Parma raggiunge la sua massima espansione in età imperiale e nel I secolo d.C. ottiene il titolo di "Julia", per la fedeltà dimostrata verso Roma.
Sede vescovile nel IV secolo, il suo territorio è investito quindi dalle invasioni barbariche e dalla lunga guerra tra goti e bizantini. La città è poi conquistata dai Longobardi (569), divenendo sede di ducato.
Nasce in questo periodo l'itinerario di Monte Bardone, segmento parmense della Via Francigena. Castelli e ospizi sorgono per assicurare ospitalità e assistenza a pellegrini e viandanti. La Via Francigena diviene col tempo un'arteria di rilevanza internazionale, lungo la quale si intrecciano gli itinerari della fede. Vi si consolidano oltre all'incastellamento anche la rete delle pievi, con centinaia di chiese e cappelle dipendenti, punti di aggregazioni di un sistema policentrico di agglomerati urbani, di nuclei di case sparse in stretta relazione. Parma è al centro di questa complessa trama, baricentro delle diverse aree, punto di equilibrio e controllo.
A partire dal IX secolo parte, da alcuni monasteri benedettini, avviene una decisa azione di bonifica del territorio, che consente la ricolonizzazione e il recupero delle terre all'agricoltura.
Fiorente comune in età medievale, nel 1346 passa al governo milanese dei Visconti e poi degli Sforza fino al 1500, che dominano il contado per mezzo di grandi famiglie signorili. Una caratteristica peculiare del parmense è la continuità del dominio feudale che, esercitato da queste famiglie per secoli, arriva in alcuni casi fino ai giorni nostri.
Nel 1545 Papa Paolo III, allo scopo di creare uno stato cuscinetto tra lo stato della Chiesa e il potere spagnolo in Lombardia, pone il figlio prediletto PierLuigi Farnese al governo di Parma e Piacenza. Da allora i Farnese affermeranno per due secoli la loro autorità sul territorio.
Con l'estinzione dei Farnese, Parma inizia una fase di decadenza. Nel 1749 il Ducato passa alla famiglia dei Borboni, che continuano ad arricchire la città di edifici monumentali e di varie iniziative culturali di gusto prevalentemente francese, grazie al decisivo intervento dell’architetto lionese Ennemond-Alexandre Petitot. Nel 1802 passa sotto il dominio di Napoleone, e nel 1814, in base alle decisioni emerse dal Congresso di Vienna, viene affidata al governo di Maria Luigia d’Austria, moglie di Napoleone, che governa dal 1816 al 1847 avviando un programma di sviluppo e di riforma delle strutture assistenziali e delle opere pubbliche, rinnovando anche la veste urbanistica e architettonica della città e potenziando le vie di comunicazione, con la realizzazione della strada Parma-La Spezia e di numerosi ponti, tra i quali quello sul Taro lungo la Via Emilia. Vengono allora ammodernate le residenze ducali, con l'ampliamento del Casino dei Boschi a Sala Baganza, ridisegnati i Giardini Ducali di Colorno, aperto al pubblico il Giardino Ducale.
Nel 1859 Parma entra a far parte delle province dell'Emilia. Nel 1860 il plebiscito decide l'annessione al Piemonte e quindi al regno d'Italia.
La contrapposizione al fascismo vive il suo momento più drammatico dal primo al 6 agosto 1922, quando Italo Balbo cerca di entrare nel popolare quartiere dell'Oltretorrente di Parma. I cittadini si organizzano allora negli "Arditi del popolo", riuscendo a respingere gli squadristi: questo episodio, noto con il nome di "le barricate", costituisce il primo episodio di Resistenza in Italia. Durante la seconda guerra mondiale, agli ingenti danni, distruzioni e lutti dei bombardamenti si aggiungono moltissimo scontri, soprattutto nei teatri delle alte valli del Taro e del Ceno, con la formazione di zone libere controllate dai partigiani, fino alla liberazione del 25 aprile 1945
Passeggiando per Parma
Centro della vita cittadina e punto di incrocio degli assi di attraversamento della città, Piazza Garibaldi è il risultato di successive fasi di evoluzione che videro a poco a poco il disporsi in questo punto della città delle principali forme di potere comunale.
Nei primi anni del Duecento, Palazzo Vecchio ne definì il lato meridionale insieme al Palazzo Comunale, più tardi Palazzo dei Mercanti, ora Palazzo del Governatore, provocò un ampliamento verso settentrione. La sistemazione del lato settentrionale in stile neoclassico aumentarono poi il carattere disomogeneo dello spazio.
Oggi la piazza, con i suoi tavolini all'aperto, le vicine vie pedonali, gli eleganti negozi è il vero e proprio salotto dei parmigiani.
Centro religioso della città è invece Piazza Duomo, uno spazio raccolto e suggestivo che conserva intatta l'atmosfera medievale. La severa facciata del Duomo, l'alto campanile duecentesco in cotto e profili di pietra con l'angelo in rame dorato, il Battistero ottagonale, in marmo rosa di Verona, formano un quadro architettonico di eccezionale bellezza. A completare il quadro, la maestosità del palazzo del Vescovado originario dell’XI secolo, con un cortile con loggiati di impronta rinascimentale, da poco ristrutturato e riaperto al pubblico.
All’interno del Duomo, nel soffitto della cupola, è ammirabile il capolavoro del Correggio (1526-30), rappresentazione fantastica dell’Assunzione della Vergine. Si segnalano, inoltre, le prestigiose sculture medievali di Benedetto Antelami: nell’abside spicca la famosa cattedra episcopale(1180), mentre nel transetto destro è visitabile lo splendido rilievo raffigurante la Deposizione dalla Croce (1180). Il Battistero è un magnifico esempio si architettura romanico-gotica a forma ottagonale. La facciata è arricchita di eleganti loggette, opera di Benedetto Anelami e,sempre di questo artista, nella parte inferiore si aprono tre portali adorni di statue, raffiguranti scene e simboli della Bibbia. L’interno, attraversato da due ordini di logge e coronato da cupola a costoloni, presenta varie opere scultoree dello stesso. Di particolare rilievo, sono le statue contenute nelle nicchie, tra cui segnaliamo Salomone e la regina di Saba, l’Arcangelo Gabriele, mentre nelle logge spiccano le splendide decorazioni dei mesi, delle stagioni e dei segni zodiacali.
Dietro il Duomo si trova San Giovanni Evangelista, edificato nei secoli XV e XVI su progetto di Bernardino Zaccagni. L’esterno presenta una bella facciata in marmo, ideata da Simone Moschino (1607) e uno slanciato campanile di epoca barocca. L’interno è di particolare interesse per i numerosi affreschi conservati, tutti opere del Correggio e del Parmigianino. Di quest’ultimo, si segnalano le numerose figure di Santi nelle cappelle della navata sinistra. Del Correggio, invece, sono gli affreschi della cupola, fra cui il Transito di S. Giovanni, quelli della navata centrale, e il prezioso Giovanni Evangelista che scrive l’Apocalisse nella lunetta della porta della sagrestia.
A fianco della chiesa è possibile visitare il monastero benedettino e la storica Farmacia di S. Giovanni Evangelista. Quest’ultima, fondata nel 1201 e funzionante fino al 1766, è l’antica farmacia dei monaci benedettini. Di particolare interesse, sono le tre sale adorne di affreschi cinquecenteschi e preziosi arredi, tra cui splendidi vasi di ceramica, alambicchi e mortai dell’epoca.
Da vedere è anche il Teatro Farnese, all’interno del grande Palazzo della Pilotta (così chiamato dal gioco della pelota che si giocava in uno dei cortili). Si sale il grande scalone all'imperiale e si arriva al portale del teatro del 1618; quasi all'improvviso ci si trova nella più grande e più moderna sala di spettacolo dell'epoca. Un'architettura lignea, dipinta a finto marmo, opera dell'architetto ferrarese G.B. Aleotti, detto l'Argenta; l'enorme spazio, le logge, antenate dei palchi, il luogo dell'orchestra e il colossale luogo della rappresentazione rivelano l'intuizione e la nuova distribuzione organica voluta dall'architetto.
Parma è anche famosa per tanti suoi illustri figli -da Benedetto Antelami a Salimbene, da Correggio a Parmigianino, da Bodoni a Verdi a Toscanini, da Stendhal a Proust- che ivi nacquero o lavorarono, tanto da renderla di particolare bellezza ed interesse.
Dintorni
In montagna, sulle colline, in pianura, in ogni punto strategico del parmense, sono sorti rocche e castelli (circa 100). Alla sicurezza questi univano eleganza architettonica e ricchezza decorativa degli interni: erano rocche forti, ma anche sontuose abitazioni di piccole eppur fastose corti, centri di cultura e d'arte, cui accorrevano poeti e pittori di altissima fama. Interessanteè dunque la visita in uno dei castelli sul territorio. Tra i più vicini Torrechiara, la Rocca di Fontanellato, quella di San Secondo e Soragna.Il primo si trova 18 Km a sud, gli altri sono nella Bassa Parmense.
Lungo la strada Romea si possono visitare le cattedrali di Fidenza, le pievi di Fornovo, Bardone, Berceto dalla pianura al monte per un percorso dove la pietra vive nelle sculture in arenaria dei mostri, dei santi, dei re e dei pellegrini.
Vale la pena anche una passeggiata per il parco della Reggia di Colorno. Da antica rocca del XIII secolo a dimora signorile, raggiunse grande splendore con la colta e amabile Barbara Sanseverino che, fra Cinque e Seicento, rese il Palazzo sede di una raffinata vita di corte, raccogliendovi dipinti di Tiziano, Giulio Romano, Correggio, Mantegna e Raffaello. Passò ai Farnese nel 1612. Il Palazzo, il giardino e le fontane di Colorno, divennero famosi presso le altre Corti per il loro fasto e la loro bellezza.Ai Farnese successero nel 1732 i Borbone. La Rivoluzione Francese e le campagne napoleoniche sconvolsero poi la felice vita di corte. Il Palazzo venne dichiarato "Imperiale" e il Congresso di Vienna lo assegnò all'ex imperatrice Granduchessa Maria Luigia d'Austria. Attualmente è sede di mostre ed esposizioni e i giardini sono aperti al pubblico.
Enogastronomia e prodotti tipici
Parma è nota come la capitale alimentare d'Italia per la buona tavola, con una gran varietà di formaggi e salumi. Inimitabili sono il Prosciutto di Parma, i salumi e il famoso Parmigiano-Reggiano. Ma ottimi anche il salame da Felino e la coppa di Parma.
Inconfondibili nel sapore e preparati con ricette di una volta, sono la popolare torta fritta e, tra i primi piatti, la pasta fatta in casa e gli anolini ripieni di sugo con un raffinato brodo di manzo e di cappone. Per chi ama le verdure, i tortelli di erbette a base di ricotta e spinaci, insaporiti con il Parmigiano Reggiano. Tra i secondi, famosa è la bomba di riso, un timballo di carne di piccione e pollo, insieme allo stracotto con polenta o ai tradizionali bolliti serviti con svariate salse. Da non perdere è la trippa o “buzeca” e la rinomata picàja”, gustosa cima ripiena. Fra i dolci tipici, si consiglia la torta di riso, quella di mandorle, la tipica spongata, pasta ripiena di miele, noci e canditi, ed infine, le eleganti e raffinate violette a base di zucchero. Per accompagnare un pasto così ricco e saporito non poteva mancare un buon vino, prodotto nelle vicine colline. Tra i bianchi, si consiglia il Malvasia, leggermente frizzante, il Sauvignon, indicato per accompagnare raffinati piatti, ed infine, il classico rosso dal sapore caldo e vivace.
Si possono seguire vari percorsi enogastronomici: sull’Appennino Parmense l’”Itinerario lungo la strada del fungo porcino”, sulle colline l’”Itinerario lungo la Strada del prosciutto e dei vini”, nel Langhirano si possono visitare i prosciuttifici e nella Bassa Parmense l’”Itinerario lungo la strada del Culatello di Zibello”.
Parma è altrettanto famosa per la produzione di profumi artigianali, fra cui la rinomata “violetta di Parma”, ed eleganti negozi con una gran varietà di pelletterie e capi di abbigliamento pregiati.
Eventi
Ricordiamo, tra gli altri, il Festival del Prosciutto di Parma, che si svolge in dodici comuni della Provincia di Parma, a settembre; il Festival dello Sport Barilla, gara ciclistica annuale; la Mostra Internazionale di Antiquariato “Gotha” nelle vie del centro storico a dicembre. La Biennale Gastronomica Internazionale “Cibus”, presso l’Ente Fiere, marzo-aprile; la mostra-mercato internazionale dell’Antichità e del Collezionismo, fine settembre – inizio ottobre;la Fiera Antiquariato, nelle vie del centro storico, in primavera – autunno.
Come arrivare
In auto
Autostrada A 1 da Milano, Roma-Napoli uscita Parma e Fidenza
Autostrada A 15 da La Spezia uscita Parma Ovest, Fornovo
Strada Statale 9 via Emilia
Strada Statale 62 della Cisa
Strada Statale Asola da Mantova e dal Lago di Garda
In treno
Principali collegamenti con Milano-Bologna, La Spezia-Parma, Fidenza-Busseto-Cremona
In aereo
Aeroporto “G. Verdi” di Parma
Tel. 0521/982626