CHIETI
Chieti si adagia su un crinale a pochi chilometri dal mare Adriatico, tra la Valle del Pescara e il torrente Alento. Il paesaggio che si apre intorno alla città spazia dalla Maiella al Gran Sasso alle dolci colline digradanti verso la riviera, ricche di vigne e uliveti.
Cenni storici Denominata classicamente Teate, Chieti fu capitale del popolo Marrucino e, successivamente, entrò definitivamente nell'orbita romana e, divenuta municipio, acquistò grande prosperità grazie alle numerose famiglie locali legate ai circoli più in vista della capitale. Risale certamente a quest'epoca la prima sistemazione urbanistica dell'antica Teate, di cui restano il tracciato viario ortogonale di alcuni quartieri e cospicui ruderi quali i Templi del foro ben conservati, una grandiosa cisterna con annesse terme, il Teatro e l'Anfiteatro, recentemente riportato alla luce.
Quasi distrutta dai Goti, fu vessata dai Bizantini e inclusa dai Longobardi nel ducato di Spoleto. Poi in quello di Benevento, finché divenne contea sotto i Normanni con giurisdizione su un vastissimo territorio della regione. Conobbe, in seguito, momenti di grande sviluppo con il dominio Angioino e, ancor più, con gli Aragonesi che la posero a capo di tutti gli Abruzzi.
Nel secolo XV, Chieti vide il sorgere di numerose opere architettoniche che ne rinnovarono l'aspetto. È nel Seicento, comunque, che la città assume la fisionomia che tuttora la caratterizza, ad opera soprattutto del potere ecclesiastico. Giungono a Chieti i Gesuiti e gli Scolopi che vi organizzarono importanti collegi, autentici centri di cultura, e il nome della città si diffuse nel mondo grazie ai padri Teatini di S. Gaetano Thiene, cofondatore della Congregazione omonima insieme con Giampiero Carafa, Arcivescovo di Chieti e poi papa Paolo IV. Nello stesso tempo fiorirono S. Camillo De Lellis, fondatore dei Chierici Regolari degli infermi, e padre Alessandro Valignani gesuita missionario in Cina, India e Giappone. Nel secolo XVIII la città godette di una particolare floridezza, approfittando delle riforme illuminate di Carlo III di Borbone, e partecipò al risveglio culturale nazionale. Con l'unificazione nazionale, a cui Chieti partecipò con vivida sensibilità, la città acquisto un respiro più ampio che trovò campo di realizzazioni economiche e sociali di rilievo.
Passeggiando per Chieti Accanto al notevole patrimonio artistico, con monumenti di epoca romana e medievale, chiese e palazzi barocchi e pregevoli edifici di stile umbertino, la città vanta un territorio circostante vivace per il processo di industrializzazione avviato nella parte bassa del colle nell'ultimo dopoguerra.
Oltre ai monumenti dell'età classica- visibile sull'area dell'antica acropoli teatina, nel parco archeologico della Civitella, con il teatro riportato alla luce dai recenti scavi, l'anfiteatro, tre tempietti del I secolo d.C. e le Terme dove è presente una grande cisterna formata da nove ambienti che garantiva il rifornimento d’acqua a tutta la città - Chieti vanta un cospicuo patrimonio architettonico medievale in cui spiccano la torre campanaria della Cattedrale dedicata a San Giustino del 1335 e la sua cripta romanico-gotica, che è stata recentemente riportata alla antica struttura romanica dell’XI secolo e sono riapparsi affreschi dell’XI e XII secolo. All’interno della cattedrale è conservato il busto argenteo di S. Giustino, opera di Nicola da Guardiagrele. |
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Da vedere l'ordine superiore di S. Francesco con la splendida raggiera del rosone trecentesco e i portali gotici teatini di S. Maria della Civitella e S. Antonio Abate, nonché il portale di S. Agata e la Porta Pescara, pregevoli esempi di architettura ogivale angioina. Di particolare interesse sono le numerose statue lignee riferibili ai secoli XIV e XV custodite nel Museo Diocesano e il ricco deposito di pergamene e codici miniati dell'Archivio Storico della Curia Arcivescovile. Al secolo XVII appartengono edifici religiosi eretti con magnificenza architettonica e dovizia di arredi pittorici, come S. Chiara, S. Agostino, S. Domenico e S. Francesco al Corso, decorate da rari stucchi e pale d'altare delle più notevoli scuole italiane. Nell'architettura civile spiccano alcuni palazzi ridisegnati nel corso del '600-'700, che ben si affiancano alle moli religiose di Palazzo Martinetti-Bianchi, già dei Gesuiti, e del Collegio degli Scolopi, oggi sede del Convitto Nazionale e del Liceo Ginnasio "G.B. Vico". Il secolo XIX è illustrato soprattutto da Villa Frigeri, sede del Museo Nazionale Archeologico, e palazzo Majo, splendido esempio di villa suburbana napoletana. Non vanno trascurati, inoltre, la Pescheria, elegante esedra neoclassica con colonnato dorico, e i palazzi che affacciano le loro fronti sul Corso Marrucino, la principale arteria cittadina.
Dal verde della Villa Comunale si accede al Museo Nazionale di Antichità di Villa Frigeri, con pregevoli testimonianze italiche (il Guerriero di Capestrano), romane (il monumento funebre di Lusius Storax), e una collezione di monete che vanno dal secolo VI a.c. al secolo XIX, la cui sistemazione la colloca fra le più importanti del suo genere. Tra i monumenti di Chieti va ricordato anche il Teatro Marruccino, inaugurato nel 1818 con il nome di Ferdinando I e divenuto poi Marruccino dopo l'unità d'Italia nel 1861. Interessante la visita al Museo d'Arte C. Barbella con un patrimonio di dipinti, sculture e ceramiche che spaziano dal 1400 al 1900, con particolare attenzione per le espressioni artistiche del secolo XIX e al Museo Diocesano, di prossimo rinnovato allestimento, ricco di esemplari della statuaria medievale abruzzese e pale d'altare barocche. |
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Dintorni Nei dintorni collinari sorgono antiche cittadine quali Guardiagrele, che ancora oggi tramanda la raffinata arte dell'oreficeria e del ferro battuto e Lanciano, famosa sin dal medioevo per le stoffe, lana, seta, pelli e oro. Ortona con il suo famoso castello aragonese, sostenuto da un promontorio a picco sul mare che sostiene anche l’intera città. Vasto che è situata su un rilievo di ripido pendio che gli permette di guardare l’Adriatico in un punto davvero speciale.
La riviera presenta strutture ricettive di alto livello, occasioni per il divertimento e il tempo libero che valorizzano un piacevole e variegato paesaggio marino: da Ortona fino a Vasto e a San Salvo, improvvise calette immerse tra ginestre e vigneti si alternano ad ampi arenili e spiagge incorniciate dalla folta vegetazione mediterranea. Nel tratto di Punta Aderci si estendono pianori erbosi a balcone sul mare e, tra San Vito e Fossacesia, sono visibili i curiosi travocchi, singolari e solitarie palafitte dalla forma di un gigantesco ragno protese sul mare, nostalgici testimoni dell'antica pesca.
Il golfo Veneris, nei pressi di Fossacesia, suscita un’attrazione particolare: la leggenda narra che Venere, la dea dell'amore e della bellezza, uscita dai flutti del mare sottostante, volle scegliere una deliziosa collina che guarda il piccolo golfo per imprimervi il suo bacio e lasciarvi le tracce del suo antichissimo culto. Resta ora come testimonianza di questo l'Abbazia di San Giovanni in Venere, splendido esempio di arte romanica. |
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In montagna l'enorme massiccio della Maiella, unitamente ai monti del Morrone, è da poco tempo parco nazionale. Posto nel settore meridionale dell'Abruzzo, tra le province di Chieti, Pescara e L'Aquila, il Parco Nazionale della Maiella rappresenta l'anello di congiunzione tra quello del Gran Sasso - Laga a nord e il Parco Nazionale d'Abruzzo a sud. Si presenta come un insieme di colli e montagne, culminanti con il Monte Amaro (2793 m.) e solcate da un intreccio di torrenti e ruscelli e presenta inoltre vasti e caratteristici altipiani oltre i 2500 metri di altitudine, valloni profondi e dislivelli notevoli. Di natura calcarea, il massiccio della Maiella presenta un aspetto nudo e ripido nel versante occidentale, tondeggiante e coperto di vegetazione in quello orientale. In questo ambiente riservato e lontano dalla civiltà sono sorti nei secoli numerosi eremi (tra i quali quelli celestiniani di Santo Spirito e San Bartolomeo) e abbazie di notevole spessore artistico (San Clemente a Casauria). Ideale per escursioni a piedi e a cavallo, la Maiella è una montagna da scoprire, ricca di antiche tradizioni, antichi mestieri, prodotti genuini ed una gastronomia saporita.
A Chieti e provincia la religiosità è vivificata da feste e riti della tradizione popolare. Al Santuario del Miracolo Eucaristico di Lanciano giungono ogni anno migliaia di pellegrini che, riuniti nella chiesa di origine romanica, pregano davanti allo splendido reliquiario che conserva le specie eucaristiche trasformate in sangue e carne, pare nell'VIII secolo, durante la celebrazione della messa. Altrettanto conosciuto è il Santuario della Madonna dei Miracoli a Casalbordino. L'11 Giugno vi si celebra una solenne festa per ricordare l'apparizione della Vergine avvenuta nel 1576. Il luogo di culto conserva un'interessante e antica stipe votiva. Ortona conserva il corpo dell'apostolo Tommaso consegnato il 6 Settembre 1258 da Leone Acciaioli e racchiuso in un'antichissima urna, protetta da un cancello di ferro: la prima domenica di Maggio, in occasione della festa del santo, viene concesso il perdono plenario. Bucchianico, paese nativo di San Camillo De Lellis, ne conserva il corpo nella parrocchiale.
Enogastronomia I piatti tipici di Chieti sono, tra i primi, le "Turcenelle in salsa di pomodoro" (con molto peperoncino) e la pasta alla chitarra. Il coniglio alla chetina, farcito con fette di prosciutto, rosmarino e cotto in forno con strutto. Ottimi i formaggi, tra cui le burrelle. I salumi come la ventricina, salame di carne magra e lardo, conciato con soie, peperoncino e semi dì finocchio e scorza d'arancio tritata e imbudellato nella ventricina da cui prende il nome; la tomasella, si preparava nelle campagne chietine. E' una sorta di salsiccia appiattita e più o mano tondeggiante avvolta nell'omento. Nel suo impasto veniva anche amalgamato il formaggio grattugiato, spezie e addirittura uova. Tra i dolci il torrone ai fichi secchi, le pizzelle e il sanguinaccio alla chetina; i calcionetti alla chietina dolcetti a forma di raviolo il cui impasto è fatto di farina, zucchero e uova e ripieni di un composto di mele cotte, mandorle tritate e cioccolato grattugiato; tarallucci, dolcetti il cui impasto è fatto di farina, zucchero con aggiunta di olio e vino rosso; cicerchiata, dolce che viene consumato soprattutto in occasione del carnevale, ed è a forma di ciambella ricoperto di miele.
Nel territorio di Chieti vengono prodotti vini di molte varietà. Troviamo bianchi (anche frizzanti e passiti), vini rosati (anche frizzanti e novelli) e rossi (anche frizzanti, novelli e passiti). Per la produzione dei vini vengono utilizzati molte specie di vitigni, quali l'Aglianico, Barbera, Bombino bianco, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Chardoney, Ciliegiolo, Cococciola, Malvasia, Merlot, Moscato bianco e molti altri. Tra i vini si segnalano il Montepulciano d’Abruzzo, il Trebbiano, il Vin Cotto.
Eventi Per tutto l'anno, si succedono manifestazioni periodiche che documentano la storia locale e danno testimonianza dei profondi valori secolarmente propri della gente abruzzese.
Nel mese di maggio si svolgono le manifestazioni ludiche e storiche del "Maggio Teatino", accompagnate da Mostre, Convegni di Studio, Concerti in Piazza e rappresentazioni in costumi medievali. La Processione del Venerdì Santo, toccante rievocazione della Passione di Cristo, cui partecipa l'intera collettività cittadina, si ripete ininterrottamente da ben cinque secoli, immutata nei suoi costumi penitenziali di origine Controriformistica e con trofei di grande pregio artistico. Le fanno degna corona, la sfilata dei carri del Carnevale, l'Infiorata del Corpus Domini.
Di notevole richiamo, nell'ultimo anno, sono risultati i "Concerti Aperitivo" e i laboratori teatrali e musicali frequentati dai talenti delle principali scuole drammatiche e musicali abruzzesi.
Come arrivare a Chieti In aereo: linee da Milano, Torino, Catania per l'aeroporto di Pescara - seguire poi in macchina le indicazioni per Chieti, o prendere l'autobus della linea ARPA per Chieti; In treno: linee dirette fino alla stazione di Chieti Scalo (Piazzale Marconi) da Pescara, Roma, Napoli; fino alla stazione centrale di Pescara da Milano, Bologna, Bari. Proseguire per Chieti in treno o in autobus; In automobile: Autostrada A14 da Milano, Bologna, Bari, uscita Pescara Ovest; da Roma autostrada A25 - uscita Chieti. |
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