ROVIGO
Sorge tra il fiume Po e l’Adige, al centro della Pianura Padana.
In primavera, i colori della laguna creano un paesaggio fantastico e misterioso, mentre in autunno, con la nebbia, la laguna emana un fascino segreto.
Cenni Storici L'origine dell'antica Rhodigium si presume sia avvenuta in tempi antichissimi, visto il ritrovamento di una necropoli etrusca della metà del V secolo a.C. in località Balone. Sono stati rinvenuti anche reperti archeologici romani dell'età imperiale.
Il primo documento che parla di Rovigo è un atto arbitrale del 838 che definisce la località "villa quae nuncupatur Rodigo", cioè un piccolo centro rurale costituito da case di paglia, canne e fango, nei pressi dell'Adigetto, un canale ricavato dal fiume Adige.
Nell'altomedioevo era munita di un bellissimo castello dotato di una torre circondata da una robusta palizzata. Successivamente il castello fu circondato da mura dotate di torri e porte. Inizialmente centro d'attrazione degli interessi del vescovado, nel XII secolo la città fu sotto il dominio del duca di Ferrara Azzo IV d’Este e nel XV secolo sotto la protezione di Venezia fino alla fine del XVIII secolo. Con i veneziani Rovigo ebbe un grandissimo sviluppo economico e culturale; si ricordi la fondazione, tra le altre cose, della massima istituzione culturale rodigina: l'Accademia dei Concordi. La città venne ceduta all’Austria nel 1797 col trattato di Campoformio e nel 1866 venne annessa al Regno d'Italia.
Passeggiando per Rovigo Passeggiando per le sue strade ci si imbatte in insigni edifici, chiese e castelli che offrono al visitatore esperienze piacevoli e originali. Sebbene notiamo che l’aspetto della città sia prevalentemente moderno, numerosi sono i monumenti che ci riportano ai tempi passati.
Le sue origini medievali si evidenziano nell'antico Castello del X- XII secolo, caratterizzato da un poderoso mastio quadrato. Antiche le due torri pendenti: la merlata torre Donà, una delle più alte torri medievali italiane, e una torre mozza, che fanno parte di uno scomparso castello, costruito nel 920 dal vescovo di Adria Paolo Cattaneo. Poco distante si trova il Duomo, dedicato a Santo Stefano papa.
Questa antica costruzione, nel cui interno ammiriamo numerose sculture e dipinti, ha subito dei rifacimenti verso la fine del XVII secolo e presenta ancora una facciata incompiuta. |
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Antica anche la torre di via Pighin, anch’essa risalente al tempo dei vescovi, che faceva parte della cinta muraria eretta nel 1138 dal vescovo Florio Cattaneo. Nel centro si segnalano i signorili palazzi storici attorno a Piazza Vittorio Emanuele II: vi si affaccia il portico del cinque-settecentesco palazzo del Municipio, in precedenza loggia dei Notai. Sul lato sud-occidentale è il palazzo Roverella, già Monte di Pietà, eretto a partire dal 1475, attualmente sede della Pinacoteca dell'Accademia dei Concordi.
A sinistra del Municipio, su via Laurenti, è il cinquecentesco palazzo Roncale, disegnato da Michele Sanmicheli; a destra sorge invece il palazzo dell'Accademia dei Concordi del 1814, del Baseggio che conserva una ricca biblioteca, le Pinacoteche (con opere di G.B. Tiepolo) e un piccolo, ma interessante, museo archeologico.
Tra gli edifici di culto di un certo interesse storico artistico vi è la Chiesa della Beata Vergine del Soccorso, detta la Rotonda del Zamberlan, rivestita al suo interno da tele dei maggiori pittori veneti del XVII sec. e dotata, al centro, di un magnifico altare di legno dorato. L’edificio è strutturato su pianta centrale ed è formato da un corpo ottagonale che possiede per ogni lato tre grandi finestroni che illuminano l’interno.
La chiesa è affiancata da uno splendido campanile costruito da Baldassarre Longhena, alto circa 60 metri che si sviluppa su basamento a pareti inclinate e una cella campanaria a loggia con due archi arricchiti con lesene ioniche. Un'altra chiesa di rilievo é quella di S. Bartolomeo, ricordata per i bellissimi "Angeli" di G. Le Court. Limitrofo alla chiesa è l'ex Convento degli Olivetani, con il Chiostro del 1480, attribuito al Rossetti, oggi sede del Museo civico dei Grandi Fiumi. Attraversata piazza Garibaldi, sulla quale si staglia la neoclassica facciata del Teatro sociale del 1818-19, si arriva al complesso francescano della città. La sua chiesa, malgrado gli ampi lavori ottocenteschi, mantiene l'originario impianto romanico-gotico, ricevuto fra il 1300 ed il 1430, con l’aggiunta del campanile nel 1520. |
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Dintorni La provincia di Rovigo comprende un vasto territorio denominato Polesine, incluso fra i corsi inferiori dei fiumi Adige e Po e originato per l’accumulazione dei depositi alluvionali di piccole dimensioni. La zona del Delta del Po è oggi tutelata e valorizzata attraverso l’istituzione del Parco Regionale del Delta del Po avvenuta nel 1989. In quest’area, ricca di varietà ambientali floro-faunistiche, sono stati ritrovati anche numerosi reperti archeologici; si pensi alle antiche tracce del porto romano e alle splendide chiese paleocristiane e bizantine del ravennate, oltre alla famosa Abbazia di Pomposa risalente al VIII-IX secolo e a S. Apollinare in Classe.
Numerosi i musei che raccolgono testimonianze storico-artistiche legate alla vita del fiume. Tra essi ricordiamo il Museo dei Grandi Fiumi, sito a Rovigo presso l’antico Monastero Olivetano di San Bartolomeo, che riunisce materiale archeologico del periodo compreso tra il II e il I millennio a.C. raccolto nel Medio e Alto Polesine. Il Septém Mària Museum ad Adria, un museo dedicato all’acqua, alla sua storia, al suo rapporto con la gente e la terra polesana. Dedicato invece alla bonifica compiuta nel Delta, simbolo del rapporto indissolubile tra uomo e acqua, è il Museo Regionale della Bonifica visitabile a Taglio di Po.
A Cà di Tiepolo, frazione di Porto Tolle, si trova il centro di Documentazione della Civiltà Contadina, creato per mantenere viva la memoria delle tradizioni contadine e della pesca attraverso la mostra di antichi attrezzi, oggetti e ricostruzione di ambienti domestici. Infine segnaliamo il Centro di Documentazione della Civiltà e del Lavoro a Fratta Polesine, dove sono ricostruiti gli ambienti tipici del mondo palesano, legato alla terra e al lavoro dei campi.
Ad una ventina di chilometri da Rovigo sorge Adria, un antico insediamento risalente al VI sec. a.C., il cui nome ha imposto la denominazione al mare Adriatico. La sua storia è oggi narrata dai reperti conservati al Museo Archeologico Nazionale con testimonianze delle civiltà etrusca, greca e romana. Oltre al museo è interessante la Cattedrale con un fonte battesimale del II secolo ed una cripta con affreschi bizantini del VII secolo e la Basilica di Santa Maria Assunta della Tomba, una antica chiesa dove si può ammirare una vasca battesimale risalente al VII secolo.
Altre località interessanti nel territorio di Rovigo sono Lendinara, sede del Santuario della Madonna del Piastrello dove è custodita l’Ascensione Votiva del Veronese, Badia Polesine e Fratta Polesine, prima fortificazione all’epoca dei contrasti tra Estensi e Verona ed, in seguito, sede di residenze padronali come Villa Molin e Villa Badoer. Questa, eretta dal Palladio nel 1568-70, su commissione dei nobili lagunari di cui ancora porta il nome, è vicina a villa Molin, con decorazioni probabilmente di Giallo Fiorentino. Nei pressi di Porto Tolle e di Scardovari, nella laguna salmastra, vi si possono trovare gli ultimi casoni. Erano le case dei pescatori, fatte di paglia e con il camino di pietra all'interno. Dalla frazione di Ca' Dolfin, varcato il Po, si può raggiungere l'isola di Polesine, dove funziona la centrale termoelettrica.
Si passa quindi all'economia peschereccia di Scardovari, per compiere la lingua di terra alla bocca del Po delle Tolle e costeggiare le colture dell'antica sacca degli Scardovari. Superate le bocche del Po di Gnocca sul ponte di barche di Santa Giulia, s'incontra Gorino Veneto: sulla sponda opposta, il Grande Bosco della Mesola è già Emilia-Romagna.
Enogastronomia Rovigo è caratterizzato da una cucina povera, incentrata su ingredienti semplici e genuini. Tra i piatti tipici troviamo il riso in brodo di pesce, il “risotto polesano” con anguilla, cefalo e branzino, la “faraona in tecia” cucinata con la stufa a legna o nel caminetto all’interno di una pentola di coccio, la minestra di fagioli al “magasso” (un’anatra frequente nelle valli del delta), e il risotto di branzino, frittelle di zucca, pastissada, tortellini di zucca, anguille arrostite alla fiamma, pecorino polesano. Altre specialità sono il cefalo arrosto ed il branzino e fòlaga in umido con fagioli. Non vi sono DOC tra i vini prodotti nella provincia, ricordiamo il Cabernet e il Clinton.
Eventi La Fiera Annuale in ottobre. La Sagra di S. Bortolo in agosto. La Stagione Lirica Tradizionale in ottobre-dicembre. La Stagione Concertistica in gennaio-aprile.
Come Arrivare In Auto: Autostrada A4 per chi proviene da Verona, uscita Verona Sud e prendere in direzione Rovigo la superstrada SS434; Autostrada A13 per chi proviene da Padova ed uscire in direzione Rovigo. In Treno: Rovigo è ben servita dalla linea ferroviaria Bologna-Venezia. In Aereo: Gli aeroporti più vicini a Rovigo sono quello di Bologna, quello di Venezia e quello di Verona. |
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