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IN PROVINCIA DI PESARO
URBINO
Adagiata tra le valli dei fiumi Metauro e Foglia, su due colli a 451 metri sul livello del mare, dai quali si gode un vasto panorama che abbraccia verdi colline e maestose montagne, Urbino è una delle principali capitali del Rinascimento italiano

Cenni storici
Le origini di Urbino sono antichissime. Il nome Urvinum deriva probabilmente dal termine latino urvus (urvum è il manico ricurvo dell'aratro). Urbinum è occupata dai goti e nel 538 dai bizantini, dai longobardi (che la ingrandirono) e dai franchi, che la donano alla Chiesa nell'VIII secolo. Nel 1155 passa sotto la signoria dei conti di Montefeltro che, conquistando le terre circostanti, creano uno stato relativamente esteso, governandolo fino al 1508. Cingono di mura la città, la arricchiscono di splendidi edifici e vi istituiscono l'università. Federico II, nominato duca nel 1474 da papa Sisto IV, ospita alla sua corte i massimi artisti e umanisti dell'epoca. Esempio di perfetto principe rinascimentale, uno dei protagonisti della vita italiana del suo secolo, grande condottiero, ma anche grande umanista, fa costruire da Luciano Laurana la sua residenza, quella "città in forma di palazzo" secondo la definizione del Castiglione, che è anche il primo esempio di complesso architettonico ed urbanistico strettamente legato alla natura. A causa della mancanza di eredi, alla morte di Guidubaldo (1508) il ducato viene ceduto da papa Giulio II al nipote Francesco Maria della Rovere, rimanendo ai nuovi signori fino al 1626.

Pur senza eguagliare gli splendori dei Montefeltro, la Corte roveresca continua a radunare attorno a sé musicisti e scenografi, artisti e letterati: diverse sono le committenze a Tiziano, senza dimenticare le numerose opere fatte eseguire all'urbinate Federico Barocci, fatto che certamente costituisce l'aspetto più qualificante della committenza degli ultimi Della Rovere. E' nel vivace clima culturale urbinate che si prepara e afferma il genio artistico di Raffello il quale, dopo la formazione nella bottega paterna, si muove su raccomandazione di Giovanna Feltria Della Rovere - verso Firenze e Roma dove raggiunge il suo apice. La Corte, nel 1523, decide di trasferire la propria sede a Pesaro, da quel momento Urbino vive un periodo di ristagno che continua oltre al 1631, anno in cui muore l'ultimo duca e la città torna allo Stato pontificio.

Nel 1797 viene occupata dai francesi. Le vicende di fine secolo e dell'inizio del successivo, legate alle imprese napoleoniche, sono comuni a molte città italiane e comportano per Urbino, oltre alla soppressione di chiese, conventi e istituti religiosi- un ennesimo impoverimento del proprio patrimonio artistico con la distruzione di alcune opere e la deportazione di altre verso Milano, prima fra tutte la famosa Madonna col Bambino e Santi, di Piero della Francesca che diventerà la celebre 'Pala di Brera'. Nel 1860 Urbino viene conquistata dalle truppe italiane.

Passeggiando per Urbino
Si può "girare la città senza un ordine prestabilito". Urbino infatti è tutta da scoprire, le stradine strette e contorte, talvolta cordonate e a scalini, le vie del centro, i monumenti, i palazzi rinascimentali, i portali degli edifici, le finestre edicolate, le mensole lavorate spesso con date o iscrizioni che, pur essendo un volto meno appariscente della città, determinano un’atmosfera suggestiva e dal sapore antico, l'immagine ancora viva di una "città ideale".
Il centro storico, racchiuso tra le mura bastionate è diviso da due assi viari principali e quasi perpendicolari tra di loro (Via Mazzini e Via Cesare Battisti per un verso Via Raffaello e Via Veneto dall'altro), che si incontrano nella Piazza principale (Piazza della Repubblica), luogo di incontro abituale degli urbinati e degli studenti.

Il Palazzo Ducale è uno dei capolavori più insigni dell'arte rinascimentale, rappresenta l'autentico tesoro di Urbino ed è sede della Galleria Nazionale delle Marche. La generale concezione dell'opera si deve a Luciano Laurana, il quale ha battezzato con il suo nome i due affilati Torricini che, alti quasi sessanta metri, costituiscono una invenzione del tutto originale, e rappresentano il simbolo visivo della città. Altri architetti famosi che hanno partecipato al compimento dell'opera, lasciando ampia traccia del loro passaggio, sono Francesco di Giorgio Martini e Girolamo Genga. Gli ambienti più suggestivi del palazzo sono il Cortile d’Onore, i Sotterranei che scendono sotto il piano nobile del Palazzo Ducale con cucine, stalle, lavanderia; lo Studiolo del Duca, un piccolo capolavoro di intarsi rinascimentali.

La Galleria Nazionale raccoglie prevalentemente dipinti di pittori marchigiani o realizzati per le Marche, soprattutto dal '300 al '600. Fra gli altri vi è il ritratto di Federico di Montefeltro, eseguito da Pedro Berruguete intorno al 1474, che ritrae il Duca accompagnato dal piccolo erede Guidubaldo; la "Flagellazione" e la "Madonna di Senigallia" di Piero della Francesca, la "Muta" di Raffaello, la "Profanazione dell’Ostia" di Paolo Uccello e la preziosa "Città Ideale", emblema del Rinascimento.
Raffaello nacque a Urbino nel 1483 e qui trascorse i primi anni della sua vita a contatto con l’arte, appresa nella bottega del padre Giovanni Santi. Gli ambienti più significativi della casa di Raffaello, oggi visitabile,  sono il cortile con il pozzo e il lavabo per macinare i colori e la camera da letto di Raffaello, in cui è conservato l’affresco raffigurante la "Madonna col bambino", una sua opera giovanile.
L'oratorio di S. Giovanni custodisce un ciclo di affreschi del primo Quattrocento, eseguito dai fratelli Salimbeni di Sanseverino, testimoni eccellenti del "gotico internazionale". La Cattedrale, dall'imponente facciata e un solenne ingresso con alta cupola, nell'interno, a tre navate e con soffitto decorato da volte a botte, accoglie dipinti notevoli, tra quali il Martirio di San Sebastiano e l'Istituzione dell'Eucarestia di Federico Barocci.

Dintorni
Lo scenario naturale della zona di Urbino è molto bello. Gli amanti della fauna selvatica non possono assolutamente perdere il Parco di Sasso Simone e Simoncello, un’area di circa sei ettari che consente l’osservazione ravvicinata di caprioli e cinghiali in completa libertà. Suggestivi i sentieri del Monte Nerone, massiccio solitario e imponente con canyon e canaloni, guglie e torri calcaree. Piacevole una passeggiata da Piobbico verso l’eremo di Santa Maria di Morimondo, costruito attorno al Mille e abbandonato dopo il terremoto del 1781. Qui la natura si fa più dolce e le colline si arrotondano.

Un itinerario di particolare valore culturale è quello verso Fossombrone e  Urbania, centri che hanno conservato, oltre a Urbino, testimonianze storiche e artistiche di epoca rinascimentale,  con bellissime residenze nobiliari e importanti raccolte d’arte.
Inoltre da visitare la valle del Cesano, a sud della provincia, un territorio ancora poco conosciuto ma ricco di borghi e castelli storici, come la straordinaria rocca di Mondavio. Spostandosi al confine tra marche ed Emilia Romagna, vale la pena raggiungere le due fortificazioni militari più importanti e suggestive del territorio: Gradara e San Leo ed eventualmente continuare il percorso verso la Repubblica di San Marino.

Enogastronomia
Nella provincia si ritrovano come primi piatti caratteristici il polentone, le tagliatelle tartufate o ai porcini, pappardelle al cinghiale o alla lepre; i secondi a base di agnello con la caratteristica coratella, di cinghiale e cacciagione, arrosti misti e cresce sfogliate (specialità unica della zona), salsicce alla brace, fagioli e trippa. Primeggia il tartufo bianco e nero pregiato. Sono diverse le specie che, a seconda del periodo, si possono reperire dal sottosuolo: dal bianchetto, al tartufo nero pregiato, allo scorzone nero tipico estivo, passando per il tartufo nero d'inverno fino al moscato. Gustosi sono la "Casciotta di Urbino", il Formaggio di Fossa, il "Pane di Chiaserna", la "Carne di Vitellone Marchigiano". Non vanno dimenticati prosciutti e salami locali. Meritano uno spazio a se i piatti dedicati a sua maestà la "rana" a Fermignano, dove si svolge il Palio della Rana: qui si mangia di tipico risotto con rane, tagliatelle con ragù di rane, rane fritte e in porchetta. Passando ai dolci troviamo: crostate, ciambelle dolci, cresce di Pasqua dolci e al formaggio, confetture. Il tutto annaffiato da vini tipici della zona quali: Bianchello del Metauro, Rosso dei Colli Pesaresi e Sangiovese, il "Santangiolino" e il "Visner" (entrambi dolci).

Eventi
Il programma di eventi e manifestazioni è molto ricco: mostre, festival, teatro, musica, poesia, rievocazioni storiche, incontri di alto richiamo.
Tra i momenti di incontro ormai tradizionali in estate c’è la Fiera Nazionale dell'artigianato, in Luglio il Festival di musica antica, manifestazione che propone esecuzioni di altissima qualità in ambientazioni di grande fascino; in Agosto il Torneo cavalleresco nella Festa del Duca, al quale prendono parte cavalieri giostranti delle città, castelli, terre e ville del Ducato. Alla festa prendono parte figuranti e ogni anno la rievocazione celebra un fatto diverso della storia del Ducato e delle splendide signorie dei Montefeltro e Della Rovere.

Come arrivare
In treno: da Milano-Pescara: stazione di Pesaro + autobus Pesaro-Urbino (società gestore: Soget, per informazioni sugli orari: tel 0721-371318); da Roma: stazione di Fossato di Vico-Gubbio + taxi fino ad Urbino; altrimenti fino a stazione di  Pesaro + autobus Pesaro-Urbino.
In auto: da Milano-Pescara: autostrada A14, uscita casello di Pesaro, strada statale SS 423 fino ad Urbino (per circa 35 km); da Roma: autostrada Roma-Orte, superstrada E45 (direzione Cesena), uscita Umbertide oppure Bosco-Gubbio (direzione Gubbio). Alle porte della città di Gubbio, in coincidenza con una rotonda, seguire le indicazioni per Fano-Urbino. Continuare lungo la strada principale per circa 30 km. In località Cantiano, immettersi nella superstrada SS 3 Flaminia e continuare fino  all’uscita per Urbino, deviando sulla SS 423 (E78). Proseguire fino alla fine della E78 (superstrada), giungendo in località Canavaccio. Da qui seguire sempre la strada principale per Urbino (circa 12 km).

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