ENNA
Enna è distesa su una terrazza a mille metri d'altezza proprio al centro dell'isola, e questo ne fa il più alto capoluogo di provincia d’Italia. E' centro archeologico e agricolo.
Cenni Storici Enna venne colonizzata dai Greci tra il VII ed il VI secolo a.C. Successivamente fu dominata dai Siracusani, dai Cartaginesi e dai Romani, dai bizantini ed in seguito dagli Arabi. Cominciò a rifiorire sotto i Normanni diventando uno dei maggiori centri di vita culturale e politica dell'isola. Raggiunse il suo massimo splendore nel XVII secolo e dopo un lungo periodo di successiva decadenza riprese vigore nel 1860 con l'annessione al Regno d'Italia.
Passeggiando per Enna Iniziando il nostro itinerario nella città, nella zona più alta, troviamo il castello di Lombardia, il quale deve il suo nome alla guarnigione di Lombardi che occupavano la città al tempo della dominazione normanna. Oggi restituisce intatta una sensazione di imponenza con i resti delle sue 20 torri – di cui attualmente l'unica perfettamente intatta è la Torre Pisana - e i suoi larghi piazzali. Scendendo verso il centro, lungo la via Roma, la prima sosta è d’obbligo presso il museo Alessi, adiacente al Duomo, di cui conserva il tesoro, con la stupenda corona aurea della Vergine tempestata di pietre preziose, una raccolta di monete di epoca punica e greca e un'importante pinacoteca. Le sale del museo sono arricchite anche dai preziosi arredi liturgici, dalle opere provenienti da altre chiese e conventi di Enna e dalle donazioni di alcune famiglie benemerite della città. Subito dopo il museo si incontra il Duomo, voluto nel 1307 da Eleonora d'Aragona e ricostruito dopo il grave incendio del 1446. L'interno è ricco di decorazioni, con uno splendido soffitto ligneo a cassettoni e pregevoli opere pittoriche. Al di là della piazza di fronte al Duomo, con il suo giardinetto e la statua del Mazzini,si trova il Palazzo Varisano, sede del Museo Archeologico Regionale. Il museo espone nelle sue cinque sale pezzi archeologici di rara bellezza e di grande valore attestanti le antiche forme di vita che animarono diverse contrade del territorio ennese. Scendendo ancora, nella piazza dominata dalla statua di Napoleone Colajanni, politico e sociologo ennese, vi è la bella chiesa seicentesca di Santa Chiara. Di fronte alla stessa piazza, un portale barocco immette nel cortile del prospetto di Palazzo Pollicarini, il più antico della città, una casa-fortezza del XV secolo in stile gotico. Nel cortile il portico e i due piani del palazzo sono ornati da cornici riccamente sagomate, traforati e arabeschi polibolati, il tutto conferisce un’immagine di raffinatezza alla suggestiva costruzione che conserva le più consistenti testimonianze dell'arte gotico-catalana. Scendendo ancora, si raggiunge Piazza VI Dicembre, dove merita una visita la chiesa di San Marco, monumento barocco che custodisce al suo interno un prezioso paliotto in argento di fine settecento. Continuando lungo la via Roma si incontra la Piazza Umberto I con il neoclassico Palazzo Municipio adibito a teatro, poi la Piazza Vittorio Emanuele, dominata dalla chiesa di San Francesco di Assisi, con il campanile del Quattrocento e all'interno una bella Croce lignea del XV secolo. Tra le chiese più interessanti è la Chiesa di San Francesco che risale al XIV secolo ma è stata successivamente rimaneggiata. Possiede un bellissimo campanile del 1500 sito su di una scarpata e strutturato a tre ordini sovrapposti. L'interno è composto da un'unica navata alla quale si accede mediante una grande scalinata. Vi sono conservate alcune opere degne di nota, come la croce lignea dipinta su entrambi i lati, una tavola del XVI secolo che raffigura l'Epifania ed i bellissimi affreschi di Giovan Battista Bruno (del XVII secolo). |
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Il campanile della chiesa del Carmelo era un’antica torre del castello di S. Maria. Ha forma quadrangolare ed è divisa in tre piani da cornici. La facciata della chiesa è tra le più belle di Enna, costituita da tre sezioni con al centro un magnifico portale ai cui lati si aprono due finestre rettangolari. A navata unica, con dieci altari laterali, la chiesa custodisce pregevoli opere scultoree e pittoriche, fra cui un’opera di Saverio Marchese raffigurante l’Estasi di Santa Teresa, le tele dell’Addolorata e di San Giovanni Evangelista e la Madonna del Carmelo del settecento di autore ignoto. Alla fine della visita del centro storico, vale la pena di uscire dalla via Roma per curiosare nelle viuzze laterali, altrettanto interessanti e ricche di belle sorprese, come il campanile di San Giovanni del 1400. In Piazza Crispi, detta "Belvedere", c'e la fontana che rappresenta il Ratto di Proserpina, riproduzione in bronzo dell'opera di Bernini. Nella parte opposta al centro della città, in via IV Novembre, svetta su una verde collinetta la Torre di Federico II, eretta nel XIII secolo, con rifacimenti del secolo XIV. Dintorni A questa territorio, cantato da Callimaco si legano miti, secoli di storia, echi di scrittori quali Italo Calvino, Leonardo Sciascia, Francesco Lanza; e poi bellezze panoramiche, come il vulcano dell'Etna e la catena montuosa dei Nebrodi, che circondano la rocca da oriente a nord; bellezze naturali, come lo splendido lago di Pergusa,… Ricordiamo tra i siti degni di una visita la "rocca di Cerere", nei pressi di Enna stessa, dove sorgeva il tempio dedicato alla dea fecondatrice della terra: qui, tra mito e storia, rivivono le vicende della bella e sfortunata Proserpina, figlia di Cerere, a testimonianza delle antiche tradizioni legate all'agricoltura.Vicinissimo a Enna c'è il lago di Pergusa, legato all'antichissima leggenda del ratto di Proserpina. Il sito è oggi un area protetta. Da alcuni anni, infatti, l'intera area lacustre di Pergusa è stata dichiarata Riserva Speciale Naturale. Nella pineta del lago sono stati attrezzati ampi spazi verdi dove trascorrere tranquilli pic-nic a contatto con la natura. Nelle vicinanze, gli amanti dell'archeologia non si possono negare una visita a Cozzo Matrice, un sito dove sono stati rinvenuti i resti di un centro indigeno ellenizzato del VIII-VI secolo a.C.. Sono ancora visibili un lungo tratto di muro di fortificazione, i resti di alcune capanne dell'età del rame e diverse tombe a camera di una necropoli rupestre. |
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Altro sito archeologico di particolare interesse è Centuripe che dista dalla città circa 60 km. Si tratta di un bel borgo di montagna famoso per la produzione di grano, agrumi, olive e frutta. Nella parte orientale di questo paese sono stati trovati dei resti molto importanti tra cui il Castello di Corradino, resti di un mausoleo romano di età imperiale e resti di Bagni Termali. Vi sono poi ritrovamenti di un'abitazione greca con mosaici e pitture parietali. E' presente il Museo Archeologico dove è possibile ammirare reperti quali i resti di un sarcofago, vasi, sculture e pitture. A una cinquantina di chilometri da Enna vale la pena una visita al Castello Normanno di Sperlinga. Il suo nome deriva dal latino “spelunca” che significa grotta, dato che nelle zone limitrofe sono presenti molte caverne trogloditiche. Nella piazza principale di questo paese si trova un bellissimo castello Normanno edificato nel Medioevo. Si può accedere a questo maniero tramite una grande gradinata scavata nella roccia. All'interno del castello vi sono svariate camere di cui alcune scavate nella roccia. Dall'uscita settentrionale del Castello si può accedere al “giardino del Duca”, un vasto campo alberato. Una curiosità:il Murale più grande del Mondo è nel colle di "Cerere Usta", a cento metri di altezza . Copre circa 780 metri quadrati di superficie e i colori raccontano le antichissime leggende della terra. Questo murale è stato fatto da Fausto De Marinis in sei mesi di lavoro nel 1981. Enogastronomia La cucina di Enna è caratterizzata da sapori tipicamente montanari.Tra i primi vi è la famosa “pasta ricasciata” (timballo di maccheroni al ragù, uova, salame, formaggio e piselli) ed i “maccheroni in agrodolce” (a base di ragù di carne, melanzane, zucchero e cannella), pasta con le sarde, pignolata, ravioli di ricotta al miele, trippa a l'olivitana, farsumauru, pasta 'ncasciata. Tra i secondi prevale l'utilizzo di carne suina: la buonissima “salsiccia magna” preparata con aggiunta di semi di finocchio e caciocavallo. Tra i formaggi i più famosi sono: “u primu sali” ricotta salata, ed il “piacentinu”, pecorino aromatizzato con pepe nero in grani e zafferano. Tra i dolci i più rinomati sono la “cubbaita” (torrone arabo con sesamo, miele e mandorle) ed i “ditini”, biscotti alla cannella, savoiardi forti. Tra i vini il Tudia ed il famosissimo Amaro Averna. Eventi Fiera Zootecnica in settembre. La Festa Patronale in luglio. Spettacoli teatrali e musicali in estate. Particolare la ricorrenza della processione nella settimana santa: dalla Domenica delle Palme e fino alla tarda mattinata del Mercoledì Santo, 15 confraternite, ciascuna nel giorno e nell’ora stabilita, partendo in processione dalla chiesa di appartenenza, si recano al Duomo per l’ adorazione solenne della Eucaristia, rito questo che gli ennesi chiamano “l’ura”.Il momento culminante delle celebrazioni pasquali si ha nella giornata del Venerdì Santo, quando, nel primo pomeriggio, tutte le Confraternite giungono al Duomo e lì incominciano a comporsi per la solenne processione. Sono oltre duemila i confrati incappucciati che, in rigoroso ordine prestabilito ed in assoluto silenzio e mestizia, precedono le “Vare” del Cristo morto e dell’Addolorata, dando così inizio al lungo corteo funebre che percorrerà quasi tutta la città.La processione, quindi, ritorna verso il Duomo. I riti della Settimana Santa, proseguono la Domenica di Pasqua con la cerimonia detta “a Paci”, quando, tra due ali di folla, e un festoso suono di campane, nella piazza adiacente al Duomo, le statue del Cristo risorto e della Madonna si incontrano e trionfalmente vengono portate all’interno della chiesa, dove rimangono esposte alla venerazione dei fedeli per una settimana. La domenica successiva alla Pasqua, detta domenica in Albis, la Confraternita Colleggio del SS. Salvatore ed il Colleggio di S. Giuseppe, con il vicario foraneo della città ed i fedeli, si recano in processione nei pressi del Castello di Lombardia, dove, dalla sommità della Rocca di Cerere, viene impartita la solenne benedizione dei campi. Si fa ritorno, quindi, verso il Duomo, sostando prima in Piazza Mazzini, dove si da vita alla tradizionale ed ultima cerimonia, detta “la Spartenza”, in cui la Confraternita Colleggio del SS. Salvatore ed il Colleggio di San Giuseppe ritornano in possesso dei rispettivi fercoli (del Figlio risorto e della Madre) e li riconducono nelle chiese di appartenenza, a simboleggiare il necessario distacco per la conclusione terrena della missione di Cristo che ritorna al Padre. Come arrivare In Auto: Strada Statale 117 bis Gela-Enna; Strada Statale 192 Catania-Enna. In Nave: Il porto più vicino è quello di Catania. In Aereo: La provincia di Enna è sprovvista di aereoporti. Quello più vicino è l'aeroporto di Filippo Eredia di Catania-Fontanarossa (che dista circa 100 km). |
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