IN PROVINCIA DI CALTANISSETTA
CALTANISSETTA
Caltanissetta è situata all'interno della Sicilia ai piedi del Monte San Giuliano a circa 600 m d'altezza, con un panorama che spazia dall'Etna alle Madonie e che custodisce nelle sue viscere reperti archeologici e rari minerali.
Cenni Storici Il suo nome attuale deriva dall'arabo Qual'atan-nisa, cioè "Castello delle donne"; in realtà il suo primo nome sarebbe prearabico, come risulta da antiche epigrafi, e successivamente fu integrato da Kastra e Kalacha per indicare l'ubicazione della città sita tra le montagne. Conquistata nel 123 a.C. da Lucio Petilio, che ne fece una colonia romana chiamata dal suo nome Petiliana, dopo essere stata annessa sotto Costantino all'impero d'Oriente, la città fu conquistata dai Saraceni Aglabiti che la chiamarono Kastra Nissa. Sostegno di questa tesi possono considerarsi, oltre vari elementi, prioritariamente le necropoli rinvenute a Gibil Habib e Sabucina. Caltanissetta entrò nella storia con la conquista araba nell'829 quando cambiò la propria denominazione in Kastra-Nissa. Fu ripopolata per merito dell'emiro che l'aveva in possesso. La città attuale cominciò a svilupparsi intorno al Castello di Pietrarossa nel 1086, conquistata dai Normanni e posta sotto la guida del Conte Ruggero. Successivamente conobbe il dominio degli Svevi, degli Angioini, degli Aragonesi che ne fecero una Contea nel 1282 ed infine dei Borbone dal 1700. Nel 1860 fu annessa al Regno d'Italia dopo il lungo dominio spagnolo e borbonico. Negli anni che seguirono ci fu un grande boom economico, dato dall’intensa attività mineraria. Attualmente la “Via delle Miniere” è una zona di puro interesse turistico. Posta all'interno dell'isola, la città è uno dei maggiori centri minerari.
Passeggiando per Caltanissetta Questa storia eterogenea ha lasciato tracce indelebili sul territorio nisseno, anche nella stessa città, infatti una recente espansione accoglie il visitatore al primo ingresso, mentre il centro, che ruota attorno alla piazza Garibaldi, mostra i segni di una vicenda urbana condotta a fasi alterne. Alla veste neoclassica ottocentesca delle vie principali, variata di rado da qualche rimasuglio barocco, fa riscontro la semplice e dimessa immagine dei quartieri immediatamente al di là della cortina di rappresentanza. La passeggiata per la città ha inizio da Piazza Garibaldi, nel centro storico. Il centro della piazza è occupato dalla Fontana del Tritone, gruppo bronzeo rappresentante un cavallo trattenuto da un tritone insidiato da due mostri marini, realizzato nel 1956. Sulla piazza si elevano diversi edifici monumentali, il più importante dei quali è la Cattedrale, dedicata a Santa Maria la Nova e San Michele, eretta tra il 1570 e il 1622, in stile neoclassico con pianta a croce latina con tre navate separate da due ordini di colonne. Presenta una larga facciata spartita da lesene affiancate da due campanili, con portale mediano baroccheggiante. Grandioso è l'effetto della navata mediana ornata di stucchi ed affrescata dal pittore fiammingo Guglielmo Borremans. All'interno della chiesa di notevole pregio sono anche l'organo in stile barocco e la statua di San Michele Arcangelo (patrono della città) del XVII secolo e una bella statua lignea dell'Immacolata del 1760; due statue marmoree, raffiguranti gli Arcangeli Gabriele e Raffaele ed una tela di Filippo Paladino (1694). Il palazzo del Municipio, nato sulle ceneri dell'antica chiesa dedicata a Maria SS. Annunziata, più comunemente detta del Carmine, e dell'attiguo Convento dei Carmelitani Scalzi, fondato nel 1371 in un antico eremo fuori le mura della città, accoglie statue in gesso del Tripisciano. Sul lato sinistro del Municipio si erge grandioso il Palazzo Moncada che prospetta sulla Salita Matteotti. Costruito tra il 1635 ed il 1638 per conto di Don Luigi Moncada, sebbene restò incompiuto, presenta interessanti decori nelle finestre e nei balconi scolpiti, interessante testimonianza del barocco in Sicilia. |
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La bellissima Chiesa di San Sebastiano, in Piazza Garibaldi accanto alla cattedrale, all'interno conserva una bella statua lignea raffigurante S. Sebastiano e una tela raffigurante le Anime purganti attribuita al palermitano Tommaso Pollace. Questa chiesa è stata costruita nel XVI secolo come dono a San Sebastiano da parte del popolo della città per ringraziarlo della liberazione dalla pesta bubbonica. Nel corso dei secoli ha subìto ingrandimenti, rimaneggiamenti e restauri: la nuova facciata che possiede ricchi elementi architettonici risale ai primi anni del XIX secolo e venne realizzata dall'architetto Pasquale Saetta. Altri palazzi monumentali da visitare sono: Palazzo Giordano, Palazzo Canelotti, Palazzo Bordonaro. Da visitare la Chiesa di Sant'Agata al Collegio, l'interno è a croce greca ricco di tarsie marmoree, venne iniziata dai Gesuiti nel 1605, ha un'imponente facciata realizzata su disegno di Natale Masuccio. Presenta un sontuoso interno interamente decorato con marmi policromi, e conserva tele di particolare interesse. L'annesso convento dei Gesuiti è di architettura seicentesca. Mentre l’Abbazia di S. Spirito, del periodo normanno, probabilmente è la chiesa più antica di Caltanissetta. Immersa in un suggestivo paesaggio, è la più antica chiesa del nisseno, costruita prima della sua consacrazione. E' una chiesa romanica in stile paleo-cristiano con tre piccole absidi spartite da lesene collegate con archetti. Attraversando il pittoresco quartiere de "Gli Angeli" su un'alta rupe si trovano i ruderi del Castello di Pietrarossa, unico della zona interna della Sicilia ad essere inserito in un tessuto urbano. E' di origine araba e documenta il nuovo insediamento cittadino intorno alla rocca dopo l'abbandono del territorio di Sabucina - S. Spirito in cui si erano stabilite le popolazioni in età precristiana. I ruderi del castello, detti "la murra di l'Ancili", restano ancora a testimonianza di un'epoca storica importantissima per Caltanissetta, roccaforte del potere reale nel Medioevo al centro di una Sicilia contesa e divisa dalle lotte per la supremazia. Annessa al castello è la Chiesa di S. Maria la Vetere o S. Maria degli Angeli. Abbandonato il centro storico e le sue bellezze monumentali, altra tappa da non perdere è il Monte San Giuliano che accoglie un Monumento al Redentore, uno dei venti che si sarebbero innalzati su altrettanti monti italiani, uno per ogni Regione, come testimonianza di fede. Tra i musei ricordiamo il Museo Archeologico, il Museo d'Arte Sacra, il Museo del Folclore e delle Tradizioni Popolari che ospita le famose "Vare", gruppi di statue che rappresentano i Misteri della Via Crucis, realizzate nell'800 e protagoniste del momento culminante delle tradizione pasquale nissena tramandata da secoli durante la processione del Giovedì Santo. Il Museo Mineralogico e Paleontologico della Zolfara nato con scopi esclusivamente didattici all'interno della scuola speciale di Mineralogia. |
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Dintorni Per la sua importanza strategica, per i suoi collegamenti con il mare a sud e con l'interno dell'Isola a nord, per il suo ambiente geografico e geomorfologico favorevole allo sviluppo di centri abitati, la zona è stata da sempre ampiamente frequentato da popoli differenti in epoche diverse. Questa grande eterogeneità di vicende ha lasciato segni indelebili sul territorio nisseno: i siti archeologici, singolarmente numerosi; i Castelli e le torri di avvistamento, di epoca medievale; i Palazzi e le meravigliose Chiese dei diversi comuni, riflesso di fasto e nobiltà; gli impianti minerari (solfare) e i forni di arricchimento dello zolfo (gills), rimasti ormai come memoria dell'industria solfifera siciliana. Apparentemente arida e monotona, specie nei suoi continui paesaggi collinari, la Provincia di Caltanissetta si presenta invece ricca di gioielli naturalistici nascosti, che vanno dalle zone umide lacustri, caratterizzate da fauna e flora a volte tipiche solo del luogo, agli ambienti fluviali dell'Imera Meridionale e del Platani; dai monti, poco elevati ma molto spigolosi, alle aree boschive, ricche di vegetazione tipicamente mediterranea. Nella Provincia nissena esistono ben sette riserve naturali, ma i progetti per crearne delle altre in futuro sono molti di più. Un itinerario naturalistico "tipo" può essere quello che, da nord a sud, muovendosi a zig-zag, tocca tutte e sette le riserve naturali. |
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Più ad occidente, nei pressi di Marianopoli, alle pendici del monte Pertichino, si apre uno dei laghi carsici più singolari della Sicilia. Si tratta del Lago Sfondato, uno specchio d'acqua piccolo ma molto profondo, alimentato da una sorgente sublacustre perenne. Nelle zone vicine si estendono le aree boschive di Gabbara, Mimiani, Mustigarufi e Quartarone, attraversate in parte dal fiume Salito. Un altro specchio d'acqua naturale è il Lago Soprano di Serradifalco, molto interessante dal punto di vista geobotanico e faunistico. A sud di Campofranco si innalza Monte Conca, un massiccio calcareo-gessoso ricco di cavità e di inghiottitoi carsici, importante per lo studio della circolazione idrica in rocce evaporitiche. Nei pressi di Mussomeli, in località Case Rainieri, segnaliamo l'interessante stazione botanica di Limonium calcarae e le suggestive forme carsiche su salgemma, presenti in grande quantità e consistenti essenzialmente in scannellature e vaschette circolari. L'area protetta più estesa della Provincia di Caltanissetta è certamente quella di Monte Capodarso, con la vicina valle dell'Imera Meridionale. Si tratta di un territorio che si estende ad est di Caltanissetta e che gode di una certa poliedricità, presentando motivi di interesse geologico-naturalistico, archeologico, minerario, paesaggistico. Nell'area ricadono parecchie Masserie, che testimoniano la secolare attività agricola degli abitanti di queste zone. Sulle pendici dei monti Erei si estende una fetta di terra ricchissima di boschi: siamo nei pressi di Niscemi, in una zona chiamata La Sughereta, una riserva naturale ricca di Querce da sughero, Lecci, Roverelle e Carrubbi. L'itinerario naturalistico si conclude a sud, in prossimità del mare, in un contesto ambientale molto diverso dai luoghi precedenti. Siamo a est di Gela, nella zona del Biviere, un lembo lago-palustre considerato "zona umida internazionale". L'area del Biviere ospita una grande quantità di specie di uccelli migratori e stanziali. Intimamente connessi al Biviere di Gela sono i Macconi, formazioni dunali che separano la costa interna dal mare. Fin dall'antichità il territorio nisseno ha presentato un alto grado di antropizzazione, grazie alle sue particolari caratteristiche geografiche e geomorfologiche, a suoi collegamenti con il mare, alla sua posizione centrale.Tra i siti più importanti della parte settentrionale della Provincia figura Sabucina, situato nell'omonimo monte nei pressi di Caltanissetta, a 660m sul livello medio del mare. Il sito testimonia millenni di storia antica che vanno dal periodo dei primissimi insediamenti alla colonizzazione greca e ancora oltre. L'itinerario archeologico settentrionale si conclude a Monte Conca, nei pressi di Campofranco e Milena, dove si possono osservare testimonianze risalenti al Paleolitico inferiore. L'itinerario archeologico centro-meridionale, oltre ai siti di Sophiana (Mazzarino), Fontana Calda (Butera) e Petrusa (Niscemi), presenta la sua tappa principale a Gela, con i siti archeologici di Piano Notaro, Capo Soprano, Bitalemi, Manfria. Dai siti archeologici gelesi derivano una grandissima quantità di reperti (antefisse, statue, vasellame, oggetti preziosi) conservati presso il Museo Archeologico della città. |
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Un'ampia pagina della storia del nisseno è ancora oggi rappresentata, quasi dal vivo, dai castelli e dalle torri di avvistamento medievali che in grande quantità sorgono nel territorio della Provincia. Costruiti prevalentemente in epoca medievale, questi antichi edifici assicuravano ai signori feudali del tempo il controllo dell'area centro meridionale dell'Isola. Il territorio nisseno infatti rappresentava una sorta di parete divisoria tra la Sicilia occidentale e quella orientale, limite questo che coincideva pressapoco con l'andamento del fiume Imera Meridionale. In genere queste costruzioni fungevano da vere e proprie torri di avvistamento e in esse erano stanziate molto spesso guarnigioni di soldati.Da Vedere tra gli altri il Castello di Falconara. Questa costruzione sorge sulla costa a ovest di Gela e nel corso dei secoli ha subìto numerose modifiche che gli hanno conferito l'aspetto di un vero e proprio maniero medievale. Nei primi anni del XIX secolo divenne proprietà di Giorgio Wilding che fece aggiungere alla costruzione originaria un salone ed un grande terrazzo a picco sul mare. Successivamente il castello passò ai Chiaramonte che impreziosirono le stanze con quadri, ceramiche e mobili antichi di grande pregio. Enogastronomia Alla base della gastronomia nissena ci sono ingredienti naturali e sani e piatti semplici ma molto gustosi, nati da una tradizione spontanea. E' soprattutto dall'abbondanza di grano che prendono vita varietà di pasta come i "cavateddi" (a base d'acqua e farina di grano, a volte arricchiti con uovo), le "muffulette", pizze dorate imbottite anche solo con olio, cipolla e acciughe; le zuppe come il maccu e la "mbriulata", pietanza simile al falso magro, l'uovo "a pani d'ovu" realizzato con pomodoro e pane, la trippa, preparata in diversi modi. Ricordiamo inoltre prodotti tipici come la ricotta dura e il pecorino. Tra i dolci protagonisti delle ricette sono il miele, le nocciole, le mandorle e i pistacchi: tutti insieme nel classico Torrone, poi i buccellati, i mostaccioli, la pasta di mandorla. Tra i vini il Tudia, l’amaro Averna, il Cerasuolo di Vittoria ed il Nero di Avola. Eventi Caltanissetta è ricca di tradizioni popolari, nate dal culto religioso e da antiche credenze. La città è conosciuta per i fasti con cui si celebra la Settimana Santa, unica nel suo genere insieme alla città di Siviglia (Spagna).Essa ha inizio il mercoledì Santo con il corteo della Real Maestranza, rappresentanti delle dieci corporazioni di arti e mestieri, in eleganti abiti neri. Il giovedì Santo sfilano le sedici vare, gruppi statuari di cartapesta dipinta con scene della Passione, realizzate dai Bianciardi, padre e figlio, tra il 1883 e il 1909. Il venerdì è il Cristo nero a essere portato in mesta processione, a spalla, dai fogliamari (raccoglitori di erbe selvatiche), i quali intonano le ladi (lamentazioni in dialetto arcarico). A Pasqua ultima esibizione della Maestranza per la messa in cattedrale, e festoso volo di colombi. Come arrivare In Auto: Autostrada A19 Palermo-Caltanissetta; Strada Statale n°121 Palermo-Caltanissetta; Stada Statale n°115 Trapani-Caltanissetta; Strada Statale n°640 Agrigento-Caltanissetta. In Aereo: L'aeroporto più vicino a Caltanissetta è quello di Catania (dista circa 130 km); e l' aeroporto Falcone-Borsellino di Palermo. |
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