IN PROVINCIA DI OLBIA TEMPIO
OLBIA TEMPIO
Olbia è situata sulla costa nord-orientale della Sardegna. La città si estende in un tratto di pianura sulla riva dell'omonimo Golfo. A 45 Km da Olbia si trova Tempio Pausania..immersa nel verde e nel fresco tipici dell'interno, ai piedi del monte Limbara, a pochi chilometri dall'incantevole Lago Liscia.
Cenni Storici su Olbia Una fondazione greca della città di Olbia è attualmente in discussione da parte degli studiosi. Sicura è invece la fondazione della colonia cartaginese intorno alla metà del IV secolo a.C., situata in fondo al golfo e munita di cinta muraria. Nel 238 a.C. Olbia entra definitivamente nell’orbita romana, accrescendo col tempo la sua prosperità grazie alla felice posizione strategica. Il suo porto, il più prossimo alle coste del Lazio, oltre ad essere il principale punto d’imbarco del grano sardo destinato a Roma, era assai importante come base militare e commerciale, inserito al centro di una rete di traffici con la costa tirrenica della Penisola, dell'Africa e della Spagna. La città romana divenne così il centro più rilevante della costa orientale sarda, e molto probabilmente insignita del titolo di municipium. Con la rovina di Roma e la conquista vandalica (466) Olbia entra in uno dei periodi meno conosciuti della sua lunga storia. Cinquanta anni dopo la riconquista della Sardegna da parte delle truppe di Bisanzio (534), alla fine del VI sec. d. C., la città compare come sede vescovile, ma con un nuovo nome, Phausiana, ed anche per ciò si è pensato ad uno spostamento dell’abitato qualche chilometro più all’interno. Nel 1113 la città riappare nelle cronache della storia col nuovo nome di Civita. Capitale del Giudicato di Gallura, la rinascita di Civita è collegata anche alla ripresa delle attività del suo porto, conseguente all’allontanamento della minaccia araba. Col tempo il Giudicato di Gallura perdette sempre più la sua autonomia, passando progressivamente sotto l’influenza di Pisa e della famiglia Visconti, fino a che nel 1296, alla morte di Nino Visconti, il Giudicato di Gallura venne confiscato dalla potente Repubblica Marinara. La presenza pisana portò ad un ulteriore mutamento del nome della città in Terranova, nome che perdurò per molti secoli ancora. Nel 1323 iniziò la conquista della Sardegna da parte degli Aragonesi, e Terranova fu una delle prime città a cadere in mano spagnola. La città fece dapprima parte della signoria e quindi della baronia di Terranova, e quindi elevata al rango di marchesato nel 1579. Durante questi secoli il centro conobbe un inesorabile decadimento: al progressivo interro del golfo, diventato inagibile o quasi, si aggiunse il flagello delle incursioni piratesche. All’indomani della grave carestia che colpì l’intera Isola nel Seicento, alla fine del secolo il paese non contava che 240 abitanti! Le cose cominciarono a migliorare lentamente, ma costantemente, a partire dal 1718, anno in cui, col Trattato di Londra, la Sardegna passò a Vittorio Amedeo II di Savoia in cambio della Sicilia. Terranova cominciò ad avvantaggiarsi subito della politica riformistica di Carlo Emanuele II che reinserì la Gallura nel circuito degli scambi tra la Corsica, la Francia del sud e Genova. La ripresa divenne definitiva ed accelerata con la riunificazione del Regno d’Italia e lo spostamento della capitale a Roma (1870), che rese nuovamente privilegiato il porto di Terranova, più prossimo alla penisola. Sotto il Fascismo, nel 1939 venne deciso di ripristinare l’antico nome di Olbia, fatto questo che fu di buon auspicio. Il vero e proprio “boom” demografico ed economico Olbia lo ebbe a partire dagli Anni Sessanta, con la creazione della Costa Smeralda ed il conseguente, vorticoso sviluppo turistico dell’area nord-orientale della Sardegna, privilegiata per le sue bellezze naturali. Attualmente Olbia, che conta circa 50.000 abitanti, costituisce il più importante scalo-passeggeri della Sardegna, ed uno dei più importanti d’Italia.
Cenni storici su Tempio Pausania Circondata da una natura così protettiva di alture e promontori e abbondante di risorse favorì l’insediamento umano fin dal III millennio a.C.. Nel XVI secolo a.C. una fiorente comunità nuragica lascio ai posteri le testimonianze della propria esistenza. Diversi villaggi nuragici sono presenti nella zona, ma di essi restano intatti solo i nuraghi Majori ed Izzana. In epoca romana vi si sviluppò la città di Gemellae, ma dopo l'invasione dei vandali il centro fu cancellato e forse vi rimase un piccolo sobborgo chiamato "Villa Templi". Tra il ‘500 e il ‘600 Tempio diviene il centro culturale e religioso del territorio, sorgono i conventi di S. Francesco, il Collegio degli Scolopi, col convento e la chiesa. Nel 1837 diviene sede di prefettura e re Carlo Alberto di Savoia , gli conferisce gli onori municipali. |
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Passeggiando per Olbia Giungendo dal mare, il panorama di Olbia, adagiata in una piana, circondata da suggestive colline, colpisce per la sua singolare bellezza: verso sud la sagoma imponente e maestosa di Tavolara, l'isola calcarea alta più di 500 metri. Il suo porto naturale, intorno al quale ha sempre gravitato l'economia olbiese, è l'approdo sardo più adatto alla navigazione da e per il Continente (che dista meno di 300 km. 6-7 ore di navigazione, poco più di 3 ore con i moderni traghetti veloci). Altro fattore fondamentale per lo sviluppo di Olbia è stato l'aeroporto "Costa Smeralda" considerato, oggi, uno dei più importanti e all'avanguardia in Italia. La città oggi è in forte espansione, per lo sviluppo delle attività legate al turismo, ai traffici portuali, al commercio, ai servizi e a numerose imprese industriali, alcune delle quali di notevole rilievo. Attualmente la città e, soprattutto il suo lungomare, stanno acquistando un volto nuovo, grazie ad una serie di opere pubbliche in corso di realizzazione, quali il Tunnel, il Museo Archeologico Nazionale e il Teatro affacciato sul Golfo, ultima opera del grande architetto Giovanni Michelucci. Dal Corso Vittorio Emanuele II e da Via Genova, sul lato del porto vecchio, si raggiunge in breve il Corso Umberto, da sempre via principale della città. In questo periodo di recuperata floridezza, tra la fine dell’XI secolo e l’inizio del XII sec. venne edificata la chiesa romanico-pisana di S. Simplicio, nel mezzo di un’ importante area cimiteriale cristiana fuori dalle mura urbane. E’ la più importante chiesa della città ed una delle principali della Sardegna, dedicata al vescovo di Olbia martirizzato sotto l’imperatore Diocleziano nel III sec., la chiesa è realizzata in conci di granito. La facciata, armoniosa ed essenziale, unisce elementi toscani e lombardi. All’interno lungo le pareti sono conservati cippi militari romani. Lungo il Corso si possono ammirare alcuni esempi di validi restauri effettuati su palazzine d'epoca; da segnalare il Palazzo Municipale, la Biblioteca Comunale Simpliciana e l'ex-Albergo Italia. La zona del centro storico merita sicuramente una passeggiata; da visitare la Chiesa di San Pietro e Paolo in conci di granito a vista e le piccole vie dove sulle architravi di numerose abitazioni sono ancora presenti le epigrafi settecentesche. Da Corso Umberto e da Piazza Regina Margherita, si possono raggiungere a piedi, in pochi minuti siti di grande interesse storico - culturale come le Mura Puniche di Via Torino, tratto delle mura occidentali, con relativa porta d’ingresso fiancheggiata da torri, a testimoniare l’importanza anche urbanistica della colonia punica, le cui necropoli ci hanno restituito ricche testimonianze archeologiche, come le vestigia puniche recentemente rinvenute in Via Nanni. Il centro di Olbia è anche caratterizzato da numerosi negozi di ottimo livello e da vari ristoranti dove è possibile gustare i prodotti della tipica e gustosa cucina locale. Dopo il rifacimento di Piazza Crispi e di Via Redipuglie, la passeggiata sul lungomare è diventata finalmente piacevole con angoli suggestivi tutti da scoprire come il caratteristico quartiere di "Sa Rughe". Dal centro città si raggiunge agevolmente, a piedi o in auto, Viale Aldo Moro, moderna e vivace arteria commerciale e di disimpegno verso Arzachena, la Costa Smeralda, Palau, Santa Teresa di Gallura e La Maddalena. |
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Passeggiando per Tempio Pausania Questa fiorente cittadina è sempre stata considerata il capoluogo storico della Gallura. Fin dalla dominazione aragonese il centro fu la roccaforte dei nobili e del clero, situazione riscontrabile nei bellissimi edifici del centro storico e nelle numerose chiese, tra le quali la bellissima cattedrale del XIII secolo, ampliata nel 1400 e restaurata tra il ‘700 e l’800, con i due oratori, del Rosario e di S. Croce, con le sue suggestive vie e sorgenti. E’ una città accogliente e piena di tesori da scoprire. Immersa nel verde e nel fresco tipici dell'interno, ai piedi del monte Limbara, a pochi chilometri dall'incantevole Lago Liscia e dalle rinomate spiagge del Nord Sardegna, è la meta ideale per chi vuole scoprire la vera Sardegna. Il centro storico di Tempio Pausania, risale quasi tutto al Sei - Settecento. In fondo si intravede la Chiesa di Santa Croce, comunicante con la granitica Cattedrale di San Pietro del Quattrocento. Non c'è via, nel centro storico di Tempio, che non abbia almeno un edificio, un arco, o un monumento in granito. Uno dei simboli cittadini di tempio è la Fonte di Rinaggiu, che si trova nel viale Fonte Nuova in mezzo ad un accogliente giardino. L'edificio sacro più importante di Tempio e dell'intero circondario, è il duomo di San Pietro. Della struttura originaria però rimangono solo il portale e la base del campanile, il resto dell'edificio è stato modificato nelle diverse ristrutturazioni. La piazza principale del paese è la Piazza Gallura, nella quale si affaccia il monumentale Municipio. Nella biblioteca comunale del Parco delle Rimembranze è stato allestito il Museo Bernardo De Muro, che custodisce numerosi cimeli del famoso tenore tempiese. Dal Parco si accede alla piazza d'Italia, che a sua volta s'immette nel Corso Matteotti, la passeggiata tempiese. Una chiesa molto popolare è quella di San Lorenzo, che si erge nel mezzo di un boschetto al disopra dell'abitato, con davanti un panorama spettacolare. Alle spalle dell'abitato si eleva il monte Limbara, un sito ambientale d'importanza unica, solcato da un'infinità di ruscelli e abitato da rarissime specie d'anfibi. A Tempio la storia ha lasciato le sue tracce ma la natura, così generosa, ha consentito la costruzione di un complesso termale tra i più importanti della Sardegna. E’ il complesso di Rinaggiu, posto nella parte Nord della città, immerso nel verde di alberi secolari e dei pendii boschivi che lo circondano. Dotato di ottime proprietà terapeutiche, di studi medici specialistici, di palestre e attrezzature sportive, è consigliato anche come soggiorno estivo perché Rinaggiu è dotato di un anfiteatro dove si svolgono serate musicali, e manifestazioni culturali di diverso genere. |
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Dintorni Interessanti sono le località situate nei dintorni della città di Tempio.. Per la vicinanza (8 Km.) della montagna Limbara - "le Dolomiti sarde" - dotata di strade asfaltate fin alla cima del monte (1342 metri); vegetazione lussureggiante, gigantesche sculture granitiche naturali, innumerevoli fontane d'acqua sorgiva, differenti percorsi naturalistici con escursioni a piedi, a cavallo, in bicicletta, graziosi piccoli centri cittadini nei suoi dintorni (2-9 Km.): Nuchis (con chiese e santuari del Cinquecento), Luras (con i suoi celebri olivastri millenari e lo spettacolare paesaggio del Liscia); Calangianus (uno dei "100 piccoli grandi comuni d'Italia," sede di molte fabbriche produttrici di prodotti in sughero); l'arroccata cittadina di Bortigiadas. A pochi chilometri di distanza vi è Aggius, piccola comunità incastonata fra i monti. Un paesaggio come questo si presta in modo particolare ad escursioni naturalistiche ed archeologiche decisamente appassionanti. Fra maestosi graniti, torrenti e cascatelle, boschi di querce, abeti e roverelle, a piedi o in bici, persino in auto per le stradine che lo concedono, si arriva in luoghi incantevoli dove si respira un aria remota e di solitudini infinite, in cui i suoni melodiosi della natura cullano l’orecchio umano e la vista spazia senza ostacoli di sorta. Consigliata la visita al Nuraghe Majori. Ci si arriva tramite la s.s. 133 per Palau, al km 1,5 si svolta su una strada non asfaltata e la si percorre per 500 m. sino a giungere al nuraghe. L’itinerario è facilitato dalla presenza di cartelli. Ci si trova davanti una massiccia costruzione granitica dai tratti irregolari con un'unica torre, un corridoio centrale e due camere. Il corridoio ha una copertura ogivale e attraversa tutta la costruzione, fino ad uscire su un cortile. Dal corridoio è possibile prendere una scala che porta al bastione. Altrettanto suggestive le escursioni sul Limbara. Se si arriva alle cime partendo da Valliciola si incontrano scenari paradisiaci che abbracciano tutta la Gallura, l’Anglona, il mare e persino le cime spesso innevate della Corsica. |
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Spostandosi invece verso Olbia è possibile visitare nelle vicinanze dell’invaso artificiale del Liscia, vale a dire a circa 15 Km da Tempio Pausania, imponenti olivastri millenari alcuni dei quali con un’età superiore ai 2000 anni. Riportandosi poi sulla provinciale 28 e percorrendo ancora solo alcuni chilometri si può naturalmente raggiungere la costa con le splendide località marine che caratterizzano il golfo di Olbia: Costa Smeralda, San Pantaleo, Golfo Aranci, Porto Rotondo, Porto Cervo, Isola Rossa, La Maddalena, Palau, Portobello di Gallura, San Teodoro, Santa Teresa Gallura, Cannigione, Baja Sardinia, strada delle spiagge. L'itinerario percorre il tratto costiero più famoso della Sardegna, caratterizzato da profonde insenature (rias) e spiagge dorate, frequentato da un turismo internazionale. Le coste di Olbia si estendono per un centinaio di chilometri. Spiagge e scogliere si alternano dando vita a uno spettacolo della natura. Lungo la strada che da Olbia porta a Golfo Aranci troviamo Pittulongu, lido "storico" degli Olbiesi, attualmente oggetto di un importante intervento di riqualificazione. La località è caratterizzata da moltissimi arenili, più o meno grandi, ma tutti con sabbia bianchissima e mare di un azzurro cristallino. |
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La spiaggia più estesa ed attrezzata è quella denominata "La Playa" con vista mozzafiato sull'Isola di Tavolara. Da segnalare anche le altre, note come "Lo Squalo", "Il Pellicano", "Mare e Rocce", "Bados", "Nodu Pianu", "Cala Banana" e la meravigliosa "Cala Sassari". Altra rinomata località, distante una decina di chilometri, a nord-est di Olbia, è il Golfo di Marinella, con una delle spiagge più belle, estese ed attrezzate dell'intera Sardegna. Considerata una delle capitali del turismo nazionale ed internazionale è Porto Rotondo, distante da Olbia una quindicina di chilometri. Proseguendo verso la Costa Smeralda, sempre nel territorio comunale, si susseguono insenature naturali di straordinaria bellezza e insediamenti immersi nella macchia mediterranea come Cugnana e Portisco. Un discorso a parte merita la frazione di San Pantaleo: suggestivo paese incastonato tra le rocce, amato da molti artisti, anche stranieri, che vi risiedono tutto l'anno. |
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Partendo da Olbia in direzione sud, è ancora un susseguirsi di spiagge e di scenari più o meno quieti, selvaggi o incontaminati ma sempre bellissimi. Superato il Rio Padrogiano e una zona umida di grande interesse naturalistico, si arriva al Lido del Sole e alla spiaggia delle Saline, una delle più frequentate dagli olbiesi sin dagli anni Cinquanta. A circa dieci chilometri dalla città , troviamo Porto Istana, raggiungibile anche con i mezzi pubblici, con una grande spiaggia che offre numerosi servizi. Nelle immediate vicinanze è Capo Ceraso, spettacolare promontorio composto da stupende calette nascoste tra ginepri e scogliere selvagge, anfratti e colline boscose, stagni e piccole lagune affacciate su un mare straordinario. L'incanto prosegue a Costa Corallina con un'incredibile vista su Tavolara, sorprendente e sempre diversa a seconda del punto di osservazione. Ma il territorio del Comune di Olbia è ricco di tesori, non solo naturalistici. Negli immediati dintorni della città, a pochi chilometri dal centro urbano, si trovano importanti testimonianze della sua lunga e gloriosa storia: dal Pozzo sacro nuragico di "Sa Testa" al Nuraghe "Riu Mulino" di Cabu Abbas e al vicino Acquedotto Romano, dal superbo Castello di Pedres e le Tombe dei Giganti di "Su Monte de s'Ape" alla grande Fattoria Romana sul fiume Padrogiano. Enogastronomia La cucina sarda è semplice e saporita, sincera, originale e ricca della sua cacciagione, del suo pesce, dei suoi maiali bradi, del suo formaggio. La gastronomia di Olbia risente fortemente delle influenze del mare, anche se tiene in dovuta considerazione i genuini prodotti del suo entroterra. Ricordiamo il pane come specialità dell'isola. Il più famoso è il "pane carasau" o carta da musica fatto da sottili sfoglie biscottate circolari, a lunga durata e per questo utilizzato dai pastori che trascorrevano lunghi giorni negli ovili distanti dai paesi. Il primo giorno di carnevale, ossia giovedì grasso, a Tempio si usa preparare le fave con il lardo, costine salate, pezzi di salsiccia, cipolle, finocchio selvatico e, a volte, cavoli. Altro piatto tipico del carnevale è la gelatina, li pidichini, ottenuta dai piedi e orecchie di maiale, conservati nel sale, preparata in due varianti, dolce o salata. Diversi sono i dolci tipici del carnevale. Tra questi ricordiamo li frisgioli longhi, frittelle lunghe, morbide e dorate, oggi si offrono soprattutto a conclusione dei pasti l’acciuleddi e l’uriglietti, che in molti casi, sostituiscono le frittelle. La posizione collinare, la tipologia dei terreni agrari e le condizioni climatiche hanno favorito da sempre la viticoltura, che dà vini pregiati e conosciuti come il moscato e il Vermentino, ed anche ottimi rossi e rosati. Un itinerario tra i sapori della Gallura attraverso boschi di lecci, dolci colline a pascolo, nuraghi e chiese medievali: è il paesaggio che incornicia le vigne del Vermentino di Gallura. L'itinerario prevede il periplo del monte Limbara, disegnato in picchi e guglie fino a 1359 metri di quota, e una sosta nei tre centri che lo attorniano, protagonisti del consorzio tra cantine sociali "Città del Vino", che ha il grande merito di far arrivare il Vermentino in ogni parte d'Italia. Eventi Tempio è universalmente conosciuta anche per il suo carnevale, una kermesse di carri allegorici unica in Sardegna. Il carnevale di Tempio è uno dei più importanti e conosciuti della Sardegna, nella giornata di domenica si svolge il matrimonio tra Re Giorgio e Mennena, durante il quale vengono offerte frittelle a tutti. Il martedì grasso invece, si svolge il processo e il rogo di Re Giorgio. Durante tutto il carnevale sono previste diverse sfilate di carri allegorici. A Olbia il 15 maggio si festeggia il patrono San Simplicio: viene festeggiato nella basilica a lui dedicata. Il giorno della vigilia una sfilata, promossa dal comitato organizzatore, si snoda per le vie del centro storico. Come arrivare a Olbia In aereo: I voli perla Sardegna sono operati da varie città italiane e internazionali dalle compagnie Alitalia e Meridiana. L'aeroporto più vicino è quello di Olbia Costa Smeralda. In nave: servizio di traghetti per Olbia Isola Bianca da Civitavecchia, Genova, Livorno con servizio traghetti veloci sulle linee Civitavecchia-Olbia, Fiumicino-Golfo Aranci, Genova Grimaldi-Porto Torres, Genova-Olbia, La Spezia-Golfo Aranci. In auto: La S.S. 125 per l'Ogliastra (Muravera, Tortolì, Olbia). In treno: Il percorso delle Ferrovie dello Stato in Sardegna è più o meno a forma di Y. La linea centrale sale da Cagliari fino a Chilivani passando per Oristano, per poi dividersi in due tronconi, uno raggiunge Sassari e Porto Torres mentre l’altro porta a Olbia e Golfo Aranci. Come arrivare a Tempio Pausania In aereo: Aeroporti di Olbia, Alghero. In nave: Porti di Porto Torres, Olbia, Golfo Aranci. In auto: si può raggiungere il centro gallurese. Da Porto Torres ed Alghero che distano entrambi circa 100 km percorrendo la strada statale 131 a scorrimento veloce fino 10 Km da Tempio e percorrendo questo ultimo tratto attraverso una strada tortuosa ma comunque piacevole per gli splendidi scorci che essa offre, caratterizzati da fitti boschi di querce da sughero e lecci; Da Olbia si percorre la provinciale 28, per circa 45 Km. |
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