine agosto, si celebra la Perdonanza Celestiniana in ricordo dell’incoronazione a pontefice nel 1294 di Celestino V. Il papa, poi diventato Santo, passò alla storia per l'emanazione della Bolla del Perdono. Nella città e nei paesi intorno molte sagre e feste di carattere popolare e religioso allietano in ogni stagione i visitatori.
Come arrivare In auto: da Roma:Autostrada A-24 Roma-L'Aquila Via Salaria Roma-Rieti-L'Aquila da Autostrada Adriatica (A 14): Casello Roseto-Traforo del Gran Sasso-L'Aquila da Pescara:Autostrada A-25 Pescara-Popoli - S.S. 17 Bussi-L'Aquila da Napoli:Autostrada A-2 Roma-Napoli - S.S. 82 Ceprano Sora-Avezzano - Autostrada Avezzano-L'Aquila A-24/A-25. In treno: da Pescara: Pescara-Sulmona-L'Aquila; da Terni: Terni-Rieti-L'Aquila. In autobus: Da Roma: dal piazzale adiacente la stazione Tiburtina partono gli autobus (società arpa). Da Pescara: dal piazzale adiacente la stazione Centrale partono gli autobus (società arpa). In aereo: Aeroporto di Pescara; Aeroporto L. da Vinci (Fiumicino, Roma). |
|
|
|
|