DESCRIZIONE
Scegli una meta
Cerca
Alberghi e Residence
Percorsi d'arte
Divertimento e Spettacolo
Eventi Fieristici
Natura e Sport
Benessere
Oroscopo
Annunci gratuiti
IN PROVINCIA DI LA SPEZIA
LA SPEZIA
Meta fin dall'antichità dei soggiorni dei patrizi Romani, di celebri letterati, il suo golfo e l'entroterra hanno sempre affascinato i suoi visitatori. Il suo territorio include Portovenere e le Cinque Terre dichiarate dall'Unesco "patrimonio dell'Umanità.

Cenni storici
Il territorio sul quale è sorta La Spezia mostra già chiari e leggibili segni di presenza umana a partire dalla preistoria con emergenze archeologiche risalenti all'età del Ferro. Ma le tracce più eclatanti di frequentazione del Golfo le abbiamo in età romana. La fase altomedioevale e quella successiva appaiono caratterizzate da una realtà assai complessa e frammentata, ricostruibile a tasselli, anche attraverso la più generale situazione politico - economica della Liguria orientale.

La Spezia rimane un piccolo borgo di pescatori sino al 1276 quando passa ai genovesi che la dotano di mura fortificate. Il sito della Spezia è documentato con certezza a partire dal XII sec. ed il toponimo relativo, a partire dal sec. XIII nelle forme "aquaricium de Speca", "Aspecia", "gulfum Specie". Vive un notevole sviluppo tanto che, nel XV secolo, diventa un importante centro commerciale e navale, le cui fortificazioni vengono ulteriormente potenziate nel XVI secolo per difendere la città dalle incursioni dei pirati turchi.

Nel periodo del Quattro - Cinquecento si evidenzia, sul territorio, l'opera di numerose confraternite, tra cui quella di S. Antonio Abate, quella della Santissima Annunziata e numerose altre. Di questa prima Spezia non sono rimaste particolari emergenze monumentali, tanto che oggi La Spezia, agli occhi del turista, appare come città di impianto moderno, con poche concessioni al passato.

Nel corso del Seicento si assiste alla nascita, o per meglio dire, ad un rafforzamento del ruolo strategico - militare del centro ad opera della Repubblica genovese. La Spezia viene inserita in un organico quadro strategico e se ne ravvisa l'importanza come baluardo genovese nell'estremo Levante, soprattutto in concomitanza con le mire espansionistiche della Spagna. Oltre alla costruzione di alcune fortezze ex novo, Genova mira a rafforzare i baluardi difensivi già esistenti, come ad esempio la cosiddetta Bastia, nell'area che tutt'oggi è occupata dal Castello di San Giorgio.

Terminata una fase di impasse economico, la città vive una rinascita durante il periodo napoleonico. Si sviluppa un nuovo e dinamico impulso dal punto di vista politico ed economico: si ha una ripresa generale delle attività imprenditoriali borghesi e mercantili e si consolida una classe aristocratica cittadina assai vivace.

La Spezia si inserisce qualche anno più tardi nell'ordinamento del Regno sardo-piemontese, in qualità di sede dell'Intendenza della Provincia di Levante (siamo nel 1815). E' da questa data in poi che il centro assume dapprima una vocazione di località balneare, poi la fisionomia di capitale marittima militare.Si aprono decenni di grande crescita demografica: la città si espande oltre la cerchia delle vecchie mura nella piana antistante il mare. Viene approvata la legge del trasferimento dell'Arsenale da Genova alla Spezia nel luglio del 1857: accanto alle due grandi darsene, ai bacini di carenaggio e ai vari scali è prevista la costruzione di  numerosi edifici quali officine, magazzini e uffici. Il 1862 vede l'avvio dei lavori e il 28 agosto 1869 l'inaugurazione ufficiale dell'Arsenale.

Alla costruzione dell'Arsenale si accompagnano i lavori di fortificazione del Golfo, che impiegano notevole mano d'opera con un conseguente movimento migratorio stabile di tutta una categoria di persone legate direttamente o indirettamente all'ambiente della Marina Militare. La Spezia viene annessa allo stato italiano nel 1860, e scelta per la sua posizione strategica come piazzaforte marittima, la più importante del mar Tirreno.

A seguito dei bombardamenti effettuati a tappeto nel 1943, il tessuto urbano esce gravemente ferito e, più che mai urgente, si pone il problema della ricostruzione.Quest'ultima si svolge sulla scorta del piano regolatore del 1946 e, purtroppo, finisce per far disperdere ulteriormente le tracce degli antichi edifici e le emergenze storiche. E' a seguito di questi eventi che la città assume il volto di centro urbano industriale, per così dire "senza storia", almeno fino alla fine degli anni Ottanta del Novecento, al centro di un'economia prettamente incentrata sugli stabilimenti industriali e sul porto, con parallela decadenza delle attività cantieristiche e navali.

Oggi la città cerca di riprendere il filo della sua storia e si rimette in gioco come polo turistico d'attrazione. Nel novembre 1996 nasce il Museo Civico "Amedeo Lia" (MAL). Con quest'istituzione La Spezia si qualifica come città d'arte d'interesse europeo. Tale evento si inserisce nel quadro di un vasto programma di recupero di antichi edifici storici, di valorizzazione del patrimonio artistico disponibile, di lavoro d'équipe tra le più importanti istituzioni culturali cittadine.

Passeggiando per La Spezia
Legata inevitabilmente alle vicende di Genova fino alla caduta della Repubblica Ligure, cresce, si modifica, si forma secondo i moduli della Capitale ligure.
La chiesa di Santa Maria Assunta è la vecchia cattedrale della Spezia. Affacciata su Piazza Beverini, fu costruita per la prima volta nel 1271 e venne più volte distrutta e ricostruita. Ha mantenuto alcuni elementi originali come il presbiterio ed il campanile. All’interno si trovano interessanti opere artistiche come l’Incoronazione della Vergine con Santi di Andrea della Robbia. Dalla piazza, sul lato destro, si può intravedere il Castello di San Giorgio. Questo è forse il monumento che meglio rappresenta la storia della Spezia. Questa costruzione si trova su un rilievo chiamato il Poggio e domina l'abitato di stile bassomedievale. Oggi è sede delle collezioni Archeologiche "Ubaldo Formentini" in cui si possono ammirare le celeberrime statue stele della Lunigiana, reperti dell'antica città di Lunae e ritrovamenti dell'età romana e tardo medioevale effettuati nel territorio di La Spezia.

In città, oltre al Museo del Castello San Giorgio, sono presenti altri musei che meritano una visita: nel Museo Lia una grande varietà di opere documentano il gusto e la cultura dell’arte dall’epoca classica all’età moderna; ospita più di 1.100 pezzi d'arte di grandi artisti come Tintoretto, il Romanino, Giovanni e Gentile Bellini, Paolo Veronese e Tiziano. Il Museo del Sigillo accoglie esemplari originali di sigilli, dall’antichità ai famosi pezzi elaborati da Fabergé, l’orefice degli Zar; mentre il Museo Etnografico documenta le tradizioni popolari e la vita contadina locale. Nel Museo diocesano sono visibili una serie di pannelli illustrativi e reperti che testimoniano le vicende storiche del territorio diocesano, le mutazioni geografiche, le opere di carità ed assistenza, le istituzioni ecclesiastiche, gli ordini religiosi. Essendo un importante porto militare e commerciale, alla Spezia non poteva mancare il Museo Tecnico Navale che raccoglie cimeli delle gloriose imprese della Regia Marina, cannoni, armi leggere e modellini di navi.

L'Arsenale Militare è l’edificio-struttura che ha favorito il vero e proprio sviluppo della città. La costruzione sconvolse la geografia del Golfo della Spezia e dell'abitato. Furono create le darsene interne all'Arsenale, i bacini di carenaggio, canali, nuove strade, la ferrovia e un intero quartiere. Il vecchio borgo, quello che si trovava a ridosso del Poggio, rimase quasi intatto. Ancor oggi si possono vedere tratti di carugi, vie strette dove le abitazioni sono poste le une contigue alle altre, case torri. Poco distante vi è il campo degli Agostiniani, oggi piazza Sant’Agostino, laddove un tempo, nella porzione a monte, era il convento fondato nel 1390: qui le residenze barocche che costituiscono verso mare una palazzata continua, risultano edificate accorpando precedenti case torri le cui potenti tracce in marmo o in arenaria emergono nelle zone basamentali.

Lungo via Vittorio Veneto sorge il Palazzo della Prefettura e poco oltre la Cattedrale intitolata a Cristo Re dei Secoli, un grande edificio circolare, bianco, che domina piazza Europa. Venne consacrata nel 1957. Di notevole il centro commerciale Kennedy, sviluppato su un’ampia piazza, dove si svolgono manifestazioni sociali e di intrattenimento. È il cuore moderno, dinamico e propositivo della città della Spezia. Un complesso architettonico innovativo, unico in Italia, firmato dall'architetto Vittorio Gregotti, su modello delle "shopping gallery" inglesi e tedesche.

Negli ultimi anni sono state potenziate anche le strutture ricettive per la nautica da diporto: in primis Porto Lotti, attrezzato e moderno porto turistico situato sulla strada che collega Lerici a La Spezia, accoglie imbarcazioni provenienti da tutto il mondo.

La passeggiata a mare della città -detta passeggiata Morin-è fiancheggiata da palme; da qui partono giornalmente traghetti che compiono il giro del Golfo, delle Isole, e che raggiungono oltre alle Cinque Terre e Portofino, l’acquario di Genova e anche alcune isole dell'arcipelago toscano come Capraia e Gorgona.

Dintorni
La natura incontaminata con le colline a strapiombo sul mare, le calette della Riviera e delle Cinque Terre, i boschi e gli incantevoli borghi delle valli della Magra e del Vara, le bellezze di Lerici, Portovenere e Sarzana rendono questo territorio un luogo veramente speciale.

Le innumerevoli spiagge, affacciate su uno dei mari più puliti del Mediterraneo e contornate da un ambiente unico e promosso dall'UNESCO nel 1997 al rango di "Patrimonio dell'Umanità", sono da secoli una delle mete preferite del turismo balneare. Qui, dove soggiornavano i membri della Famiglia Reale e dove continuano a "rifugiarsi" artisti e intellettuali di tutto il mondo, è possibile trovare l'ospitalità e le strutture per un soggiorno indimenticabile. Nel tratto di costa delle Cinque Terre, compreso tra la zona di Punta Mesco e quella di Capo Montenero, è stata istituita un'Area Marina Protetta. Questo tratto di costa forma quasi un unico golfo, chiuso a terra da una costa a strapiombo sul mare, dove si susseguono, alternati da baie e piccole spiagge, i borghi di Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso.
Le Cinque Terre sono un fondersi insieme di cultura, storia e fatiche immense, spese nel corso dei secoli dai suoi abitanti, per modellare un territorio ostile, costruendo migliaia di chilometri di muretti a secco sulle colline impervie. Sono un luogo in cui natura e uomo, in completa armonia, hanno costruito un paesaggio unico, oggi patrimonio di tutti. Questo paesaggio così vario e suggestivo è una ricchezza in più per la zona ed è infatti in grado di accontentare sia il turista che preferisce la spiaggia di sabbia, classica con ombrelloni e sdraio, (a Monterosso), sia chi preferisce una spiaggia di ciottoli (a Corniglia o a Riomaggiore), sia chi preferisce immergersi da scogli lisci (a Vernazza o menarola). Inoltre vi è la possibilità di spostarsi in canoa o in barca alla ricerca di spiaggette isolate, raggiungibili solo dal mare, o di scendere in immersioni subacquee accompagnati da professionisti del luogo.

In un breve spazio di tempo si consiglia di percorrere, all’interno del Parco marino delle Cinque Terre, alcuni dei sentieri che uniscono tra loro le diverse località. Prima fra tutti la Via dell’Amore che collega Riomaggiore a Manarola: uno straordinario percorso di pochi chilometri, a picco sul mare, costruito intorno agli anni 20. La vegetazione è composta da pini marittimi, querce da sughero, lecci nonché dai famosi vigneti, da cui si ricava l’altrettanto noto vino Schiacchetrà.

Si possono alternare ai sentieri delle Cinque Terre, i percorsi che uniscono le colline intorno al Golfo dei Poeti. Tra questi il sentiero che congiunge Portovenere a Compiglia e questa località a Tramonti e Biassa. Questo sentiero, come gli altri, offre un panorama di incomparabile bellezza, tra il blu del mare e il verde della rigogliosa vegetazione. Se possibile si consiglia di visitare l’isola Palmaria: qui tra la macchia mediterranea nidifica il Gabbiano reale, vive il tarantolino, un rettile geconide e cresce una pianta endemica, la Centaurea Veneris, di colore lillà.

L’itinerario culturale parte dai musei della città verso l’antica Luni, Portovenere, Lerici, Sarzana, Levanto, Varese Ligure e i piccoli borghi della Val di Vara sono alcune delle mete, ricche di testimonianze artistiche,che permettono di immergersi nella storia, cultura e tradizioni spezzine.

Ci si può indirizzare verso i percorsi dell’interno. La piana del Magra, unico parco fluviale di tutta la Liguria, è l’ambiente in cui nidifica il martin Pescatore, il pendolino e il tarabusino e vari uccelli acquatici migratori tra cui anatre e aironi cinerini. La presenza numerosa di pesci, richiama in questa zona della provincia anche pescatori e naturalisti dalle regioni vicine. Ricca di sentieri percorribili a piedi o a cavallo è la Val di Vara, il polmone verde della provincia: tra essi, segnaliamo l’Alta via dei Monti Liguri, che seguendo i crinali dell’Appennino, percorre tutta la regione. Altro meta da non perdere è il Parco di Montemarcello: si può camminare tra la vegetazione mediterranea tra gli scorci di un panorama che spazia dal golfo spezzino alla Versilia. In loco si può visitare un interessante orto botanico. E si può aggiungere un itinerario verso le Alpi Apuane che, con le loro cave di marmo bianco rappresentano un panorama unico al mondo. Inoltre la Lunigiana, terra di Castelli e di ambiente ancora a misura d’uomo, è distante poche decine di chilometri dalla Spezia.

Enogastronomia
La cucina spezzina è semplice, caratterizzata dall’uso di ingredienti poveri, ma esaltati nei loro sapori dall’uso delle numerose erbe aromatiche che crescono spontaneamente su tutto il territorio provinciale. Nelle ricette il condimento principale è l’olio d’oliva, che, anche qui, come in tutta la Liguria è particolarmente delicato.

Tra i primi piatti il più famoso è senza dubbio la Mesciua, zuppa a base di ceci, fagioli cannellini, lenticchie e grano farro, condita con olio d’oliva e pepe nero. Vanno poi ricordati i Tagiain ai fasei o conditi con il pesto, la pasta con le acciughe e la caratteristica Caponada fatta con pane secco, bagnato in acqua e aceto, a cui si aggiungono acciughe salate, cipolle, pomodori, basilico, capperi e un po’ di peperoncino rosso. Tipici della Val di Magra sono invece i Testaroli (un tipo particolare di "focaccia" non lievitata, cotta nei caratteristici "testi" in coccio) conditi con il pesto o il sugo. Come tralasciare poi le tagliatelle, i ravioli (detti "turdei" ) o la polenta "incatenata" con i cavoli.Tra i secondi piatti a base di carne si ricordano il coniglio in umido o fritto, il pollo alla cacciatora, la trippa in umido, il rognone trifolato e la cima ripiena (pancetta di carne di vitello ripiena di uova, carciofi, piselli, bietole, carote). Molto popolari sono, in tutta la provincia, la focaccia, la farinata di farina di ceci, gli Sgabei (pasta lievitata e fritta), i fiori di zucca ripieni e le torte d’erbi o torte di verdura, un tempo servite come contorno o companatico. I piatti di pesce sono prevalentemente a base di acciughe, baccalà e muscoli. Sono cucinati fritti, ripieni, in bianco, marinati (a scabecio) o conservati sotto sale e olio. Lo stoccafisso e le seppie, invece, vengono quasi sempre preparati in umido. Tra i dolci tradizionali il budino fatto con uova , latte, zucchero e cotto a bagnomaria; il castagnaccio fatto con farina di castagne e ricoperto di pinoli e uvetta ed infine la famosa Spongata sarzanese, ricchissima di canditi, marmellata e frutta secca . Tra i vini la fanno da padrona i bianchi: il più famoso in assoluto è lo Sciacchetrà, vino liquoroso ottenuto dalla fermentazione di uve vermentino, bosco e albarola maturate sui terreni terrazzati delle Cinque Terre e fatte appassire su speciali graticci fino alla fine dell’autunno. Altri vini meno noti, ma non meno squisiti, sono il bianco secco D.O.C delle Cinque Terre, il Lievanto prodotto nella vallata di Levanto e la vernaccia di Corniglia .Nella Val di Magra si producono numerosi tipi di vino: ottimi i bianchi e i rossi di Arcola , dei Colli di Luni (D.O.C) e del piano del sarzanese.Ricordiamo i Vermentini di Montecchio , di Marciano e di Sarticola , il Barbera e il bianco di Linero , l’Aleatico di Sarticola.Un doveroso richiamo in fine va fatto ai vini prodotti a Tivegna, Ponzò, Riccò, Beverino e Bolano per la loro ottima qualità.

Eventi
Tra le principali manifestazioni ci sono: il palio del golfo che avviene la prima domenica del mese di agosto, in cui le contrade del golfo si sfidano a colpi di remi, nello specchio d’acqua antistante la passeggiata Morin; la festa di San Giuseppe, patrono della città, consente la visita all’Arsenale e alle navi militari, e riempie i giardini pubblici di multicolori bancarelle; la festa di San Venerio, caratterizzata da un corteo di barche illuminate che raggiunge Lerici. Nello stesso giorno è possibile visitare l’isola del Tino, altrimenti inaccessibile, perché zona militare.

Come arrivare
In aereo: Gli aeroporti più vicini a La Spezia sono gli aeroporti di Pisa "Galileo de Galilei" (tel. 050.849111) e di Genova Cristoforo Colombo dai quali si può raggiungere la città percorrendo l'A12.
In treno: La Spezia ha 2 stazioni: "La Spezia Centrale" e "La Spezia Migliarina". Linea Ventimiglia/La Spezia è per chi viene dal settentrione. Vi si immette anche la direttrice tirrenica per Roma, Napoli e tutto il Meridione.
In auto: A12 (Genova-Livorno) e A15 (Parma-La Spezia) entrambe con uscita a "La Spezia".

Da non perdere