AVELLINO
Irpini, etruschi, greci, romani, goti, longobardi…sono i popoli che in tremila anni hanno attraversato le terre d’Irpinia, arricchendola di un patrimonio d’arte e cultura vastissimi.
Cenni Storici In origine il nome di Avellino era Abellinum e sorgeva ai piedi di Atripalda, fu abitata sin dalla preistoria, poi dagli Etruschi e dai Greci e fu conquistata da Roma nell’ 82 a.C. Fin dal tempo della colonizzazione romana, questa città è un fiorente centro di scambi agricoli e di manufatti. Avellino già visse i primi martiri romani nel 400 d.C., con la persecuzione ed il supplizio di San Ippolisto. Nel 500 d.C., con l’affermazione del cristianesimo, divenne sede Vescovile. Subì, poi, le invasioni barbariche dei Vandali e dei Goti. L’attuale città fu fondata dai Longobardi, dai quali fu edificato anche il castello. Seguì poi la dominazioni dei Bizantini e normanna. Venne quindi incorporata nel regio demanio e Carlo d’Angiò l’assegnò al Casato dei Montfort e, successivamente, ai Del Balzo.
Nel 1581 fu feudo di Marino Caracciolo. Fino al 1806 grazie a questa Casata, riuscì ad acquistare notevole importanza. La città cominciò ad arricchirsi di opere artistiche pubbliche , tra cui la Fontana di Bellerofonte (detta dei Tre Cannuoli) e la Torre dell’orologio ad opera del Fanzago. Con la venuta dei francesi, ritornò capoluogo del Principato Ultra e la Piazza della Libertà divenne il fulcro della vita amministrativa e commerciale. Fu teatro dei moti rivoluzionari del 1820, segno di una fiorente capacità di autodeterminazione e della ricerca di libertà. Contrariamente a quanto auspicato, l’Unità d’Italia non giovò allo sviluppo economico e sociale.
Ha principalmente un mercato agricolo con alcune medie e piccole aziende industriali (concerie, cappellerie, lavorazione della lana). L’Irpinia è una zona sismica, spesso colpita da terremoti, pertanto Avellino ha pochi monumenti storici rimasti intatti.
Passeggiando per Avellino Città di aspetto moderno, situata nella valle del Sabato, in una conca verdeggiante circondata da una bella cerchia di montagne e dominata a nord dal Montevergine. Le rovine che congiungono l'antica Abellinum con l'attuale Avellino, sono quelle di un anfiteatro, di un acquedotto, delle terme e di una fortezza. I resti che vediamo appartengono al periodo della colonizzazione romana, epoca in cui Abellinum era un fiorente centro di scambi agricoli e di manufatti. Il centro storico della città ha come centro la bella piazza della libertà. I ruderi medioevali che vediamo un po' appartati sono quelli del castello che ospitò papa Innocenzo II, gli imperatori Lotario ed Enrico IV, i sovrani di Napoli Angioini e Aragonesi, e Carlo VIII di Francia. |
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Il Duomo del sec. XII dedicato alla Madonna dell’Assunta, fu ricostruito più volte e nel 1891 venne rifatta la facciata da Pasquale Cardolo in stile neoclassico. Da visitare all’interno il coro di legno, gli affreschi ed il museo. La Torre dell’Orologio dedicata a Carlo II d’Asburgo rappresenta il simbolo della città. La sagoma svettante della Torre che sovrasta i tetti dell’abitato di Avellino si staglia in tutta la sua imponenza nel susseguirsi, per 40 metri, dei tre ordini architettonici che ripetono fantasiosi motivi barocchi. Assurta a simbolo della Città, la Torre dell’Orologio rappresenta il segno più toccante della vita comunitarie, sebbene la torre abbia conosciuto diversi restauri, mantiene l’originaria architettonica. Il palazzo della Dogana di Avellino è stato uno dei primi edifici della Avellino longobarda. Completamente distrutto da un incendio, ne è stata restaurata la facciata.
Il palazzo Caracciolo è un edificio del ‘700 più volte ristrutturato ed oggi ospita l’Amministrazione provinciale. La fontana barocca di Costantinopoli, anticamente era denominata dei Tre Cannoli e aveva la funzione di abbeveratoi per cavalli. La fontana fu fatta restaurare da Francesco Caracciolo nel 1669 commissionando i lavori al Fanzago. Il Museo provinciale Irpino raccoglie testimonianze dei periodi preistorico, sannitico e romano. Ma la maggiore attrattiva di Avellino e' la sua campagna, ricca di giardini e vigneti, nocchieti e castagneti.
Dintorni L'Irpinia ancora molto affezionata alle sue radici e tradizioni, conserva bellezze artistiche, antichi sapori, tipiche produzioni industriali famose nel mondo come quella del torrone e della ceramica.
Montagne brulle o ammantate di verde, balze rupestri, selve e boschi cedui; sui fianchi dei monti, sotto le vette, quasi tutte nude e deserte, gli ulivi e i castagni. Picchi e gole montuose, rustici casolari. L'Irpinia è terra di contrasti, quindi di insuperabile armonia. forme aspre, intere aree completamente disabitate, dove dominano rigogliosissime foreste di faggi e secolari querceti. E' un paesaggio assorto, l'Irpinia, e si comprende come nell'alto medioevo sia stata un luogo prediletto da monaci ed eremiti che sulle alture inaccessibili fondarono parecchi monasteri. Affascinante miniera di storia, di tradizioni e di civiltà contadina, silenziosa e incontaminata, la natura dell’Irpinia offre al turista e allo sportivo mille opportunità per soggiorni all’insegna del riposo e dello sport, con passeggiate, trekking, cavalcate, escursioni ed osservazioni floro-faunistiche, degustazioni enogastronomiche. |
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In provincia le contrade più indicate per l’escursionismo sono Bagnoli Irpino, Montella, Volturara Irpina e Serino, luoghi di villeggiatura e base per il monte Terminio e il Piano di Verteglia. Si tratta di un'altopiano carsico coperto di boschi che si eleva fino a 1230 metri di altezza, in un paesaggio sovrastato da monti, con grotte e caverne sotterranee, coperto da grandi distese verdi. La zona è ricca di acque sorgive che zampillano in ogni parte, ma anche di voragini profonde e pericolose che spaccano il suolo pietroso. Altre ridenti località di soggiorno estivo e punto di partenza per passeggiate sul Partenio, sono Mugnano del Cardinale, Ospedaletto d’Alpinolo, Summonte, Pietrastormina fino a San Martino Valle Caudina. Da Mercogliano, nei pressi si può visitare il palazzo abbaziale di Loreto, eretto nel 1749 che conserva nella farmacia una splendida collezione di vasi di maiolica, oltre 300. La risalita al Partenio si compie in 7 minuti con la funicolare che conduce al santuario di Montevergine.
Sul fianco sudorientale del Partenio, a 1270 m. di altitudine, l'abbazia di Montevergine è un’area privilegiata in cui si fondono bellezze paesaggistiche, poesia di fede religiosa e fascino di arte e storia. Qui sorgeva, nell'antichità, un tempio dedicato a Cibele, e qui ripararono, al tempo delle persecuzioni, i martiri cristiani. Verso il mille San Guglielmo da Vercelli vi si trasferì, attratto dalla pace solenne del luogo, e vi fondò una chiesetta, in seguito rifatta e ampliata, e dedicata alla vergine Maria. Nel santuario di Montevergine, del XIII secolo, c’è un sontuoso trono della madonna, vetri istoriati, affreschi; uno stupendo altare maggiore del presbiterio; mosaici dai preziosi arabeschi del ‘600, e un coro in legno intagliato del ‘500. La cappella gotica del sacramento risale al ‘200.
Per chi ama cavalcare, un’ora o un’intera giornata in sella tra i boschi sono l’occasione per vivere da vicino l’ambiente e la natura dell’avellinese. Anche chi ha l’hobby della pesca trova facilmente i luoghi più adatti per trascorrere qualche ora di relax. Per chi ama lo sci, ai piedi del monte Cervialto, sull’altopiano di Laceno, si trovano gli impianti di risalita che conducono fino a 1700 metri di altezza.
Il superbo massiccio del Cervialto, con i suoi duemila metri circa di altezza, dalle cui falde sorge il Sele, delimita la bellissima conca verde del piano di Iacemno, attrezzata stazione sciistica, resa ancor più attraente del lago di laceno, presso il quale, forse sulle rovine di un tempio di vesta, sorge il piccolo santuario del salvatore.
Nella parte occidentale ecco la pittoresca cittadina di Solofra, di cui risalta il grandioso palazzo ducale. Penetriamo ora nell'Irpinia settentrionale. Qui casali e borgate di altezze considerevoli ne fanno i centri abitati più elevati della Campania. Su tutti domina Trevico, a quota 1100 m.
Sopra un altopiano dall'orizzonte vastissimo, ecco Ariano Irpino, col suo magnifico castello medioevale, in parte rovinato dai terremoti di cui tutta l'Irpinia e' stata ripetutamente vittima. Un po' più a Occidente, ecco Mirabella, l'antica aeclano, importante nodo stradale nell'eta' romana. Il piccolo laghetto ribollente che vediamo fra le emanazioni di anidride carbonica e acido solforico, raccoglie le sorgenti solforose e ferrugginose della mofeta d'Ansanto. Il periodo favorevole per visitare la città è la primavera per la florida vegetazione dei boschi irpini. |
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Enogastronomia I piatti più tipici della provincia sono quelli a base di pasta, di cui si ricordano “gli schiaffoni”, un tipo di maccheroni, “le orecchiette al ragù”, “le lasagne imbottite” e i fusilli che sono conosciuti in tutto il mondo; granatine, pizza figliata, scaglinozzi, spullecarielli, friarelli, riso e cotenne. Un’altra pietanza tipica è la “sfogliata con mozzarella”, i caciocavalli e i butirri, le caciotte e i provoloni, oltre a vari pecorini freschi e stagionati. Prodotto esportato in tutto il mondo è la castagna di cui quella di Montella ha la denominazione DOC. Tra le specialità a base di castagne troviamo le Castagne del Prete e le Castagne Sciroppata. Le principali produzioni agro-alimentari della provincia sono le nocciole, le castagne, il tabacco, le ciliegie, i salumi, il tartufo nero di Bagnoli.
Tra i vini bianchi troviamo il Fiano, l’Aglianico e il Greco di Tufo, mentre fra i rossi il Taurasi che prende il nome dalla città sannitica di Taurasia.
Prodotti tipici A Sant’Andrea di Conza, nella valle dell’Ofanto, si realizzano splendidi lavori in ferro battuto, mentre i ricami e la lavorazione della pietra è assai diffusa a Fontanarosa. Le botti per il vino, i tini e i barili, da secoli sono i pregiati prodotti dei maestri del legno di Ariano Irpino e Savignano. Calitri è nota per il vasellame di ceramica e terracotta; Solofra è rinomata per la concia e la lavorazione delle pelli. E ancora, di pregevole fattura sono anche gli arazzi di lana, lino e canapa tessuti a mano a Bisaccia e i lavori all’uncinetto ed al tombolo di Montefusco e Santa Paolina. Lavori in rame e in vetro, infine, sono tipici rispettivamente di Atripalda e di Montella.
Eventi Tra gli eventi segnaliamo il Rally Internazionale Coppa dell'lrpinia in agosto. Il Carnevale Avellinese negli ultimi tre giorni di carnevale. La Coppa Città di Avellino. La Cena d'Oro in aprile-maggio.
Come Arrivare In auto: Autostrada A/16 uscita Nola poi seguire per Avellino. In treno: Linea ferroviaria: Salerno-Avellino-Benevento. |
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