NUORO
Posta all'interno del golfo di Orosei, Nuoro sorge su di un altopiano tra le due valli del rio dell'Oliena e del torrente Isalle. Anche se il paesaggio turistico è piuttosto austero, Nuoro offre però un contatto umano con una natura ancora intatta.
Cenni Storici Nuoro nasce come insediamento nell'età bizantina. Ma come centro documentato compare solo nel XII secolo. Due secoli dopo, quando viene conquistata dagli Aragonesi, che la includono nella diocesi di Alghero, è già notevolmente ingrandita. Con la dominazione spagnola inizia per Nuoro un susseguirsi di passaggi da un feudatario all'altro. Nel 1720 i Savoia ottengono l'isola trovando la popolazione molto disagiata. Nel 1830 Nuoro viene dichiarata città e nel 1848 capoluogo di provincia.
Passeggiando per Nuoro La città è sovrastata dal Monte Ortobene, dalla cui cima si ha uno straordinario panorama su tutta la Barbagia, il Supramonte di Orgosolo e Oliena.
Il suo centro storico mostra due aspetti ben distinti: quella della moderna città e quella dei vecchi quartieri di San Pietro e Séuna, con le stradine strette e le case basse dai muri a secco.
Il centro storico è raccolto attorno al Santuario della Madonna delle Grazie, edificata negli anni Cinquanta sull'omonima piazza e alla Cattedrale di S. Maria della Neve, costruita nei primi Ottocento in stile Neoclassico.
Graziose sono le chiesette campestri di Nostra Signoria della Solitudine del XVII sec., con le spoglie di Grazia Deledda, e di Valverde, e la Casa Natale di Grazia Deledda, la più grande scrittrice sarda a cui venne conferito nel 1926 il premio Nobel per la Letteratura. All'interno della casa sono conservati gli oggetti personali dell'autrice, fotografie e manoscritti.
La Chiesa della Solitudine è stata menzionata più volte nei romanzi della scrittrice. Si trova sulle pendici del Monte Ortobene da cui si gode un magnifico paesaggio delle vallate.
Rilevante la presenza museale che rappresenta il maggiore interesse della città apprezzabile mediante un interessante itinerario. Il Museo SpeleoArcheologico espone una chiara sintesi delle ricche vicende preistoriche e protostoriche; il Museo della Vita e delle Tradizioni popolari sarde, situato sul colle di Sant'Onofrio e aperto nel 1976, è dedicato alla rappresentazione del folclore, dell'artigianato e della cultura popolare sarda, comprendendo una sezione interamente dedicata ai costumi tradizionali e a oggetti di uso comune, una ricca raccolta di arnesi degli antichi mestieri e sale per la esposizione delle più famose maschere del Carnevale barbaricino (mamuthones, insokatores di Mamoiada, merdùles, bòes di Ottana e thurpos di Orotelli). |
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Dintorni La configurazione del territorio nuorese è estremamente varia dove si alternano monti, altipiani di diversa natura e profondi valli. Il suo territorio risponde alle subregioni naturali della Baronia, dell'Ogliastra e di Quirla, affacciate a est sulla costa Tirrenica, della Barbagia, con Nuoro, e del Sarcidano nel cuore della Sardegna, del Logudoro nella parte più meridionale, della Planargia prospiciente a ovest il mar di Sardegna. E' la provincia mediamente più elevata dell'isola che comprende gran parte del massiccio del Gennargentu con la massima elevazione di Punta La Marmora di 1.834 metri.
La presenza dell'uomo su quest'area risale alla preistoria, come attestato da ritrovamenti in diverse località della provincia, e attestata è anche la presenza di civiltà nuragiche che hanno lasciato numerosi siti. La città di Nuoro e il territorio circostante conservano le testimonianze di un passato, dal paleolitico all'età del bronzo- (3500-230 a.c.) in trenta e più siti archeolgici: dalle Domus di Borbore, Maria Frunza Tanca e S’ena ai nuraghi di Sa Tanca Manna e Ugolio inglobati nel centro urbano, al villaggio nuragico di Noddule con il suo pozzo sacro, il nuraghe trilobato, la capanna delle riunioni, la tomba di giganti, sulla strada Nuoro-Bitti al km 13.500.; ai nuraghi del territorio comunale: Tertilo, Orizanna, Curthu, Nurdole. Partendo dalla città è possibile raggiungere in breve tempo suggestive e famose località di interesse naturalistico, speleologico e interessanti siti archeologici:Tiscali, Sa sedda e sos carros, Serra Orrios, S’Ena e Thomes Su Tempiesu, Romanzesu.
Altra meta sono i laghi del nuorese, tutti artificiali, ma non per questo meno suggestivi di altri. Articolati fra numerose vallette e distesi lungo le solcature dei torrenti, offrono luoghi incantevoli di ristoro, attrezzati anche al pernottamento e occasioni di sport, come la canoa, escursionismo e fotografia naturalistica. Di grande bellezza è quello di Gavoi, immerso in una natura rigogliosa, attorniato da numerosi siti archeologici, altrettanto belli sono il Mulargia (Orroli), il Flumendosa (Isili); Alto Flumendosa (Villagrande); Cuchinadorza (Teti) e Benzone (Olzai). |
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Ricordiamo il Gennargentu, una cresta montana molto accidentata, compresa nel territorio dei comuni di Fonni, Desulo, Aritzo, Arzana e Villagrande, culminante in un ampio semicerchio di cime, tutte intorno ai 1800 metri. La più alta è Punta La Marmora (1834 m.), così chiamata in onore del generale Alberto La Marmora, autore di numerosi trattati sulla natura della Sardegna. Il Gennargentu è prevalentemente formato da scisti, che conferiscono al paesaggio un aspetto ondulato, da cui emergono numerosi filoni di porfidi. In questo luogo Supramonte è uno degli ambienti più selvaggi e disabitati rimasto in Europa. E’ pertanto un’immensa riserva, destinata ad avere sempre maggiore importanza dal punto di vista naturalistico e turistico.
Esiste in Europa, un’unica, lunghissima falesia che precipita per 40 chilometri dentro un mare dalla acque profonde, ora marcatamente blu, ora smeraldine, ora ricamate da delicate sfumature, spesso ribollenti di schiuma sotto le sferzate del grecale, dove qua e là si aprono calette irreali, di bianchissima sabbia, che paiono rubate dai sogni. E’ la costa del Golfo di Orosei che abbraccia i comuni di Baunei e Dorgali, da Santa Maria Navarrese a Cartoe. Il suo interno ha la stessa copertura calcarea e forti analogie di paesaggio con il Supramonte, di cui rappresenta la naturale appendice a mare.
Tra le mete turistiche balneari più note sono San Teodoro dove il paesaggio è un vero e proprio monumento d'arte, e la natura ha posto in opera un capolavoro fatto dagli imponenti monti, dalle gentili vallate, dalla lussureggiante vegetazione, tutto impreziosito dalla cordialità e generosità delle popolazioni locali. Vicino si trova lo stagno di San Teodoro, zona umida e ricca di uccelli. Da qui si possono vedere l'isole di Tavolara e di Molara.
Arbatax, situata alla base del suggestivo capo Bellavista, nel nuorese, sulla costa est dell’isola di Sardegna, si sviluppa attorno ad un’imponente torre del Seicento.Rinomato centro turistico è nota oggi soprattutto per le suggestive scogliere fatte di porfido rosso, che si ergono tutt’intorno al porto. Ed ancora ricordiamo Bose, cittadina marinara, una delle antiche capitali della Sardegna. La vicina costa offre spiagge accoglienti e scogliere pescose. Un porticciolo turistico permette l'approdo delle barche da diporto.
Eventi Le peculiarità delle lunghe feste campestri e delle sagre della Sardegna sono note agli studiosi e ai turisti. Il fascino dell'antico affiora ancora nell'esteriorità delle feste attuali con la sfilata dei costumi tradizionali di ogni parte della Sardegna, canti e danze tipiche.
A carnevale, accanto al nuovo, sfilano le antiche maschere tragiche, quali i mamuthones, boes, merdules, ecc., le cui origini risalgono ai riti misterici dionisiaci. Il 10 maggio, una folla di cavalieri ritorna a Nuoro dal novenario di S. Francesco. In agosto la Festa del Redentore una processione in costume e festival del folclore. La statua del Redentore è tra le venti statue che la chiesa di Roma fece costruire per il Giubileo e che vennero regalate ad altrettante città italiane e tra queste c'era anche il capoluogo barbaricino.
Da allora in poi i nuoresi, nell'ultima domenica d'agosto, vestono a festa i loro carri e i cavalli e invitano tutti i gruppi regionali a sfilare con i loro vestiti tradizionali. Per i nuoresi però la vera festa si svolge tra gli alberi secolari del Monte Ortobene. È, infatti, vicino alla statua del Redentore che Nuoro si raccoglie, con le autorità religiose e civili in prima fila, ad assistere alla celebrazione della messa.
A fine estate ricordiamo la Mostra dell'Artigianato e dell'Arredamento Nuorese. Rassegna Internazionale Corale e Polifonica Città di Nuoro.
Enogastronomia La cucina di Nuoro è particolarmente legata ai prodotti della pastorizia. Tra i piatti tipici troviamo pane carasau, formaggi dolci, sabadas, i “cucurgiones”, dei ravioli ripieni al formaggio, patate e menta; i “maharrones de busa” che vengono conditi con salsa al pecorino. Tra i secondi la carne d'agnello che ritroviamo in ricette come la “trattalia” (a base di interiora di agnello) e “sa ventredda” . Tra i dolci il più famoso è sicuramente l'”aranzada”, un dolce a base di fili sottili di arancia cucinati nel miele e ricoperti di bastoncini di mandorla, torroni, aranciate nueresi, biscotti locali, suspirus. Tra i vini vi segnaliamo il Mandrolisai ed il Vermentino di Gallura, Rosso di Oliena, Vernaccia, Cannonau, Perda Rubia.
Come Arrivare In Auto: Nuoro è raggiungibile da Porto Torres e Alghero attraverso la super strada 131 fino a Macomer, la statale 129 fino alla stazione di Oniferi e la superstrada 131 bis; da Cagliari e Oristano attraverso la 131 e la 131 bis; da Olbia attraverso la strada 131 bis, eccetto un breve tratto di strada tra Padru e San Teodoro da percorrere sulla strada statale 125. In Treno: Le linee ferroviarie sono limitate ma mettono in comunicazione Macomer, Cagliari e Sassari. In Aereo: L'aeroporto più vicino è quello di Oristano, oppure Aeroporto di Olbia. In nave: Il porto più vicino è quello di Olbia, situato a poco più di 100 km da Nuoro. |
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