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IN PROVINCIA DI GORIZIA
GORIZIA
Gorizia era chiamata la “Nizza Asburgica” per il suo clima, dolcissimo e mite in ogni stagione, e per i magnifici parchi che ancora oggi costituiscono una delle sue attrattive.

Cenni Storici
Gorizia, di origine medievale, ebbe il suo massimo splendore fino al 1500 sotto i conti Eppenstein che estesero il territorio fino a Treviso e Conegliano. Con la caduta degli Eppenstein fu contesa fra Venezia e gli austriaci. Con Maria Teresa e Giuseppe II, si ebbe un certo sviluppo culturale, industriale e commerciale. Rimase sotto gli Asburgo fino ai moti del '48, allorché si rese conto della sua reale appartenenza al popolo italiano. Fra il 1815 ed il 1915 ci furono molte fazioni irredentiste che reclamavano la liberazione dagli austriaci. Gorizia divenne nuovamente italiana solo nel 1918 dopo la prima guerra mondiale. Con il trattato di Parigi del 1947 la città perse gran parte dei suoi territori a favore della Jugoslavia.

Passeggiare per Gorizia
La sua storia è quella di una città di confine, dove mondi culturali diversi (friulani, austriaci, sloveni e un'importante componenente ebraica) nel tempo si sono incontrati e parlati....il risultato è un'atmosfera cosmopolita davvero affascinante, che è bello respirare passeggiando tra le strade ed i palazzi.

Visitare Gorizia vuol dire vedere dispiegarsi sotto ai propri occhi secoli di storia, dal maestoso Castello dei Conti della città, che risale al XII secolo ed è circondato dal borgo omonimo, alle magnifiche chiese barocche, al Museo della Grande Guerra dove soffermarsi per conoscere e riflettere, senza dimenticare i tanti caffè d'impronta mitteleuropea, dove si può assaporare il piacere di incontrarsi e gustare il profumo del tempo che scorre...

Simbolo della città è l'antico Castello, possente struttura pentagonale chiusa entro un muro di cinta di forma irregolare, con sei torri semicircolari, posto sopra una piccola altura isolata a dominare la circostante piana. Sorse nel Medio Evo su un luogo presumibilmente già munito, anche se né reperti archeologici né, tanto meno, una qualche documentazione avallano tale ipotesi.

Il maniero subì nel corso della sua storia millenaria sostanziali trasformazioni: da residenza dei potenti Conti di Gorizia e del Tirolo a guarnigione militare, a caserma. Oggi il Museo del Medioevo Goriziano è opera dell’accurata ricostruzione realizzata dopo la Grande Guerra e curata dagli storici goriziani Giovanni e Ranieri Mario Cossàr.
Nelle splendide sale del Castello, tutte visitabili, arredi storici e dipinti, sculture e busti originali nonché una ricca collezione di riproduzioni filologiche di armi bianche e macchine da guerra medievali e preziosi strumenti musicali.Ricca anche la raccolta dei dipinti dei pittori di area veneta e tedesca. La Sala del Conte e la Corte dei Lanzi fanno da suggestiva cornice a concerti, serate di poesia, incontri e conferenze.

Nel Seicento nel borgo furono costruite diverse residenze nobiliari, le quali si erano aggiunte alle sedi di rappresentanza degli Stati Provinciali, a quelle del Comune e del Capitano. Le mura che costituivano il tratto caratteristico della città, ne condizionavano fortemente lo sviluppo restringendo l'area abitativa. L'espansione poteva avvenire ormai solo al di fuori del borgo stesso. Il progressivo incremento demografico e lo spostamento di quasi tutte le attività commerciali e mercantili al di fuori delle borgo, identificò la città di Gorizia con la sua parte inferiore, quella al di fuori del borgo stesso. Ormai al Castello non restava che la residenza ufficiale del Capitano rappresentante l' autorità sovrana in quanto anche la nobiltà goriziana aveva iniziato a disertare progressivamente la città alta ed a costruirsi le proprie dimore altrove. Il borgo, da centro delle attività goriziane, diveniva solo una zona periferica abitata da pochi nobili e tanti popolani.

Scendendo dal Castello verso il borgo antico della città, si incontra la Chiesetta di S. Spirito, i fratelli Ribatta, esponenti di una famiglia fiorentina trasferitisi a Gorizia ai primi del 1300, fecero costruire a partire dal 1398 la Cappella dedicata a Santo Spirito. Nella facciata si aprono un rosone con una cornice di cotto e due monofore gotiche trilobate, su di essa sovrasta un campanile a vela con tre fornici.

Nei pressi, nel bel complesso edilizio costituito dalle cinquecentesche case Dornberg e Tasso e dalla chiesetta ottocentesca che le raccordava, ha sede il Museo di Storia e Arte di Borgo Castello. Nei sotterranei trova posto, dal 1990, il Museo della Grande Guerra: dieci sale di particolare suggestione, coperte a volta e mantenute in pietra a vista, in cui si ripercorrono le tragiche vicende del fronte dell'Isonzo.

Il Duomo di Gorizia, così come molte altre chiese della città e dei dintorni, è andato in gran parte distrutto nella guerra del 1915-1918 ed è stato poi ricostruito mantenendo quanto più possibile la forma originaria. La facciata, moderna, è opera dell'architetto E. Caraman (1924).

La chiesa più importante di Gorizia è però quella di S. Ignazio, dalla scenografica facciata, in piazza della Vittoria, già piazza Grande, dove fa bella mostra di sé la Fontana del Nettuno eseguita prima del 1756.

La costruzione della chiesa ebbe inizio nel 1654, ad opera dei Gesuiti giunti nella città una quarantina d'anni prima.

Il principale Museo di Gorizia ha sede in uno dei più prestigiosi e maestosi palazzi della città, il Palazzo Attems Petzenstein costruito su progetto di Nicolò Pacassi, ultimato nel 1754 ed esemplare per la comprensione del linguaggio artistico dell'architetto viennese-goriziano. Al palazzo è annesso un vastissimo Parco, con imponenti alberi, un tempo famoso per le specie esotiche e per la raccolta di camelie, considerata la migliore dell'intera Europa.

Altri palazzi degni di rispetto sono il Palazzo Arcivescovile, il Palazzo della Prefettura, Palazzo Werdenberg, Palazzo Rabatta e Palazzo Lantieri.
La bella Villa Coronini, all’interno della quale ricche ed eterogenee sono le collezioni. Imponente la parte archivistica e libraria: oltre 15.000 volumi di saggistica (XVII-XX secolo) e un corpus di documenti fra cui codici miniati, incunaboli, salteri, pergamene medioevali, bolle papali e alberi genealogici.La villa è circondata da uno splendido parco all'inglese che si estende su quasi cinque ettari, sviluppato su diversi livelli altimetrici con suggestivi scorci.

Altra recente istituzione è il Museo della Sinagoga Gerusalemme sull'Isonzo. La Sinagoga, costruita nel 1756, sorge nell'antico ghetto di Gorizia.

Dintorni
Gorizia si trova incastonata fra due zone di produzione di vini a Denominazione di Origine Controllata tra le più prestigiose d'Italia: il Collio e l'Isonzo. Collinare la prima, di pianura la seconda, sono apprezzate a livello internazionale per l'ottima qualità dei loro vini: qui vengono prodotti molti fra i migliori bianchi italiani e rossi di eccellenza.
I dolci pendii del Collio goriziano, delimitato dai fiumi Isonzo e Iudrio, si elevano a nord della città, proseguendo oltre confine e confluendo nel Collio sloveno. Grazie alla particolare fertilità del terreno, su questi pendii si è diffusa una viticoltura di pregio, che rappresenta un forte motivo di richiamo turistico: gli amanti del vino possono visitare cantine dotate di accoglienti sale di degustazione e, talvolta, piccoli musei enologici, osterie, agriturismi. Punto di riferimento per gli enoturisti sono le aziende locali che propongono tour e itinerari dedicati alla scoperta delle cantine e dei tesori enogastronomici, culturali e paesaggistici del Collio e della città.

Importanti: la Festa dell'uva organizzata dal quartiere Montesanto-Piazzutta in cui emergono le tradizioni popolari connesse al periodo della vendemmia ed al periodo immediatamente successivo; Ruralia, appuntamento enogastronico oramai consolidato, che si tiene all'Ente Fiere, ove confluiscono le diverse culture della tavola mitteleuropea.

Da visitare inoltre sono, tra le altre, le città di Grado, Cividale del Friuli, Gradisca d’Isonzo.

Grado è situata su un isola fra il mare e la laguna, la città fu lo scalo portuale di Aquileia ai tempi dei Romani. E’ caratterizzata da strette calli e campielli circondati da edifici sacri di origine paleocristiana. La parte più moderna è molto elegante e un rinomato sito centro balneare e termale. Il suo centro storico dall’inconfondibile impronta veneta racchiude tre gioielli di epoca paleocristiana come la basilica di Sant. Eufemia, il Battistero e la chiesa di Santa Maria delle Grazie.

Da Gorizia a Cividale del Friuli, lungo i declivi del Collio disegnati dalle geometrie dei vigneti, fino alle appartate valli del Natisone, ricche d’arte e di storia. La natura selvaggia ed incontaminata di questi luoghi esige spesso privilegiati punti d'osservazione non sempre facilmente raggiungibili e a volte sconosciuti anche alla popolazione locale. Ciò probabilmente ha contribuito a salvaguardare fino ad oggi le bellezze e le peculiarità di questi luoghi. Numerose testimonianze artistiche confermano l'importanza storica della città: l'Ipogeo celtico, ambiente ricco di fascino e mistero; l'Oratorio di Santa Maria in Valle (Tempietto longobardo) straordinario compendio di architettura e scultura altomedioevale; il Duomo (XV-XVI secolo), con all'interno la Pala d'argento di Pellegrino II, capolavoro dell'oreficeria medioevale italiana e due tele di Palma il Giovane; il Palazzo comunale (XIV-XV secolo); il Palazzo dei Provveditori Veneti (XVI secolo); il Palazzo dei Provveditori Veneti (XVI secolo), il cui progetto è attribuito ad Andrea Palladio.

Inoltre si possono visitare il Museo Archeologico Nazionale che conserva, in particolar modo, reperti archeologici di età longobarda ed importanti codici medioevali; il Museo cristiano che ospita il Battistero di Callisto (VIII secolo) e l'Ara di Ratchis (VIII secolo). Infine bisogna ricordare il ponte del Diavolo con la suggestiva vista sul fiume Natisone, che la leggenda vuole costruito dal Diavolo in cambio dell'anima del primo passante.

Gradisca d’Isonzo è una cittadina fortificata dai Veneziani nel ‘400 contro i Turchi e i conti di Gorizia. Di questo periodo rimangono ancora tratti di mura , bastioni, porte e torri. Il centro è ricco anche di edifici del periodo barocco e del settecento.

Gastronomia
Gorizia possiede un tesoro di ricettari antichi che permettono di riproporre pietanze tipiche che uniscono in un insieme di grande originalità sapori e gusti della cucina friulana, slovena, austriaca.

Tra i piatti tipici da assaggiare in città e provincia segnaliamo: la minestra di orzo e fagioli “uardi e fasui”, il gulasch di maiale in umido, il risotto primaverile a base di verdure, gli asparagi di Sant’Andrea, la località dove vengono coltivati, i topinambur trifolati e i “mulis” (sanguinacci). La gubana, gnocchi di patate, pinza goriziana (pasta lievitata), mandorlato di marzapane, prosciutto affumicato. Una cucina che si sposa con i vini delle zone Doc della provincia isontina, del Collio goriziano, dell'Isonzo, del Carso la cui fama e prestigio sono consolidati in tutto il mondo.Particolarmente rinomati sono i vini DOC del Collio quali la Malvasia Istriana, il Mueller Thurgau, il Riesling Italico ed il Pinot Bianco e Grigio per i bianchi ed il Cabernet Franc, il Cabernet Sauvignon il Merlot . I Vini del Carso ,meno famosi dei vini delle altre zone, ma non meno sopraffini, sono resi molto particolari dal tipo di suolo, non fertile ed arido.
Artigianato: vimini e tessuti d'arte, ceramica e vetro, oggetti in legno.

Eventi
Tra i diversi appuntamenti in programma da giugno a settembre si svolge la rassegna "Gorizia Armonica", contenitore di diversi eventi espositivi che si svolgono nella splendida cornice del Castello, di momenti musicali quali gli appuntamenti con la musica medievale, la rassegna di musica etnica "Folkest", i concerti di musica classica di "Gorizia Galante" a cura dell'istituto musicale Fondazione "Città di Gorizia", il Concorso internazionale di canto cameristico per voce sola "Seghizzi" e quello di violino "Lipizer".

Tra giugno e luglio il Teatro Tenda del Castello ospita il Festival di teatro amatoriale e, a seguire, la rassegna cinematografica "Premio Sergio Amidei" dedicata alla sceneggiatura. Il Concorso Folcloristico Internazionale con Parata ad agosto. Il Congresso Europeo sul Canto Corale in settembre. La Rassegna dei vini Bianchi d'Italia e d'Europa "B & B" in maggio. L’ Anniversario dell'Entrata delle Truppe Italiane in agosto. La Festa per il Genetliaco di Francesco Giuseppe (Giassico di Cormons): ogni anno in agosto, si svolge una festa popolare organizzata dai veterani della Grande Guerra. Vengono usati abiti bianchi antichi, uniformi, bandiere, bandi in costume e canti nelle tre lingue: italiano sloveno e tedesco. Gorizia propone a settembre il "Puppet festival", festival di teatro d'animazione e di figura e il Festival mondiale del folklore che porta in città gruppi folcloristici e musicali provenienti da tutto il mondo.

Inoltre ogni domenica del mese, uno degli angoli più suggestivi della città, piazza Tommaseo, si anima grazie al mercatino dell'antiquariato denominato '"La soffitta in Piazzutta". La fine dell'anno è animata dagli appuntamenti del "Dicembre goriziano": quelli musicali con concerti nelle più caratteristiche chiese cittadine; quelli teatrali dei "Delitti in Osteria" manifestazione itinerante nelle osterie e locande goriziane; con i mercatini di Natale e la storica fiera di Sant' Andrea.
E' la riscoperta dette tradizioni culinarie l'obiettivo dell'iniziativa "Gorizia a tavola" che riunisce e presenta i ristoranti, le trattorie e le osterie tipiche cittadine che offrono specialità locali.

Come Arrivare:
In auto: Autostrada A4 Torino-Trieste; Autostrada A23 Palmanova-Udine-Tarvisio.
In treno: Ferrovia di Gorizia : Linea ferroviaria Trieste-Gorizia-Udine.
In aereo: Aeroporto regionale di Trieste a 15 km da Gorizia.

Da non perdere