TERAMO
cittadina incastonata tra le vette e il mare, tra il versante orientale dell'Appennino abruzzese e le vallate che degradano dolcemente fino alla costa dalle spiagge dorate.
Cenni storici La città ha origini antichissime, essendo stata abitata fin dai tempi preistorici. Furono forse i Fenici a contribuire alla sua fondazione, chiamandola “Petrut” cioè “luogo elevato circondato dalle acque” e facendola diventare centro di riferimento per le popolazioni pretuziane. Capitale del Pretutium con il nome di Interamnia Praetutiorums, godette di una relativa indipendenza. Fu, poi, la capitale del Praetutium, nome dato al territorio Teramano quando la città, perduta la libertà italica, divenne dominio romano.
Sotto i romani Teramo si trovò ad essere al tempo stesso colonia e municipio. Sotto l'imperatore Augusto e poi sotto Adriano conobbe un lungo periodo aureo del quale furono testimonianza i templi, le terme, il teatro, l'anfiteatro e tutta una serie di monumenti oggi sommersi dalla nuova città. Fu distrutta, nel 410, dai Goti di Alarico e conobbe un periodo di decadenza. Successivamente, sotto i Longobardi, fu aggregata, come Contea, al Ducato di Spoleto, con i nomi, prima di Aprutium, poi di Interamnia ed infine di Teramum.
Venne poi il periodo normanno e, conquistata e perduta più volte da questi, andò infine soggetta ad una dominazione vescovile e nel 1234, quando Federico II di Svevia ripartì il Regno di Sicilia in nove Giustizierati, Teramo fu annessa a quello che faceva capo a Sulmona. Alla fine del XIV secolo Teramo passò sotto la Signoria degli Acquaviva che riuscirono a sedare, temporaneamente le ormai centenarie lotte intestine. Tornò, allora, la prosperità, poi ancora la città fu dilaniata dalle lotte fra le fazioni intestine. Diverse famiglie si alternarono al potere, dal 1438 al 1443 Teramo fu tenuta da Francesco Sforza e, poi, da Alfonso d'Aragona. In seguito alla guerra di successione spagnola divenne dominio austriaco e, nel 1798, fu sottoposta ai Francesi. Nel 1815, dopo la rivolta contro il governo di Murat, la città aprutina tornò al Regno di Napoli, per seguire poi le vicende storiche del Meridione.
Passeggiando per Teramo Teramo si presenta come una città un po’ sonnolenta, familiare e semplice, ma anche ricca di spunti e scorci di interesse culturale e storico artistico. La storia della città è testimoniata dai resti e dai monumenti simbolo che si trovano a pochi passi l’uno dall’altro. Nel cuore della città sorge la Cattedrale di San Berardo, una delle opere architettoniche più singolari e composite che possieda il patrimonio artistico italiano. Edificata nel 1158, modificata, quasi certamente nella seconda metà del '400, il suo interno fu trasformato completamente nel 1739. Oggi si presenta come frutto del gusto tutto abruzzese del coronamento orizzontale che si riscontra in tutte le basiliche e chiesette disseminate per la regione, e la volontà verticale del primo rifacimento. Inoltre è il risultato dell'unione di due chiese: la parte più antica, romanica, del XII secolo, coincide con le navate e parte del transetto, l'altra parte, posta dopo l'abside, gotica, deriva dall'ampliamento voluto il secolo successivo dal vescovo Nicolo' degli Arcioni (1317-1335). Vanta due facciate. La prima reca il portale opera di Diodato Romano, risalente al 1332. L’altra facciata è più semplice e lineare. All’interno della chiesa, a tre navate, si possono ammirare il “paliotto d’argento” di Nicola da Guardiagrele, realizzato tra il 1433 e il 1448, opera di notevolissima importanza, decora l'altare maggiore, capolavoro di Nicola da Guardiagrele. Diviso in 35 formelle raffiguranti scene sacre ed episodi della vita di Cristo, questa preziosa opera è esempio tra i più alti dell'arte orafa italiana e una delle più importanti testimonianze del primo Rinascimento. Fu eseguito in quindici anni, dal 1433 al 1448, su commissione di Giosia d'Acquaviva. e il “Polittico”, un’opera di sedici tavole, dell’artista Jacobellus De Flore; la cattedrale vanta il più bel campanile dell’arte gotico- lombarda d’Abruzzo. Alto 48 metri la cui parte inferiore, di pianta quadrata, risale alla seconda metà dei XII secolo; la parte superiore formata da un corpo ottagonale e da una cuspide piramidale, ricca di ornamenti gotici, è opera di Antonio da Lodi che la realizzò nel 1493. |
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Poco distante c’è il teatro romano che fu costruito nei primi anni del II secolo, sotto l’imperatore Adriano. Il teatro romano, in pieno centro, del quale è stata riportata alla luce solo la parte orientale, aveva una cavea di ben 78 m, e poteva ospitare circa tremila spettatori. La ricchezza delle decorazioni e il tipo di costruzione datano il complesso intorno al 30 a.C. A ovest del Teatro sorgeva l'Anfiteatro, del III - IV secolo, i cui resti si possono vedere lungo la strada parallela al Teatro. L’unico resto altomedievale di Teramo invece, è la chiesa di San Getulio, sorta in età bizantina su di un tempio romano. Prima distrutta e poi ricostruita nel XII sec., fu nuovamente incendiata dai Normanni, tanto che di quell’epoca ne sono testimonianza solo alcuni resti.
In via Antica Cattedrale ci sono i resti dell’antichissima Sancta Maria Interamnensis, oggi Sant’Anna, eretta nel VI secolo durante il periodo bizantino sui ruderi di una domus romana. All'interno, sotto dei lastroni di vetro, si può ammirare un meraviglioso pavimento a mosaico. Fuori porta c’è la chiesa della Madonna delle Grazie, risalente al 1153. All'interno si trova la statua della Vergine col bambino, che rappresenta uno dei capolavori della scultura rinascimentale abruzzese, attribuita a Silvestro dall’Aquila. Particolare il Chiostro: sui suoi tre lati pilastri e colonne sorreggono capitelli ornati di foglie sui quali poggia una serie di archi semicircolari e elementi architettonici dei secoli XII e XV.
Vale la pena visitare il bel Convento di San Giovanni con il chiostrino restaurato, le strutture trecentesche del Palazzo Vescovile e della Loggia del Municipio, la Chiesa di San Domenico e Casa Capuani, in via Veneto, e la Biblioteca Provinciale "Melchiorre Delfico". Non va trascurata, poi, una visita al Museo Civico e alla Pinacoteca, che si trovano in piazza Garibaldi, nell'ombrosa villa comunale.
Sebbene sia visibile solo dall'esterno merita una visita anche il Castello della Monica, costruito dal pittore Gennaro della Monica, grande imitatore dell'antico, alla fine dello scorso secolo. Si tratta di una costruzione in stile medievale: un castello con il proprio borgo, con merli e finestre.
A pochi chilometri dal centro storico si trova l'Osservatorio astronomico di Collurania, fondato nel 1890 dall'astronomo teramano Vincenzo Cerulli che, nel 1917, la donò allo Stato. Ci si arriva uscendo da Porta Romana e proseguendo per via Conte Contin e, dopo aver superato il ponte sul Tordino, si sale fino a Colle Urania. Il tragitto offre uno splendido panorama della città. |
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Dintorni I dintorni della città sono ricchi di frazioni interessanti, sopra i colli panoramici e nelle vallate bagnate dai fiumi teramani Tordino e Vezzola. Vale la pena fare qualche splendida passeggiata cogliendo l’occasione per vedute sui monti e sul mare.
Basti pensare che la catena del Gran Sasso d'Italia e il massiccio della Laga, gruppi montuosi tra i più importanti dell'intero arco appenninico, conferiscono alla montagna teramana un ruolo di primo piano nel variegato panorama regionale e nazionale. Alla maestosità del Gran Sasso, caratterizzato da altissime e spesso inaccessibili pareti, ideali per l'alpinismo, si contrappone la diversa morfologia della Laga, regno di boschi, splendide gole e spettacolari cascate. Boschi, cascate, flora e fauna, spesso uniche, rendono il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga uno dei luoghi tra i più affascinanti d'Italia. Tra queste montagne si trova il più grande bacino artificiale d'Europa: il Lago di Campotosto. Lungo i vari percorsi del parco si trovano antichi castelli (Castel Manfrino) o borghi di pietra e roccia (Pietracamela).
In collina la vivezza dei colori impreziosisce i contorni dolci dove, accanto agli oliveti e ai vigneti, domina la natura. Attraverso i suoi borghi e lungo i percorsi si ammirano le tracce della presenza dell'uomo dal Paleolitico ad oggi e si conservano preziose testimonianze legate alle tradizioni artigiane ed all'esercizio di culti religiosi antichissimi. |
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Il mare si candida come il luogo ideale per trascorrere le vacanze estive, offrendo la bellezza delle sue spiagge, la salubrità del suo clima, tipicamente mediterraneo, la ricchezza della flora, caratterizzata da palme, pini ed oleandri. Un ambiente valorizzato dall'alta qualità delle sue infrastrutture grazie alle quali risulta essere all'avanguardia nel settore turistico-balneare. Da Nord a sud si incontrano le città di Martinsicuro, Alba Adriatica, Tortoreto, Giulianova, Roseto Degli Abruzzi, Pineto, Silvi.
Gastronomia Nella provincia di Teramo la cucina è una vera e propria arte, un' isola di civiltà gastronomica, dove, ancora oggi, nella maggior parte delle case regna sovrana la "massa", impastata da mani sapienti e dove quasi tutto si cucina con l'olio di oliva, principe degli alimenti sotto il profilo dietetico.
Per parlare della cucina tipica del luogo si deve accennare a quella Abruzzese-Molisana che, dalla costa dell'Adriatico fino ad arrivare ai monti dell'entroterra, presenta le caratteristiche derivanti dall'economia locale, conservando la genuinità dei prodotti adoperati, la semplicità dei condimenti e la sobrietà della preparazione. I piatti sono tutti dotati di una propria personalità riconoscibili dalla fantasia e dalle varie elaborazioni. Diverse forme per la pasta fatta in casa, ogni paese ha il suo piatto forte: Pasta alla chitarra, Taccozze, Cavatelli, Ciufele, Gnocchi, 'Ndrocchie, Fusilli, Strozzapreti, Sagne, Sagne pezzate, Lasagne ecc.Le carni in genere più usate sono l’Agnello, il Capretto, i Conigli, il Pollame e il Maiale. Caratteristici gli Arrosticini, la Pezzata e i Torcinelli. Un'altra bontà che ci offrono queste regioni sono quei prodotti ricavati dalla pastorizia di Ovini e Bovini: ottimi Formaggi Pecorino e Caciocavalli , Mozzarelle e Trecce. Anche nella realizzazione di dolci, la maestria delle donne mista alla semplicità delle ricette riescono a creare dei dolci di grande sapore.Possiamo menzionare le Cicerchiate, le Sise delle Monache, Biscotti, Taralli, Calcionetti, Scrippelle o Crispelle e altro. Si tratta di una cucina semplice ed essenziale, saporita e genuina.
Eventi In ogni borgo feste e sagre allietano con le loro peculiarità i visitatori.
Come arrivare In auto: da Roma, prendere l'autostrada A24 Roma-Teramo; da Pescara o da Nord percorrere l'autostrada A14 in direzione Bologna o Bari e uscire al casello di Teramo. |
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