GROSSETO
La città di Grosseto è adagiata nella pianura della Maremma Toscana, a pochi chilometri dal Mar Tirreno. crocevia lungo le direttrici per Roma, è all’interno del Parco Nazionale della Maremma.
Cenni Storici Anche se in molti fanno risalire le origini di Grosseto all’epoca etrusca o a quella romana, le prime attestazioni di cui disponiamo, collocano le fasi iniziali di questo centro nell’alto medioevo: si hanno, infatti, notizie certe di un castello costruito nel IX secolo. Divenne feudo degli Aldobrandeschi nel 973, vivendo un periodo florido di espansione e arricchimento. La città nel 1151 prestò giuramento a Siena, con la quale nei primi del XII secolo stipulò accordi per la dogana del sale. Ma successivamente i grossetani ripudiarono l'atto di obbedienza fatto ai Senesi. L' invio di 3000 uomini da Siena e certe "buone maniere" ristabilirono neI Settembre nel 1244 fedeltà e obbedienza.
Ospite di Grosseto fu nel 1224 l'imperatore Federico II, la cui fama di mecenate e di uomo di cultura fece giungere in questa terra nobili e poeti di ogni parte d' Italia. Di nuovo libera poi rioccupata, devastata, scomunicata da Clemente IV, recuperata la libertà, dichiarata la repubblica con a capo Maria Scozia Tolomei, assediata da Ludovico il Bavaro e dall'antipapa Nicola V, nel 1336 subì la definitiva sottomissione a Siena. Da lì iniziò un periodo buio dovuto al dilagarsi della Peste Nera e alle frequenti incursioni degli Aragonesi. Il dominio senese terminò definitivamente nel 1559 quando la città venne annessa al Granducato di Toscana sotto Cosimo I De Medici. I Medici trasformarono Grosseto in fortezza. Fu iniziata la costruzione delle mura, venne creato l' Ufficio dei Fossi, mentre prosciugamenti e reti stradali cominciarono a prendere vita. La città venne arricchita di palazzi e chiese.
Solo con l'avvento dei Lorena e grazie a Pietro Leopoldo, la provincia di Grosseto fu separata da Siena ed ebbe podesteria e nuovi ordinamenti politici ed economici. Partito da Firenze Leopoldo Il, la città iniziò ad essere una delle tante piccole città italiane alla ricerca di una identità.
Passeggiando per Grosseto Il personaggio che più a contribuito allo sviluppo della città è certamente Leopoldo II, di cui è visibile un monumento in riconoscenza nella piazza principale. Il nucleo più antico di Grosseto è ancora oggi racchiuso all’interno di una poderosa cerchia muraria. Si tratta di mura esagonali, espressione del potere mediceo, risalenti al XVI secolo. I vertici delle mura terminano con possenti bastioni al cui interno si intrecciano gallerie, scalinate e magazzini che danno vita a un suggestivo e misterioso labirinto.
Il Cassero Senese, fu costruito in un solo anno dal 1344 al 1345, per volontà della Repubblica senese di difendere la città sia dagli attacchi esterni che dalle rivolte interne ed era collegato, attraverso le cortine murarie, ad altri tre casseri turriti. All'epoca della costruzione il complesso doveva avere un aspetto imponente nella circostante campagna paludosa con una torre di avvistamento, un cortile con porta ed antiporta, ma con l'intervento mediceo la struttura venne modificata profondamente.
Grosseto diventò il prototipo di città fortificata ed il Cassero, inserito nel bastione principale, rimase interrato di molti metri rispetto al nuovo piano di calpestio dell'anello bastionato. Il cortile compreso tra le due porte senesi venne voltato a botte e tutto il complesso assunse l'aspetto di un edificio tozzo ed imponente, circondato da un fossato navigabile. |
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Nella parte centrale della nuova Fortezza Medicea, cinquecentesca, vera cittadella militare destinata ad alloggiare una guarnigione, nonché ad assolvere funzioni di guardia e difesa, accanto al cassero sede del governatore militare, sorsero le caserme, un ospedale, i magazzini. Con la nuova destinazione militare, il complesso fortificato divenne l'opera più importante a controllo della città assumendo la struttura di una vera e propria fortezza di frontiera.
Corso Carducci è l’asse principale del centro storico, sul quale si affaccia la Chiesa di S. Pietro in stile romanico, la prima cattedrale cittadina, l’edificio religioso più antico di Grosseto.
Non distante si trova la Chiesa di S. Francesco, edificata nel XIII secolo dai monaci benedettini. La chiesa presenta una facciata in stile gotico e all’interno custodisce un Crocifisso di notevole pregio, probabilmente dipinto da Duccio di Buoninsegna. Dell’antico convento rimane anche il chiostro e un pozzo del 1590.
Meritano una visita anche il Duomo di San Lorenzo, all'interno del quale vi sono preziose opere di Maccari, Antonio Ghini, Girolamo di Benvenuto e Matteo di Giovanni. La torre campanaria risale al XV secolo, ma è stata completamente ristrutturata nel 1900.
Ancora da visitare, in città, il Museo civico di storia naturale, contenente sezioni di mineralogia, litologia, zoologia, paleontologia e botanica; il Museo archeologico e d’Arte della Maremma, il Museo d’arte sacra, la biblioteca chelliana, e l’acquario comunale. |
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Dintorni Il grossetano è una zona turistica molto rinomata che offre al visitatore sia località balneari di rara bellezza, che località termali, paesaggistiche e montane altrettanto interessanti.
La costa ha una grande varietà di paesaggi da godere in tutte le stagioni, si pensi ai pittoreschi borghi, alle spiagge dell’Argentario, all’isola del Giglio.
L’Argentario è un promontorio situato lungo la costa a sud della Toscana. Si estende in mezzo al Mar Tirreno per circa 13 km e culmina nel Monte Telegrafo di 635 metri di altezza. L'Argentario è caratterizzato da coste alte e da piccole spiagge e calette che d'estate diventano un'ambita mèta turistica. I centri principali sono Porto Santo Stefano e Porto Ercole.
Sulla costa ricordiamo anche i centri balneari di Follonica, il graziosissimo borgo di Castiglione della Pescaia, Marina di Grosseto, Massa Marittima. Quest’ultima è chiamata anche la perla della Maremma, per le sue bellezze artistiche ed architettoniche.
L’Isola del Giglio, al centro del Mar Tirreno a pochi miglia dal promontorio dell'Argentario, presenta una natura incontaminata ed un mare caratterizzato da acque cristalline color smeraldo e fondali ricchi e pescosi. L'isola ha il suo punto più alto nel Poggio della Pagana dove si può godere di un panorama mozzafiato. Le coste, che si sviluppano per 28 km, vedo l’alternarsi di scogliere di granito levigato a baie, calette e spiagge sabbiose. L’Isola del Giglio fa parte del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano, il più grande parco marino d'Europa che comprende tutte le sette isole principali dell'Arcipelago Toscano e alcuni isolotti minori e scogli: le Formiche della Zanca, l'Ogliera, lo Scoglio della Triglia, l'Isola Corbella, le Isole Gemini, l'Isolotto d'Ortano, l'Isola dei Topi e lo Scoglietto di Portoferraio all'Elba; le Isole della Cappa al Giglio; La Scarpa e La Scola a Pianosa; La Peraiola a Capraia; Lo Scoglio d'Africa a Montecristo e Palmaiola e Cerboli, nel canale di Piombino.
Sette isole principali, sette perle riemerse della collana che, come narra la leggenda, Venere perse nuotando nelle acque limpide del Mediterraneo. Circa 80 miglia (150 km) separano l'isola di Gorgona, la più settentrionale e anche la più piccola, da Giannutri, la più meridionale. In mezzo si trovano Capraia, Elba, Pianosa, Montecristo e Giglio. Come le perle di una collana, ogni isola è diversa dall'altra. Ogni isola conserva le tracce della sua storia, ogni isola è unica, originale, con un solo tratto in comune: la bellezza della sua natura.
L'area di Pitigliano, Sovana e Sorano, compresa nell’entroterra a sud di Grosseto, riveste un interesse ambientale, architettonico, storico e urbanistico che rendono la visita piacevolissima. La caratteristica che accomuna quest’area è il tufo, pietra friabile che, se da una lato si è prestato ad essere modellato dall'uomo in pittoreschi complessi urbani, ne ha anche decretato la fragilità. Inoltre, nel raggio di poche decine di chilometri non mancano attrattive di ogni genere, quali le fonti termali di Saturnia, i siti etruschi e gli insediamenti rupestri. Vitozza, è considerata il più grande insediamento rupestre dell'Italia Centrale. Il complesso è costituito da oltre duecento grotte di diverse dimensioni, talvolta anche su più piani, occupate dall'uomo dalla preistoria fino a metà del 1700, alle quali si accede lungo un suggestivo itinerario a piedi in mezzo a bella vegetazione. |
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Saturnia è una piccola frazione del comune di Manciano, definita "la città più antica della civiltà Italica". Sorge su di un grande blocco di travertino e nel passar dei secoli ha ospitato varie civiltà, dagli etruschi ai romani fino alle invasioni barbariche. Oggi attira i turisti principalmente per le vicine sorgenti di acqua calda sulfurea e gli annessi stabilimenti termali, nei cui pressi si può anche visitare un parco archeologico. La sua fama a livello internazionale si deve grazie alla particolare conformazione delle terme "pubbliche", le cosidette "cascate del Mulino"che vengono definite da molti un luogo magico e romantico. Situate a poche centinaia di metri dal centro termale privato, le suggestive cascate di acqua sulfurea sono alimentate dal torrente termale chiamato " Gorello" che, scorrendo fino al sottostante fiume Stellata, ha creato nel tempo vasche calcareee naturali dove è possibile immergersi, anche d'inverno, per beneficiare delle preziose proprietà terapeutiche delle acque.
Fino al 1880 la località di Vetulonia era un borgo medioevale sulla sommità di un colle, aveva nome Colonna di Buriano. In quell’anno venne individuato nei pressi un sito di un insediamento etrusco. Sette anni dopo un decreto di Re Umberto I le restituì l’antico nome di Vetulonia.
Oggi nei dintorni si può percorrere, in parte in auto e in parte a piedi, un interessante itinerario, la Via dei Sepolcri, tra i punti salienti dell’ampia necropoli sono i sepolcreti dell’età del Ferro, tombe, tumuli nei quali sono stati rinvenuti reperti delle varie epoche che fanno mostra di sé nel Museo Civico Archeologico. |
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Il monte Amiata si colloca nelle province di Grosseto e Siena. Con la sua altitudine di 1738 metri, domina a nord la Val d'Orcia (Montalcino, San Quirico, Pienza, Montepulciano), ad est le colline senesi (Chiusi, Chianciano, il Chianti) e a sud-ovest la grande distesa della Maremma (con Cinigiano, Pitigliano, Sovana, Scansano).
Le rigogliose faggete, le rocce dalle forme inconsuete, le ricche e fresche sorgenti, le miniere e una stentata agricoltura montana hanno dato a chi vive sulle pendici della montagna la coscienza di un'orgogliosa diversità. Reperti artistici nei centri del territorio del monte Amiata sono numerosi ed alcuni di eccelsa qualità. Infatti l'intero territorio amiatino ricade su un un'area in cui si sono accavallate e succedute le civiltà etrusca e romana, nel medioevo è stata un’importante crocevia tra la repubblica di Siena e i possedimenti pontifici, nonché terra attraversato da nord a sud dalla via Francigena: tutte motivazioni congeniali allo svolgimento di attività artistiche,concretizzatisi in presenze di autentiche opere d'arte, molte delle quali conservate nelle chiese, nei monasteri o nei castelli locali, altre purtroppo accolte nei musei e le pinacoteche di Firenze, Siena e Roma.
Enogastronomia La gastronomia tipica di Grosseto propone sapori tipici della cucina maremmana, caratterizzata soprattutto da sapori fort,i selvaggina, cinghiale, e formaggi. Saporite le pappardelle alla lepre, prosciutto e salsiccia di cinghiale, tortelli alla maremmana, zuppa alla marinara, “acquacotta”, una zuppa rustica di tradizione contadina a base di acqua, cipolla selvatica ed erbe aromatiche (veniva preparata nel bosco dai butteri), le“penne alla pecora” , triglie gravide, cinghiale alla cacciatora” cucinato con pomodoro, cipolla ed aglio, la “lepre in umido” cucinata con vino bianco, aceto, pomodori ed odori, pollo e agnello all'arrabbiata.
Tra i vini l’Ansonico, Bianco di Maremma, Rosso e bianco di Montepascali, il Morellino di Scansano, vino a denominazione di origine controllata.
Eventi Tante sono le manifestazioni tradizionali che Grosseto offre: tra queste ricordiamo la primavera maremmana, il salto della contessa, la rincorsa di san Lorenzo in agosto (patrono della città), la fiera del Madonnino, il torneo dei Butteri, il Raduno dei Maggerini, oltre a sagre legate alla gastronomia, come la sagra dello Gnocco e la festa dell’olio. Ancora la Mostra del Cavallo Maremmano in ottobre. La Corsa di Cavalli in Notturna in agosto e la Mostra Scambio del Minerale e del Fossile in dicembre.
Come Arrivare In Auto: Da Roma, Autostrada A12 e poi Superstrada 1; Da Livorno, Strada Statale 1; Da Siena, Strada Statale 73. In Treno: Grosseto è ben collegata dalla linea ferroviaria tirrenica Roma-Pisa. In Aereo: L'aeroporto più vicino è quello di Pisa. |
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