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IN PROVINCIA DI LIVORNO
LIVORNO
Livorno, situata sulla costa tirrenica, è il secondo centro industriale e commerciale della Toscana. E' sede dell'Accademia Navale.

Cenni Storici
Tre sono le ipotesi più accreditate circa la fondazione e l'origine del nome della città. Sembra che Livorno sarebbe stata fondata dal re dei Molossi, Ligure e per traslazione il centro sarebbe stato chiamato Ligura poi nel tempo Livorna ed infine l'odierno Livorno.

La seconda ipotesi assegna invece la paternità della città a Tirreno, re dei Lidi.

Cicerone, infine, narra di una cala, detta "Liburna", adatta ad ospitare alcune imbarcazioni note come "liburne" o "liburnie", sia del porto di "Labrone", che costituiscono, con buona probabilità, tanto i luoghi del primo insediamento della città di Livorno quanto la radice etimologica del suo stesso nome.

Conobbe i saccheggi delle orde barbariche: Goti, Longobardi e circa alla metà del VII secolo i Franchi. Nell'XI secolo il feudo venne affidato alla contessa Matilde, Marchesa di Toscana.

Livorno rimase nell'orbita politica di Pisa ancora nei primi secoli del secondo millennio d.C.. Poi, insieme a quest'ultima, subì l'egemonia di Genova che nel 1421 d.C. la vendette per 100.000 ducati a Firenze.

Parallelamente al declino del porto di Pisa, dovuto all'interramento degli approdi per i materiali trascinati a valle dall'Arno, Livorno subì un costante sviluppo sotto l'attenta ed oculata gestione della famiglia Medici. Prima vennero restaurate le torri a presidio del porto, poi rinforzate le strutture difensive e portuali, infine, l'architetto Buontalenti ne delineò il prospetto urbanistico a pianta pentagonale.

Nel 1496 d.C. la città fu protagonista degli scontri che coinvolsero da una parte Firenze e Carlo VIII re di Francia e dall'altra la lega che riuniva intorno al Papa la maggior parte dei comuni toscani, il duca di Milano e le forze dell'imperatore di Germania Massimiliano I. Grazie alla grande vittoria riportata, la famiglia Medici cominciò a considerare Livorno il favorito emporio marittimo sul Tirreno, tanto da ordinare la costruzione dell'Arsenale nella Darsena, erigere un nuovo faro, approntare le strutture del molo e lo scavo del canale dei Navicelli.

Nel 1736, la Costituzione Livorniana di Ferdinando I fece della città un porto franco a tutte le genti, garantendo esenzioni fiscali, libertà di culto e di commercio, diventando un’oasi di tolleranza per tutti i perseguitati religiosi, politici o razziali, arricchendosi dell’intraprendenza e delle usanze delle più disparate Nazioni straniere.
Sotto il granducato di Lorena, e la guida di Francesco e Pietro Leopoldo la città assunse, infine, l'attuale fisionomia urbana, espandendo la periferia lungo la costa ed alle spalle del porto e costruendo, oltre al quartiere commerciale della Venezia Nuova, anche quelle opere di utilità pubblica come il Cisternone, necessarie per soddisfare i bisogni di una cittadinanza sempre più numerosa.

Passeggiando per Livorno
Livorno oggi conserva nella cultura, nelle tradizioni e negli edifici, nella sua vivacità tutta l’eredità della sua originale storia. Infatti, passeggiando per le sue vie, si può gustare la testimonianza di culti ed usanze disparate, in cui si ritrova tutta la vita di un crocevia del Mediterraneo, gustandosi una gita in battello lungo i canali dei suoi Fossi seguendo l’antico perimetro pentagonale, costeggiando le cinquecentesche fortificazioni dal caratteristico colore rosato, per addentrarsi poi nella suggestiva atmosfera del quartiere della Venezia Nuova, costruito sull’acqua, da cui si apprezzano tramonti indimenticabili.

Una città legata indissolubilmente al mare che è parte integrante della sua vita, con la bellissima passeggiata tra giardini, piante profumate e chioschi che ha ispirato celebri pittori, gli eleganti stabilimenti balneari, il porto e le sue attività. Il patrimonio artistico delle sue chiese sei e settecentesche, le testimonianze del Barocchetto, un celebre dipinto del Vasari, pregevoli opere di Giovanni Baratta, bellissimi esempi di architettura Liberty, raffinate ville in cui soggiornavano abitualmente personaggi di fama internazionale, fanno della città dei “Quattro Mori”, che ha dato i natali ad Amedeo Modigliani, Pietro Mascagni, Giovanni Fattori, Francesco Domenico Guerrazzi, un centro tutto da scoprire. In città si possono percorrere diversi itinerari, come quello nel Quartiere della Venezia Nuova, o l’itinerario delle fortezze, o quello religioso.

Nel Quartiere della Venezia Nuova, partendo dal Ponte di S. Giovanni Nepomuceno, si arriva al Ponte di Marmo, il quale permette l’accesso alla Via Borra, la strada più grande ed elegante del quartiere e ricca di imponenti palazzi storici come il Palazzo del Monte di Pietà, il Palazzo delle Colonne e il Palazzo Huigens. Giunti al termine di Via Borra, attraversiamo il Ponte dei Domenicani per trovarci in prossimità della Chiesa di S. Caterina, forse la più originale della città per le sue dimensioni e forme. La chiesa di Santa Caterina si caratterizza per le sue forme rinascimentali, che richiamano le opere ben più note del Brunelleschi e del Bramante. La sua pianta è ottagonale e nella sua parte inferiore tradisce l'incompiutezza dell'edificio, la cui realizzata è stata piuttosto travagliata. La sua struttura è anche un rimando alle tondeggianti costruzioni classiche. La lanterna posta sulla sommità della cupola risale invece al 1869, realizzata da Dario Giacomelli. All'interno della chiesa si possono ammirare un dipinto del Vasari e gli affreschi settecenteschi del Terreni e del Traballesi. La tela del Vasari è posta dietro l'altare maggiore e rappresenta l'Incoronazione della Vergine. Sopra di essa campeggia il "Padre Eterno in Gloria", realizzato dal Traballesi nel 1758. I lavori del Terreni sono invece nella cappella della Madonna del Rosario, dove si può ammirare anche un presepe ligneo di Cesare Tarrini.

Proseguendo si attraversa via Scali del Refugio, sede dell’omonimo Palazzo del Refugio, e per via Scali Rosciano, sede dell’omonimo settecentesco Palazzo Rosciano. Prima di giungere in fondo alla via Scali Rosciano, girando a destra per Via delle Acciughe, ci troviamo di fronte la Piazza del Luogo Pio, dove possiamo ammirare la Chiesa di S. Ferdinando, ricca di opere del tardo barocco.

Continuando l’itinerario religioso, evidenziamo il duomo che, pur essendo stato completamente ricostruito nel secondo dopoguerra, conserva le caratteristiche dell'originale impianto progettato e realizzato tra il 1594 ed il 1606 dagli architetti Pieroni e Cantagallina. Al suo interno opere d'arte e decorazioni sono quelle autentiche, scampate ai bombardamenti, così come sono state miracolosamente ritrovate le campane della torre originaria, anch'essa ricostruita nel 1953. La chiesa della Madonna venne fatta costruire nel 1836 dalla Deputazione della Patria Impresa, un'associazione cittadina che raccoglieva pubbliche offerte, per ringraziare la Vergine Maria di aver fatto cessare una violenta epidemia di colera. La chiesa ha una pianta a croce latina a tre navate ed una facciata a capanna realizzata con materiale locale. Dal 1882 è stato collocato nel frontone l'orologio che prima campeggiava sulla facciata del Duomo. La chiesa presenta numerose cappelle, nelle quali si conservano opere d'arte di alcuni dei migliori scultori del XIX secolo.

La “vocazione ecumenica” di Livorno, nata dalla reciproca tolleranza tra le numerose comunità, viene “rivissuta” attraverso testimonianze architettoniche lasciate nel tessuto urbano. Partendo da Via Verdi troviamo la Chiesa Anglicana ed in prossimità del Cimitero Inglese la Chiesa Libera Evangelica. Attraversando Piazza Cavour e procedendo sugli Scali Olandesi possiamo visitare la Chiesa degli Olandesi, mentre immancabile sarà l’appuntamento di Piazza Benamozegh con il Tempio Israelitico a due passi dal Duomo di Piazza Grande. Prendendo Via Grande e procedendo verso nord, giriamo a sinistra in via della Madonna, dove sono situate la Chiesa dei Greci Uniti e la Chiesa degli Armeni.

Diverse sono le fortificazioni presenti in città. Tra queste la più antica è la Fortezza Vecchia, a ridosso del Porto Mediceo. I lavori partirono nel 1506, quando l'architetto Antonio da San Gallo venne chiamato a Livorno per studiare un progetto di fortificazione che potesse inglobare due strutture pisane preesistenti, il Mastio di Matilde e la Quadratura. Nel 1543 Cosimo I fece costruire in cima alla Fortezza Vecchia la sua residenza, purtroppo distrutta dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

Proseguendo lungo la Cinta Esterna giungiamo al Forte San Pietro, e quindi arriviamo in prossimità della Fortezza Nuova. La Fortezza Nuova rientra nel progetto buontalentiano di Livorno, commissionato da Francesco I dei Medici, ma la sua realizzazione fu postuma. Alla fine del ‘600, durante i lavori di costruzione dei nuovi quartieri di Venezia e San Marco, ne fu abbattuta una parte, per dare spazio alle nuove appendici della città.La Fortezza continuò ad essere utilizzata ai fini militari fino alla fine della seconda guerra mondiale.

Un Fosso circonda la città costeggiando le mura pentagonali comprendenti le due Fortezze, costituendo un collegamento tra città vecchia e nuova. Vera caratteristica di Livorno, visitabili anche via acqua con il suggestivo tour in battello, i Fossi Medicei oggi sono una via d’acqua che si inserisce nel tessuto urbano.

Tra i musei da visitare ricordiamo il Museo Provinciale di Storia Naturale che accoglie collezioni petrografiche, zoologiche, paleontologiche e preistoriche del territorio provinciale. Il Museo Progressivo d'Arte Contemporanea. La Pinacoteca Civica G. Fattori con raccolte di dipinti e disegni dell'800 e '900, materiale preistorico, oggetti romani ed etruschi.

Dintorni
In provincia vi sono diverse località di particolare interesse turistico. Percorsi attrezzati per trekking e mountain bike, a pochi chilometri dalla città, permettono di addentrarsi in una macchia mediterranea incontaminata, magari seguendo le gallerie, le edicole e le scalinate in pietra arenaria del settecentesco Acquedotto. Spostandosi di qualche chilometro troviamo sulla costa Cecina, cittadina moderna e rinomato centro turistico e commerciale. Mentre Piombino si estende sulla punta meridionale del promontorio omonimo, di fronte all’Isola d’Elba. Oltrepassandone la zona urbana più moderna, legata al porto e alle attività produttive, l'antico centro storico è affacciato su uno dei più suggestivi panorami marini del Tirreno. Dal vecchio borgo si aprono alla vista le acque azzurre del canale di Piombino, l' Elba e le isole minori che delimitano l'orizzonte. La zona a nord della città corrispondente alle coste del promontorio,con piccole spiagge situate in piacevoli insenature rocciose,si caratterizza per profondi fondali eccezionalmente azzurri. In questi tratti, in corrispondenza di un paesaggio roccioso che scende velocemente verso il mare ,troviamo una vegetazione di bosco e macchia mediterranea integra nel suo rigoglioso splendore e nei suoi inconfondibili aromi, con alcuni esemplari, unici nella loro specie, come la palma nana che è possibile ammirare anche navigando sottocosta.

A sud la costa, corrispondente al territorio del ridente centro di Riotorto, si caratterizza per la presenza di bianchi arenili di sabbia finissima che si estendono a perdita d'occhio sino alle colline della provincia grossetana frequentemente delimitate da pinete e da piante tipiche della maremma.

Tra le mete turistiche più note in provincia di Livorno è l’Isola D’Elba. Qui si rimane affascinati da una natura ancora intatta e ricca di vita,  i borghi e i comuni con la loro storia millenaria, che ha visto nei secoli gli influssi culturali e genetici di tutte le civiltà che si sono affacciate sul mediterraneo, una realtà geologica unica al mondo, panorami mozzafiato sulla costa Toscana, la Corsica e tutte le Isole minori dell'arcipelago toscano; ambienti naturali diversi come la scogliera, la duna, la gariga, la macchia, e il bosco, vette rocciose, calette, un mare limpido, la ricchezza della flora e della fauna, determina un territorio tutto da gustare e da scoprire.

Enogastronomia
Livorno ha conservato una sana e genuina cucina marinara. Il piatto tipico per eccellenza è il cacciucco, zuppa di pesce con sugo denso e saporito arricchita con crostini di pane; oltre a questo ricordiamo le cieche alla salvia, i fruttini, la zuppa di arselle, la schiacciata, lo stoccafisso alla livornese, le triglie alla livornese, la torta di ceci. Tra i dolci ricordiamo le roschette, dolce tipico della Pasqua ebraica, adottato dai livornesi in tempi remoti. Oggi si prepara in diverse versioni, dalle più semplici e spartane, alle più dolci e raffinate. Delizioso è il ponce, bevanda a base di rhum e caffè. Tra i vini il  Chianti, Montescudaio, bianco di Monteregio.

Eventi
Ricordiamo tra gli eventi cittadini i festeggiamenti per Sant’Anna in luglio. La Coppa Barontini, ossia la gara remiera tra i rioni della città nei caratteristici  Fossi, sempre in luglio, e la  Coppa Liburna, una gara automobilistica per il campionato rallies nazionale in settembre.

Come Arrivare
In Auto: Autostrada A12, da Genova; Autostrada A11 e poi A12, da Firenze; Strada Statale SS1 Roma-Grosseto; Strada Statale SS555 da Firenze.
In Treno: I collegamenti principali si hanno con Firenze, Pisa, Genova e Roma.
In Aereo: L'aeroporto più vicino a Livorno è l'aeroporto Galileo Galilei di Pisa.

Da non perdere