IN PROVINCIA DI MEDIO CAMPIDANO
MEDIO CAMPIDANO
In seguito alla legge regionale n. 9 del 2001 e successive integrazioni, è stata effettuata una nuova ripartizione del territorio della Regione Autonoma della Sardegna. La Provincia del Medio Campidano, tra le quattro nuove della Sardegna, si affaccia ad ovest sul Mar di Sardegna, confina a nord con la Provincia di Oristano, ad est con la Provincia di Nuoro, a sud con le Province di Carbonia-Iglesias e di Cagliari. Le modifiche hanno assunto piena operatività a partire dal maggio 2005, quando si sono svolte le elezioni per rinnovare tutti i Consigli provinciali.
Provincia del medio Campidano Tutti i comuni della nuova provincia del Medio Campidano provengono dalla vecchia Provincia di Cagliari: Arbus, Barumini, Collinas, Furtei, Genuri, Gesturi, Gonnosfanadiga, Guspini, Las plassas, Lunamatrona, Pabillonis, Pauli arbarei, Samassi, San Gavino Monreale, Sanluri, Sardara, Segariu, Serramanna, Serrenti, Setzu, Siddi, Tuili, Turri, Ussaramanna, Villacidro. La sede provvisoria degli uffici, in attesa della formalizzazione della scelta del capoluogo da parte del Consiglio Provinciale, è stata istituita a Sanluri. Il Consiglio Provinciale ha in corso una discussione sull'opportunità di decentrare la sede del Consiglio a Villacidro.
Sanluri Cenni storici La campagna di Sanluri era abitata sin dai tempi più antichi, ossia sin dall’epoca dei nuraghi. Alcuni storici hanno ipotizzato l’esistenza di un tempio e un insediamento in epoca romana. Ma la vera e propria storia di Sanluri comincia nel Medio Evo, come piccolo borgo che si sviluppò talmente tanto che ai primi del 1300 divenne capoluogo della curatoria di Nuraminis, cui apparteneva. Il suo fortunato e veloce sviluppo fu favorito dalla sua posizione strategica (su una collina, al confine tra il giudicato di Cagliari e quello di Arborea) e dalla fertilità delle sue terre. Proprio per la sua posizione Sanluri fu molto contesa durante le guerre tra gli Aragonesi -provenienti dalla Spagna- e i Sardi del giudicato di Arborea. Un ruolo di primo piano in queste vicende assunse la presenza del castello, tutt’ora esistente, che fu scenario di intense vicende politiche e militari. Gli Aragonesi, capeggiati dal re Martino il Giovane, in una feroce battaglia nota come Battaglia di Sanluri, nel 1409 sconfissero i sardi e saccheggiarono e distrussero il borgo. Alla morte di Martino il Giovane, avvenuta poco dopo a causa della malaria, il borgo venne ricostruito e il castello riparato dai danni subiti. Come feudo Sanluri era appartenuto sin dal XIV secolo alla famiglia catalana dei Santa Pau che lo mantennero fino all’inizio del XV. Dopo diverse vicende che videro anche il castello al centro di nuove lotte, il feudo di Sanluri venne ceduto nel 1479 alla famiglia Castelvi’ che ne mantenne il possesso fino alla dominazione piemontese nel XVIII secolo per poi passare, per mancanza di successori diretti, a un ramo collaterale della famiglia. Intanto il borgo si era notevolmente ingrandito: era diventato un grosso centro, con una nuova fisionomia: nel 1608 venne costruito su un colle accanto al paese una chiesa dedicata a San Francesco e un convento. La fine della storia feudale di Sanluri si ebbe quando il re del Piemonte Carlo Alberto emanò l’editto concernente l’abolizione del feudalesimo e Sanluri iniziò a diventare un prosperoso centro comunale. |
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Passeggiando per Sanluri Dal punto di vista turistico Sanluri offre diverse opportunità al visitatore: il richiamo maggiore è esercitato dalla presenza del Castello Giudicale, l’unica fortezza medievale rimasta integra e visitabile in Sardegna; il borgo che si estende a sud del castello è stato oggetto di un’attività di recupero che oggi lo rende gradevole a chi si voglia addentrare nei viottoli pavimentati con il tradizionale ‘acciottolato’. Interessanti le chiese molto antiche come San Pietro, nella piazza principale quasi di fronte al palazzo municipale che, per lungo tempo chiusa al pubblico, è stata restaurata di recente e restituita ai Sanluresi. E' ancora il borgo antico ad ospitare una delle chiese più importanti per i sanluresi, San Lorenzo infatti, pur non essendone il patrono, ricopre un ruolo importante e la chiesa a lui dedicata viene aperta in occasione dei festeggiamenti del 10 agosto , della festa del borgo e di altre occasioni estemporanee, matrimoni etc . La chiesa di San Martino, sulla strada per Samassi, che ogni sabato ospita il mercato, anch’essa recentemente restaurata, viene aperta al pubblico in occasione della sagra di San Martino la prima decade di novembre. La parrocchia di Nostra Signora delle Grazie in centro, nei pressi del palazzo comunale, conserva alcuni piccoli capolavori di arte sacra recentemente restaurati e restituiti al pubblico e ai fedeli. Il restauro del Palazzo Comunale appena concluso ha riportato alla luce lo splendore del palazzo che occupa il posto dell'antica chiesa di Sant'Elena. Ricordiamo inoltre il Museo risorgimentale è situato all'interno del castello medievale, che merita senz'altro una visita e il Museo etnografico dei Padri cappuccini, all'interno del convento, allestito nel 1991; in esso vi è una vasta raccolta di notevole interesse in vari campi: arte sacra, archeologia, artigianato locale e arti e mestieri esercitati dai frati. |
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Dintorni La provincia del Medio Campidano, è situata nella parte meridionale della Sardegna. Il suo territorio, è un alternarsi di pianure, dolci coline e paesaggi montani, capaci ovunque di offrire lo spettacolo di una natura rigogliosa e multiforme. Nella parte settentrionale, si trova la sub regione della Marmilla, territorio prettamente agricolo. Caratterizzato da zone collinari e le tipiche giare, altipiani popolati da numerose e diverse specie faunistiche. La più nota, soprattutto per la presenza dei famosi cavallini, è la giara di Gestori, che appartiene anche ai comuni di Tuili, Setzu e Genoni (quet'ultimo, a seguito della costituzione delle nuove province, recentemente confluito nella provincia di Oristano). La parte centro-occidentale della provincia, è caratterizzata da zone montuose e valli fortemente incise, gole e cascate, come quelle bellissime di Sa Spendula nel comune di Villacidro. Villacidro ha conservato un centro storico armonico, con il maestoso palazzo comunale recentemente restaurato, le chiese, il lavatoio in stile liberty. I dintorni inoltre rappresentano un angolo di Sardegna assolutamente da visitare con i suoi boschi incontaminati, le maestose vette granitiche, i ruscelli e le cascate. La catena del Linas è la terra più antica di tutta la Sardegna, quindi dell’intera Europa. Il suo ambiente suscita appunto grandissimo interesse per la storia, il paesaggio, la fauna e la flora ivi presenti. |
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I monti sono in prevalenza di scisti e graniti erosi dal tempo e dagli agenti atmosferici. Essi, pur raggiungendo un’altezza considerevole per la Sardegna, appaiono arrotondati, con i profili poco ripidi, dolci, di facile accesso. L’orografia è tormentata e irregolare: alle cime spianate e al contorno sinuoso delle alture, si contrappongono impervie gole, precipizi, baratri, strapiombi, dirupi, luoghi scoscesi e inaccessibili. Dai monti il panorama è notevolissimo, con lo sguardo si visita buona parte della Sardegna meridionale e centrale: il Campidano, con il favore di giornate limpide la sagoma della Sella del Diavolo, il mare da S. Antioco fin sopra Oristano, il Serpeddì, la Giara, il maestoso Gennargentu, il monte Arci, l’Arcuentu. Dalle sue pendici sgorgano molte sorgenti, quasi tutte perenni, mentre i numerosissimi torrenti, sono quasi tutti stagionali; in estate quasi dappertutto l’acqua si ritira in qualche pozza e permette la fioritura lungo l’alveo di una variegata vegetazione, dalla profumata menta selvatica ai bellissimi oleandri variamente colorati. La parte nord-occidentale del Medio Campidano, è sovrastata dai monti dell'Arburese, sui quali dominano il monte Arcuentu (ex camino vulcanico). Collegate al vulcanismo passato sono anche le Terme di Sardara, ed i monumentali Basalti Colonnari di Guspini. Anche il Medio Campidano, grazie al territorio di Arbus, può vantare una fascia costiera di grande rilevanza ambientale e turistica. Importante comune, con un territorio tra i più eterogenei e vasti della Sardegna, Arbus presenta una zona costiera con varie tipologie morfologiche. Oltre 40 km di coste, basse e sabbiose, alternate da piccole insenature e falesie di varia composizione. Incantevole e affascinate la costa tra Pistis e Torre dei Corsari. Molto conosciute e mete di tantissimi turisti e visitatori, anche le spiagge di Scivu, Piscinas e Torre dei Corsari che si addentrano nell'entroterra per alcuni chilometri con dune alte decine di metri, recentemente premiate con le cinque vele blu. |
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Resti archeologici sono quasi ovunque nel territorio, con siti di grande rilevanza tra i quali il complesso nuragico Su Nuraxi di Barumini, Neapolis, nel territorio di Guspini, Sant'Anastasia di Sardara, il nuraghe di Genna Maria a Villanovaforru, Nuraxi Fenu di Pbillonis. Importanti testimonianze anche se legate al recente passato, sono i siti minerari di Ingurtosu (Arbus) e Montevecchio (Guspini) che oggi, sotto l'egida dell'UNESCO, fanno parte del Parco Geominerario della Sardegna, primo parco Geominerario, storico e ambientale del mondo. Sono rappresentati da castelli, case, ville e palazzi di vario genere, edifici o luoghi con un particolare significato. Tra questi, il Lavatoio in stile Liberty e la casa natale di Giuseppe Dessì a Villacidro, i centri satirici di Salnluri, l'ex-Montegranatico di Arbus, i ruderi dei castelli di Las Plassas e Monreale (nel territorio di Sardara), oppure ben conservati, come quello d'Eleonora d'Arborea di Sanluri. Importanti e interessanti sono anche le tante chiese presenti in tutto il territorio, come la chiesa dell'Assunta delle Grazie di Guasila, opera del Cima, la chiesa di Sant'Anastasia di Sardara, circondata dall'omonima area archeologica e la chiesa di Santa Maria di Malta a Guspini. Testimonianze storiche e preistoriche si trovano anche nei vari musei presenti nelle diverse località della provincia. Tra questi, i musei archeologici di Sardara, Sanluri, e Villanovaforru, il museo naturalistico de Sa Corona Arrubia, nella Giara di Siddi, e quello del coltello sardo di Arbus. Enogastronomia Del medio campidano, rispecchia le caratteristiche di semplicità e genuinità della cucina tipica sarda. La carne regna sovrana, come il tradizionale porchetto sardo, rigorosamente arrostito con lo spiedo. Altrettanto gustosi sono l'agnello ed il capretto. Il formaggio sempre presente e rappresenta una delle voci commerciali più importanti dell'economia sarda: il pecorino romano (così chiamato per il tipo di lavorazione ma sardo a tutti gli effetti) e il pecorino sardo. Altro prodotto di eccellente qualità è il miele. Tra i piatti tipici, i classici malloreddus alla campidanese, al sugo di pomodoro e salsiccia, e i ravioli, a base di ricotta o di patate. Altro piatto tipico è la fregola, un particolare formato di pasta che si può condire in diversi modi oltre che utilizzata nelle minestre. Tra i dolci tipici, le sebadas, le pardulas e i pabassinus. Tutte le pietanze trovano il giusto abbinamento grazie alle eccellenti produzioni vitivinicole: Monica e Cannonau, Nuragus, Fermentino di Sardigna. Eventi Il comune di Sanluri è ricco di eventi, iniziative pubbliche e private, concerti, mostre, spettacoli che vengono organizzati nell'arco dell'anno dalle varie associazioni. Un’occasione particolarmente interessante per conoscere il borgo antico, che unisce alla piacevolezza del luogo i colori di una sagra popolare, è la Festa del Borgo, che ogni anno a fine settembre viene organizzata con la collaborazione della Pro Loco dagli abitanti e commercianti del borgo stesso allo scopo di ‘aprire le porte ’ delle case più tipiche del centro storico di Sanluri e le sue tradizioni culinarie e artigiane. A fine giugno si ricorda la battaglia di Sanluri in cui i sardi arborensi vennero sconfitti dagli aragonesi. A Sanluri si organizza una manifestazione culturale in cui attraverso convegni, mostre e manifestazioni in vari luoghi storicamente significativi del paese si ripercorrono i principali avvenimento storici e se ne discutono significati e implicazioni. San Lorenzo il 10 agosto e’ forse la festa più famosa di Sanluri. Le manifestazioni religiose e civili si svolgono nel cuore ‘commerciale’ del paese, via Carlo Felice e dintorni, e in Piazza San Pietro che per una settimana diventa una zona quasi pedonale per consentire alla processione di transitare e alle bancarelle di rallegrare l’estate di chi ha preferito Sanluri al mare. Da qualche anno l’organizzazione ha abbinato alla manifestazione anche un palio. Per la festa di San Martino l’11 novembre riti religiosi e civili si mescolano armoniosamente, strade e piazze della cittadina si animano non solo grazie alla solenne processione religiosa, in cui il simulacro del santo viene condotto nella chiesa di San Martino, ma anche di balli, concerti, spettacoli folk e degustazioni di prodotti locali. |
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