POTENZA
Potenza è il capoluogo di regione più alto della penisola. Situata nella valle del Busento, offre ai turisti un paesaggio montano con strade tortuose e con antichi palazzi che si addossano gli uni agli altri, in un’atmosfera nostalgica impastata di moderno e di antico
Cenni Storici La città ha probabilmente origine sulle rive del fiume Basento, nei pressi dell’attuale zona periferica, dopo la distruzione del villaggio neolitico di Serra di Vaglio, una zona a nord-est del capoluogo, intorno al secolo IV A.C.. Diviene nel periodo romano una Prefettura con il nome di "Potentia". Viene saccheggiata dai Visigoti; successivamente aggregata al Ducato di Benevento e nel 1066 fu contea Longobarda. Dal sec. V divenne sede vescovile e nel 1111 Gerardo della Porta divenne vescovo.La leggenda vuole che il vescovo Gerardo bloccò l’invasione e la distruzione della città da parte dei Saraceni, per questo nel 1120 Gerardo della Porta fu Beatificato e successivamente divenne Santo Patrono della Città.
Potenza, con la dominazione Normanna, fu città demaniale. Inoltre nel secolo XIII si ebbero diverse violenti distruzioni come la rivolta dei nobili contro Carlo I d’Angiò (rase al suolo la città). Nel 1273 venne distrutta da un terribile terremoto e fu riedificata alla fine del XIV secolo dalla famiglia dei Sanseverino. Con gli Aragonesi la città divenne contea ed i feudatari la ridussero ad un piccolo centro di provincia. Fu a lungo governata dalla famiglia Guevara e nel 1604 passò al conte Loffredo, il quale aveva sposato Beatrice Guevara.
Con la nascita della Repubblica Partenopea (1799) ed i moti filorepubblicani si creano nuove rivolte nella città. Ancora una volta distrutta da un terremoto nel 1694 si riprende lentamente e nel 1800 diviene un importante centro liberale. Nel 1806 viene proclamata capoluogo della Basilicata. Con l’unificazione dell’Italia, si portano dei miglioramenti per le comunicazioni sia stradali che ferroviarie (viene inaugurata la tratta Salerno - Potenza). Alla fine della seconda guerra mondiale si estende la città, ma sono anche molti che emigrano verso il Nord Italia e i paesi dell’Europa Nord Occidentale.
Passeggiando per Potenza Le stagioni ideali per visitare Potenza sono la primavera per l'aspetto che assume il paesaggio al risveglio della natura e l'estate quando i boschi offrono tranquillità e freschezza. Oggi la città di Potenza mantiene la sua parte di centro storico anche se la città possiede una parte di moderna fattura.
Tra le testimonianze del suo antico passato è opportuno segnalare il ponte romano, sito ai piedi della città, sul fiume Basento e precisamente nell'area dell'attuale zona industriale. L'opera, di epoca diocleziana (280 a.C.), è stata recentemente ristrutturata. Altra presenza degna di citazione è la villa romana di età imperiale con pavimentazione di pregevole mosaico, rinvenuta nella seconda metà del secolo scorso in località Malvaccaro.
Il palazzo del governo e la piazza su cui esso si affaccia, intitolata al martire lucano della Repubblica partenopea del 1799 Mario Pagano, sono oggi il cuore del centro storico di Potenza. Negli ultimi due secoli, da quando la città ha assunto il ruolo di capoluogo della Basilicata, essi sono stati lo scenario principe della vita civile e politica della regione: qui sono stati rappresentati i fasti del potere, dalle parate militari alle visite di uomini illustri.Oggi permane intorno alla piazza e ai palazzi che le fanno corona un'aria particolare, che fa sì che essi rimangano l'unico luogo in cui tutta la comunità può riconoscersi.
Il convento di san Francesco, dell'ordine dei minori conventuali, fu il primo e precoce insediamento francescano in Potenza. Sorto il primo nucleo già nel 1265, i frati goderono immediatamente del sostegno delle più cospicue famiglie della città.
A Potenza si deve sicuramente visitare il Duomo di San Gerardo, costruito nel XII secolo da un allievo di Luigi Vanvitelli. I dipinti della cupola sono opera di Mario Prayer mentre in basso ci sono frammenti di pavimentazione paleocristiana.La Chiesa di San Michele Arcangelo, costruzione romanica dei secoli XI-XII, attribuita al Maestro Sarolo di Muro Lucano. La Chiesa di Santa Maria del Sepolcro, costruita nel 1266, con soffitta a cassettoni ottagonali in legno policromo e altare monumentale del 1600. La Chiesa di Santa Lucia con il portale in pietra calcarea (conserva un’acquasantiera in pietra rosata intagliata del secolo XV). |
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Stretta e sinuosa, sobria ed elegante, ma sopratutto dignitosa ed accogliente è Via Pretoria che si estende da est ad ovest del margine alto del colle ove sorge la città vecchia. Lungo il suo corso trovano spazio Piazza Mario Pagano e Piazza Matteotti e su ambedue i lati vivono ancora vicoli e vicoletti che custodiscono il gusto della memoria, il sapore del tempo. A partire dal Parco di Montereale e percorrendo un itinerario pedonale in direzione ovest-est si possono apprezzare gli ambienti urbani e gli edifici più significativi del centro storico potentino ed in particolare: Rione Santa Lucia, Via Albini, Via Rosica, Via IV Novembre, Via O. Flacco, Corso Umberto I°.
Altro edificio da non perdere è il Castello. Si tratta di un edificio probabilmente di origine longobarda che è sempre stato legato alla storia delle casate del luogo: dai Sanseverino, ai Loffredo, al longobardo Conte Indulfo. La torre di forma cilindrica rimasta doveva essere segno di potere della casata che regnava in quel momento.
Di epoca moderna è il ponte Musumeci (sorretta da elementi sinuosi ispirati alle foglie), progettato nel 1969 dagli architetti Dotti e Musumeci su commessa del Consorzio per l'Area Industriale di Potenza, connette la zona industriale e la strada di fondovalle alla città.
Interessante è il Museo archologico provinciale che conserva reperti preistorici, iscrizioni greche e latine, monete della Magna Grecia, bronzi, marmi tra cui il famoso elmo greco dagli scavi di Vaglio Basilicata.
All'occhio attento del visitatore non possono sfuggire angoli, portali, strettoie, scale e scalette, vicoli e gradini che testimoniano l'architettura spontanea di un tempo che appartenne alla sola pietra modellata dalla mano dell'uomo. Ancora più alto, invece il prezzo che ha pagato al "progresso", la sconsiderata costruzione di palazzi altissimi, sparsi qua e là senza il rispetto di un preciso piano urbanistico, l'ha seriamente mortificata. |
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Dintorni Nei dintorni di Potenza ci sono molte località che vale la pena visitare. Cittadine ricche di storia, paesaggi incontaminati, piacevoli località di montagna e di mare.
La villeggiatura montana estiva tra boschi di conifere, ambienti l'ideale per vacanze rilassanti e tranquille nel verde dei boschi profumati ricchi di luoghi suggestivi, come il piccolo borgo di Vietri di Potenza, su uno sprone dell'Appennino Lucano, circondato da meravigliosi boschi di faggi, e Rifreddo, una stazione di soggiorno montano in splendida posizione, dotata di prestigiosi impianti turistici realizzati in totale armonia con la natura. Interessante la visita al Castello di Lagopèsole, a pianta rettangolare con muri a bugnato; vi aleggia ancora lo spirito del grande Federico II.. è l'ultimo dei castelli edificati dall'imperatore svevo, fra il 1242 e il 1250, anno della sua morte.
Venusia (291 a.C.), città natale del poeta Orazio, ha restituito significative testimonianze del periodo paleolitico. Importante roccaforte longobarda, occupata in seguito dai Bizantini e dai Saraceni, divenne con l'arrivo dei Normanni nel 1041 contea di Drogone d'Altavilla, che vi edificò la chiesa della SS. Trinità. Città regia con Federico II, venne in seguito distrutta nel 1459 da Giovanni Antonio Orsini, riedificata da Pirro del Balzo con la costruzione del castello, ampliato durante il periodo svevo (con la torre detta di Marcangione e la cisterna nel cortile posteriore) e angioino (vani circostanti la sala del trono). In esso si tennero due concili convocati, rispettivamente, nel 1059 da Nicolò II e nel 1130 dall'antipapa Anacleto; divenuto sede degli Svevi, Federico Barbarossa vi promulgò nel 1231 le Constitutiones Augustales del Regno di Sicilia. |
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Acerenza è una pittoresca cittadina di antica orgine, centro di villeggiatura estiva, in elevata posizione, con un bel panorama. Interessante e' la cattedrale (XII sec.) con absidi e portali romanici e numerose opere pregevoli fra cui un busto, tavole ed un trittico del XV sec. Notevoli inoltre il Palazzo Ducale (XV sec.), alcune chiese e l'antica Fontana detta di "San Marco".
Il Pollino di cui di recente è stato istituito il Parco Nazionale (esteso tra la Calabria e la Basilicata, istituito nel 1993, comprende i territori di 56 Comuni: 32 in provincia di Cosenza, 22 in provincia di Potenza e 2 in provincia di Matera), la più grande area protetta d'Italia, capace di offrire una natura per molti aspetti ancora selvaggia e poco conosciuta. Grandi aree selvagge, dove il pino loricato, emblema del parco, si abbarbica alle pareti di roccia, si susseguono ai paesaggi dolci delle valli, dei prati e pianori, profumati di lussureggianti fiori di primavera, dove si pratica ancora la pastorizia antica. Il versante settentrionale fa parte della Basilicata, mentre quello meridionale si trova in territorio calabrese. Il versante lucano è costituito da valli e montagne tra 1000 e 2000 m. di altezza, ricche di foreste e corsi d'acqua, circondato da una serie di caratteristici centri abitati. Le cime più alte, innevate per la maggior parte dell'anno, superano i 2000 m. e sono costituite dalla Serra Dolcedorme (2267 m.), dal Monte Pollino (2248 m.), dalla Serra del Prete (2180 m.), dalla Serra delle Ciavole (2127 m.) e dalla Serra di Crispo (2053 m.). Da S. Severino Lucano si diparte un altro breve tracciato che conduce alla valle del Frido fino al santuario settecentesco della Madonna del Pollino, dove si radunano a luglio migliaia di fedeli in pellegrinaggio dalle regione limitrofe. Da Terranova una strada conduce al laghetto della Duia, da cui si dirama una serie di sentieri che costeggiano piccoli specchi d'acqua; seguendo la cima del monte Pelato s'incontra un percorso che giunge al santuario della Madonna del Pollino. Tra Episcopia e S. Severino Lucano si estende il bosco di Magnano, fra i 700 e i 900 m. di altitudine, con faggi, cerri e querce, attraversato dal torrente Peschiera, le cui rive sono arricchite da un'intensa vegetazione di salici e ontani neri. Tra Terranova e Francavilla un sentiero porta alla sorgente Catusa, uno dei luoghi più famosi del Parco, inserita in una suggestiva cornice naturale tra massi monumentali e faggi. Altri percorsi si diramano nel cuore del massiccio tra il colle dell'Impiso e il casino Toscano. |
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Maratea, definita la Signora del Mare per la sua bellezza, è situata su uno strapiombo roccioso immerso nel verde a picco sul mare, con incantevole panorama sul golfo di Policastro. E’ l’unico comune della provincia di Potenza situato sul mar Tirreno, ed è entrato giustamente nel flusso turistico nazionale ed internazionale proprio per le sue bellezze turistiche e naturalistiche. Il comune comprende una parte più antica in posizione elevata (Maratea Superiore) ed una più moderna (Maratea Inferiore). Il centro storico si sviluppa in posizione panoramica sulle falde del Monte S. Biagio a circa 300 m. di altitudine. Le testimonianze più antiche risalgono all'età del Bronzo (loc. La Timpa), mentre ad epoca romana sono riferibili resti di ville collocate in prossimità della costa (Capo La Secca) a controllo degli approdi e dei traffici. Parte delle spiagge è raggiungibile in auto ed è dotata anche di stabilimenti balneari (Acquafredda, Fiumicello, Marina), oltre ad una serie di calette e baie suggestive, visitabili via mare o a piedi. il porto di Maratea è stato di recente ampliato, diventando porto peschereccio di quarta classe; da qui, via mare, è possibile visitare le grotte di località Marina, oltre alla grotta delle Cedroselle nel lato settentrionale della Punta Caina.
Enogastronomia La cucina di Potenza è caratterizzata dall'uso di ingredienti semplici e genuini. Uno dei punti di forza di questa cucina è senza dubbio la pasta prodotta artigianalmente: tipiche sono le lasagne condite con ceci e porri, oppure i ravioli (famosi sono i ravioli alla potentina con ripieno di ricotta, prezzemolo, prosciutto ed uova) o gli strascinati (un tipo particolare di pasta incavata), le recchietelle, i maccaroni a ferrette, i fusilli. Molto famosi sono gli insaccati locali tra cui sopressate, prosciutti e soprattutto la salsiccia insaporita con semi di finocchio e peperoncino. Altri prodotti tipici sono i peperoni cruschi fatti essiccare e fritti in olio, i formaggi tra cui il casiddu (pecorino fresco). Tra i dolci troviamo i chinulidd, ripieni di crema di ceci e cioccolato, u piccidett, la ciambella pasquale, e i pettulat di Carnevale, crepes cotte sulla pietra riscaldata o su lastre ed i famosi taralli (ricoperti di glassa di zucchero). Tra i vini vi consigliamo l'Aglianico del Vulture e il DOC ‘Terre dell'Alta Val d'Agri'.
Prodotti Tipici Ciotole, boccali, mobili rustici, oggetti casalinghi di latta, ceramiche, ricami, tappeti annodati di Avigliano, cesti in vimini.
Eventi Il 29 maggio si festeggia il miracolo della cacciata dei turchi..la leggenda vuole che un miracolo del vescovo Gerardo permise ai potentini di respingere l'attacco dei Turchi che avevano risalito il fiume Basento fino a Potenza. Per tale motivo nel mese di maggio si tiene la rievocazione di tale episodio con una sfilata in costume. La festa si svolge la sera del 29 maggio, precedente alla giornata dedicata alla celebrazione di San Gerardo e rappresenta un evento esemplificativo della forte commistione in Basilicata tra il sacro e il profano. La sfilata prende le mosse dalla Cattedrale e, al seguito di araldi e bambini vestiti da angeli, ci sono gli schiavi turchi che trainano la galea sulla quale ci sono tre bambini, uno dei quali rappresenta il Santo. Il corteo è seguito da giannizzeri e da saraceni che scortano, a loro volta, la carrozza in cui si trova sdraiato il Gran Turco. Chiude la sfilata, dopo il passaggio dei nobili, degli arcieri e degli sbandieratori, il tempietto di San Gerardo.
Nel mese di luglio viene organizzata la Gara Internazionale Automobilistica e a settembre la gara di fuochi pirotecnici in località S.Luca Branca.
Come arrivare In auto: Autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, uscita Sicignano-Potenza; A autostrada A16 Napoli-Bari, uscita Candela e da qui superstrada Foggia-Potenza. In Treno: Ferrovia dello Stato, linea Roma-Potenza. |
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