CROTONE
Antica città greca, mantenne con la madrepatria forti legami…Elemento caratterizzante del luogo, riportato da tutte le fonti antiche, era la salubrità del territorio, diventata proverbiale e motivo del vigore fisico e atletico dei suoi abitanti, vincitori di moltissime Olimpiadi, tanto che si diceva che l’ultimo dei crotoniati era il primo fra i greci.
Cenni Storici La prima data storica della fondazione di Crotone è il 709/8 ad opera dei coloni Achei. Il periodo di maggiore splendore, come attestano anche i numerosi ritrovamenti, è il V sec. a.C., epoca a cui risalgono il famosissimo Heraion a Capocolonna, e i resti dell’unico tempio urbano ritrovato fino ad ora.
I suoi rapporti con la Grecia dovettero rimanere a lungo intensi. Qui Pitagora istituì una scuola di filosofia scientifica; la scuola oltre a fornire un modello di vita, impostò un metodo scientifico nello studio comparato delle matematiche, dell’astronomia, della musica.
Una colonia romana, facente parte della provincia lucano-bruzia, vi venne costituita nel 194 a.C. e ha lasciato ampie traccie a Capocolonna, nei pressi dell’edificio sacro (termi, resti di fornaci, tratti di muro ad opus reticulatum, reperti subacquei marmorei). Cominciarono le spoliazioni ai resti della città greca, l’abitato si contrasse e perse sempre più importanza. In periodo bizantino, Crotone diventò squallida e povera per le continue scorrerie barbariche, tanto che Onorio la esentò dal pagamento dei tributi. Negli anni 595-97, la città fu presa dai Longobardi. Oltre alle orde che la assalivano per terra, ebbero inizio le incursioni dei Saraceni, che al largo di Crotone sconfissero le flotte bizantine e veneziane alleate.
In seguito, sotto il dominio svevo, la città di Crotone acquistò prosperità e, assieme a Cosenza, Nicastro e Reggio fu tra le città più grandi della Calabria.
Con il re di Spagna, Ferdinando II d’Aragona, ebbe inizio l’età del Viceregno (1501) che durerà per oltre due secoli. Nel 1541 ebbero inizio i lavori di fortificazione di Crotone, col rifacimento della cinta muraria e di parte del castello.
Gli ancora grandiosi resti della città greca furono saccheggiati per reperire la pietra di costruzione ed anche l’Herarion venne progressivamente privato delle sue parti fino a lasciare in piedi solo due colonne, una delle quali, cadde nel terremoto del 1638.
Agli inizi del Settecento, per la guerra di devoluzione, subentrarono a governare la città gli austriaci, che vi tennero un numeroso contigente armato, e vi compirono molti sorprusi.
Alla fine del Settecento, attraverso un ceto nobiliare illuminato, vennero portate le idee giacobine di libertà ed uguaglianza diffuse dalla rivoluzione francese.
Dopo l’unità d’Italia la città visse una profonda trasformazione e nacquero i presupposti per il suo sviluppo futuro. Vennero realizzate importanti infrastrutture: allacciamento alla rete ferroviaria; acquedotto; completamento del porto. Furono abbattute la porta della città e parte delle mura; i bastioni rimanenti vennero venduti a privati, che vi costruirono sopra le loro dimore; ebbe inizio l’espansione urbana fuori dal circuito murario.
Negli anni ’20 l’energia a basso costo delle centrali silane agevolò l’impianto di grossi complessi industriali. Nella difficile ricostruzione del dopoguerra, Crotone, pur con tante carenze, ha acquistato una fisionomia cittadina, che la pone come quarta città della Calabria per popolazione e qualità di vita. |
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Passeggiando per Crotone Il centro storico di Crotone è facilmente individuabile perché posto su una altura (il colle Cavaliere) racchiusa nelle mura cinquecentesche, ancora in buona parte integre e collegate nel sistema difensivo del Castello, esterno. Il centro Storico, il cui tessuto si presenta assai stratificato per via dei rimaneggiamenti subiti nel corso del tempo, è composto da una fitta serie di case addossate l'una all'altra, da viuzze strette e tortuose che si snodano lungo l'intero perimetro fino a confluire in piazze e slarghi dove si ergono maestosi i palazzi gentilizi.
Attorno alle dimore nobiliari sorgono le case destinate al popolo e nei locali posti a pian terreno, un tempo trovavano posto le botteghe artigiane e le mille attività economiche e commerciali che animavano i vari quartieri.
Attualmente il centro storico sta ritornando a nuova vita grazie ai poderosi interventi di riqualificazione, come il ripristino dell'antica pavimentazione stradale di via Vittorio Veneto, meta del consuetudinario "Passeggio" dei Crotonesi nel tratto compreso tra piazza Pitagora e via Firenze.
I caratteri stilistici che si colgono di più e che contribuiscono a dare un aspetto omogeneo all’abitato, sono quelli delle ristrutturazioni ottocentesche che ne hanno creato fondali neoclassici, specialmente lungo le strade più esterne e rappresentative, e che falsano considerevolmente la percezione storica del tessuto abitativo. Con tutto ciò sono ancora riconoscibili nel centro storico varie tipologie abitative: dal tessuto minuto delle case a schiera, ai blocchi compositi; dalle case a corte chiusa al palazzo in linea. Ma più spesso queste tipologie sono miste, e così un blocco unitario anche per proprietà, è costituito da un palazzo in linea i cui primi piani sono abitazioni a schiera e non mancano annessi come giardini e stalle, ecc...
Un occhio attento può anche notare, residuo medioevale, le svettanti case torri, oggi rese meno evidenti dalle elevazioni subite dal tessuto abitativo circostante. Il sistema urbanistico è quello di un sistema policentrico di funzioni che coincide con le piazze e piazzette interne. Così, mentre Piazza Castello conserva nei secoli la sua peculiarità di piazza d’armi, Piazza del Duomo, centro politico della città è sede della Casa Regia, del Palazzo Vescovile, oltre che naturalmente della Chiesa Cattedrale. Su Largo Suriano (ora Piazza Umberto I), destinato alle adunanze popolari, sovrastano il Convento di S.Francesco di Assisi con la Chiesa annessa, le dimore dei Suriano , ora Albani e dei marchesi Berlingieri.
Subito fuori le mura del Castello, la cui costruzione iniziò nell' 840 d.C., ma altri lavori di fortificazione ed ampliamento proseguirono nei secoli seguenti, fino a quando nel 1541 Carlo V gli diede il suo aspetto definitivo- troviamo il Museo archeologico Nazionale che racconta la storia della città di Pitagora a partire dalla sua fondazione fino all'età romana. Il Museo accoglie un'esposizione che parte dalla Preistoria e dalla Protostoria del territorio della polis greca. Interessanti reperti rinvenuti nel quartiere artigiano della città ( III-IV sec. a. C.), terrecotte architettoniche dell'area sacra della località di Sant'Anna e una serie di vetrine contenenti doni in oro, argento e bronzo rinvenuti nel santuario di Hera Lacinia sul promontorio di Capo Colonna e facenti parte del tesoro di Hera. Capo Colonna, a 11 Km da Crotone, è una zona archeologica testimoniante la presenza greca e romana sul litorale ionico calabrese, situata su un promontorio a picco sul mare. Qui nel VI sec. a.C. sorgeva appunto il tempio di Hera Lacinia, di cui oggi rimane un basamento sul quale si erge una colonna alta 8 metri, l’unica rimasta, delle 48 che componevano l'antico tempio. |
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Dintorni E’ riserva marina la costa antistante i territori limitrofi dei comuni di Isola Capo Rizzuto e Crotone, della lunghezza di circa 48 chilometri, per tutto il tratto di mare compreso, in linea di massima, fino alla profondità dei 100 metri. Sulla costa i due limiti opposti sono le località Barco Vercillo, vicino il villaggio turistico di Praialonga nel comune di Isola Capo Rizzuto e Capo Donato (Complesso turistico Casarossa) nel comune di Crotone.
La particolare ricchezza della scogliera sommersa nasce soprattutto dalle caratteristiche fisiche di tutto il promontorio del Marchesato di Crotone: esso è costituito da una serie di terrazzi marini, situati a quote diverse e degradanti verso lo Ionio, che stanno a rappresentare le successive fasi di emersione regionale. L'aspetto, infine, che caratterizza maggiormente questa riserva è la presenza nei suoi fondali di molteplici relitti di età antica, medievale e moderna poiché questo tratto di costa in ogni epoca rappresentò per greci, romani, turchi, spagnoli, veneziani, ecc. un ormeggio sicuro lungo le rotte di navigazione. I fondali sono così ricchi di reperti che diventano essi stessi un museo sommerso.
E' sui percorsi interni che troviamo opere dell'uomo sapientemente inserite nell'ambiente naturale ed agrario, un immenso patrimonio culturale sparso per le campagne, su cui è d'obbligo soffermarsi. Esso è costituito da conventi, masserie, casini, ville e torri costiere a difesa dei fondi rustici e dei feudi, che per la loro complessità e articolazione rappresentano dei sottosistemi territoriali.
La tipologia dei sistemi fortificati territoriali individuati nell'area del crotonese varia secondo l'ampiezza degli ambiti territoriali difesi. Si crearono almeno due sistemi generali di fortificazioni, funzionali sia alla difesa del regno dal mare che da terra. La costa è disseminata di torri, collegate a vista, tra di loro e le fortezze di Crotone e Le Castella. Esse garantirono per circa un millennio la difesa del territorio dalle mire espansionistiche nel mediterraneo dei popoli arabi. La forma di queste opere di difesa è mutevole: il piccolo castello di Chirizzo nel comune di Cutro, è a pianta quadrata con quattro torrini ottagonali ai vertici; il ‘Pino’ sotto la vecchia Cerenzia, è una tipica torre medioevale.
Nelle residenze fortificate di campagna, troviamo forme che imitano i compiuti schemi delle fortezze seicentesche italiane. In alcuni casi tali schemi si ripetono come ad esempio nel castello Sabatini a Cirò, nel Casino di Fasana a Strongoli e nel Concio nel Comune di Isola Capo Rizzuto.
A Caporizzuto la costruzione attuale che sovrasta l'isolotto rimasto è opera degli Aragona, che sul finire del XV secolo realizzarono e potenziarono il sistema difensivo del Regno di Napoli per difenderlo dalle incursioni Arabe provenienti dal mare. La fortezza appare in pianta irregolare, probabilmente costruita intorno ad una preesistente fortificazione angioina, al suo interno è presente ancora una torre cilindrica di avvistamento che si erge più alta. |
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Enogastronomia Crotone ha una cucina povera, ma di sapore robusto, con l’uso frequente di peperoncino piccante e di prodotti spontanei come: asparagi, cicoria, cipolline selvatiche, finocchio aromatico ecc. Sua peculiarità è la preparazione in casa di particolari conserve da usare poi sia come antipasti sia per arricchire piatti locali. Inoltre pumadori secchi, pipi salati, pipi arrustuti, mulinciane all’ogghio, filetto, funci all’ogghio, alive scacciate, alive ara cavucia, sardeddra, alici salate, gnelatina. Come primi la pasta fatta in casa: Covateddri e Maccarruni con farina di grano duro, acqua e sale, si condiscono di solito con ragù di maiale; e “cavatelli”, orecchiette fatte a mano e arricchite con un sugo di carne e ricotta grattugiata. Le paste fatte. Tra i salumi: sazizze, supressata, capiccoddru, frisulimiti, nduggh’a. Crotone ha anche un’ampia produzione di formaggi. Latticini tipici sono la provola, vari tipi di mozzarella, ricotta fresca, ricotta salata, pecorino che, a seconda della stagionatura, si usa a tavola o per grattuggiare, butirro (specie di piccolo caciocavallo nel cui interno è racchiuso burro). Importante porto e località di pesca, Crotone offre anche varie specialità marinare fra cui il tradizionale “quadraro”, una zuppa a base di pesce molto piccante. Una specialità fra le pietanze da conservare è “la mustica”, alici neonate messe sottolio con peperoncino. I dolci tipici sono gli “squadatelli” e la “pitta ‘nchiusa”, i crustoli, i tardiddri, la pitta di madonna o pitta nchiusa, il sanguinazzu, la cuzzupa guarnita con annaspru e uova sode. La zona del crotonese è ricca di vini pregiati, si ricordano: il Ciro’, Melissa, Val di Neto, Sant’anna, nelle varietà rosso, rosè, bianco.
Eventi Tra i tanti eventi (manifestazioni, sagre etc.) sul territorio ricordiamo in città la 3° domenica di maggio, in luglio il Festival della Magna Grecia, il 12/13 Agosto la Festa del Crocifisso della Chiesola, il 15 Agosto la Festa dell'Assunta e il Carnevale Magno Greco. In Settembre il Festival della Cucina Calabrese e la Regata velica l’ 11-14 settembre.
Come arrivare In aereo: Aeroporto S. Anna che dista solo 7 Km dalla città. In treno: Da Milano, Da Roma, Da Torino con treni. In auto: Autostrada Salerno- Reggio Calabria con uscita Cosenza Nord, si prosegue per la superstrarda della Sila attraversando incantevoli panorami montani che non mancheranno di carpire l’attenzione del turista. In pullman: Regolari servizi di Linea da Crotone, Roma, Napoli, Salerno, Bologna, Firenze, Venezia e viceversa con Pullman Granturismo. |
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