TORINO
Torino sorge sulla riva sinistra del Po. E' un centro industriale, commerciale, culturale e turistico. La città è affascinante e ricca di preziose opere d’arte, musei, palazzi insigni.
Cenni storici La storia di Torino ha inizio nel III secolo a.C. quando, lungo le rive del Po, si insediarono le prime tribù "taurine", discendenti dalle fusioni di stirpi celtoliguri con popolazioni galliche migrate oltralpe alla ricerca di pianure coltivabili. Ai tempi di Giulio Cesare era già un importante centro commerciale, descritta dai latini col nome di “Augusta Taurinorum”. Diviene capitale di ducato sotto i Longobardi e di Contea con i Franchi. Segue un lungo periodo in cui i Savoia si inseriscono in un complesso gioco di forze che vede Impero, vescovi, feudatari e organismi del nascente Comune intrecciarsi e contrapporsi in un continuo alternarsi di lotte e alleanze, fino a quando la città viene concessa in feudo ai Savoia dall'Imperatore Federico II. Con l'unificazione amministrativa e politica di tutte le province sabaude all’inizio del quindicesimo secolo, i Savoia assegnano a Torino il ruolo di capitale. Occupata dai Francesi dal 1536 al 1562, è restituita nel 1563 a Emanuele Filiberto, con il quale inizia un fiorente sviluppo economico ed artistico. Nel 1620 Carlo Emanuele I da avvio al primo ampliamento urbano.
Inizia anche una stagione di arte e cultura che abbraccia due interi secoli. Tra il Seicento e il Settecento la città assume la fisionomia di una capitale rigorosa e austera che riserva il lusso e lo sfarzo all'interno degli edifici di governo e nobiliari. Questa prima fase dello sviluppo porta a quel modello di città "ordinata" con strade e grandi corsi allineati, divenuto poi la sua caratteristica principale. Allo scopo sono chiamati a corte architetti del calibro di Ascanio Vitozzi, Carlo e Amedeo di Castellamonte, Guarino Guarini e Filippo Juvarra, autorevoli firme dei capolavori del Barocco piemontese.
Nel 1713 Torino è scelta come capitale del Regno di Sardegna. La prima guerra di Indipendenza sospende nel 1848 questo momento di fervore culturale ed artistico che riecheggia nell’inno di Mameli, di cui si ricordano le note musicate dal maestro Novaro, nella lapide di via XX Settembre. Dopo la sconfitta di Novara e l’approvazione del trattato di pace con l’Austria nel 1850, Torino assume nuovamente un ruolo di importanza nazionale in campo culturale e politico, che raggiunge il culmine nel 1861 quando, con la proclamazione dell’Unità d’Italia, diventa la prima capitale d’Italia fino al 1864, quando la capitale viene trasferita a Firenze.
E’ dagli questo periodo che Torino inizia a mostrare la sua crescente vocazione industriale, abbandonando anche il tradizionale assetto urbanistico: nella Torino che ancora ricalca l'impianto dell'antica colonia romana, viene introdotto il sistema a raggiera, con la creazione delle prime barriere operaie, fuori dalla cinta daziaria.
Torino è patria di Carlo Alberto, Vittorio Emanuele II, Cavour, dei fratelli La Marmora, di Umberto I, di G. Baretti, di C. Balbo, di Massimo d'Azeglio, di V. Gioberti, di G. L. Lagrange, di A. Avogadro, di Giovanni Agnelli e di Giuseppe Saragat.
Passeggiando per Torino Grazie al suo centro storico, dove il tracciato viario, le strutture architettoniche e le lunghe teorie di portici danno spazio, forma e vita a piazze armoniose e accoglienti, la città conserva un'impronta di antica aristocrazia che non contrasta con il dilagante contorno delle moderne zone residenziali e della sua periferia industriale.
Torino è una città ordinata dalle vie ortogonali e dai precisi tracciati e contraddistinta da un’architettura lineare, rigorosa ed austera. Uno dei più eleganti esempi di questo gusto architettonico è rintracciabile proprio nella piazza San Carlo, nucleo centrale di questo ampliamento.
Anche nella città vecchia, ed in particolare in Piazza Castello, gli edifici di potere si configurano come tutt’oggi li vediamo, nel Seicento-Settecento: Palazzo Reale sorge sull’area preesistente del Palazzo del Vescovo. Viene costruito nel '600 ed è reggia dei Savoia fino al 1865. All'interno si possono ammirare sontuose sale che offrono esempi di arredamento dei secoli XVII e XIX. Alle spalle del palazzo sorgono i giardini reali in stile francese realizzati sempre alla fine del 1600.
Palazzo Madama, sede dell’antica porta romana Praetoria, castello all’epoca degli Acaja, nel 1718 viene dotato dell’avancorpo e dello scalone grazie al disegno di Juvarra. Il grande palazzo oggi ospita la sede del Museo Civico di Arte antica. Poco distante osserviamo il settecentesco Teatro Regio, ricostruito in forme moderne e riaperto nel 1973.
Nei pressi sono presenti l'Armeria Reale, che conserva una collezione di armature e armi dei secoli XVI-XIX; e il Museo del Cinema, inaugurato nel 1958, che illustra lo sviluppo della cinematografia e della fotografia tramite apparecchi e documentazioni. Il Museo è ospitato nella Mole Antonelliana, il vero simbolo della città di Torino. E' stata realizzata nella seconda metà dell‘800 da Alessandro Antonelli. Con questa opera si concilia la tecnica dell’ingegnere e la fantasia progettuale dell’architetto, che sfida le nuove tendenze, mostrando, come sia possibile erigere edifici di singolare disegno anche con la tradizionale costruzione in muratura. L’ascensore panoramico – che conduce al balcone a 85 metri da terra in 59 secondi - permette di vedere Torino da un punto di vista davvero unico,a un passo da via Po. La mole è alta 167 metri.
Guarino Guarini sul finire del secolo realizzò, ancora in piazza Castello, altri edifici significativi: la chiesa di San Lorenzo e la cappella della SS. Sindone, le cui cupole caratterizzano e vivificano l’atmosfera di severa eleganza della piazza. La cappella, iniziata nel 1668 e portata a termine nel 1694, è di pianta circolare e rivestita di marmi neri; culmina nella luminosa cupola conica, tra le più alte creazioni barocche, a sei ordini di archi sovrapposti, con un traforo a stella nella parte terminale. Lungo le pareti spiccano i monumenti funebri innalzati da Carlo Alberto a quattro suoi antenati, mentre al centro della cappella è collocato il ricco altare di Antonio Bertola (1694), contenente la teca d'argento che racchiude la Sacra Sindone. Il Duomo di San Giovanni, che ospita la cappella, venne costruito tra il 1491 e il 1498 ed è l’unico esempio di architettura sacra rinascimentale a Torino.
Con Vittorio Amedeo II, divenuto re nel 1713, impegnato a rafforzare la sua autorità di sovrano assoluto, riorganizzando l’esercito e ristrutturando l’apparato governativo e quello burocratico, si rinnovano le funzioni amministrative, politiche e militari e, conseguentemente, nascono nuove istituzioni e nuove sedi: sorgono per ospitare i Quartieri Militari e le Segreterie di Stato, la cui ala si diparte dalla piazzetta Reale fondendosi con l’Accademia Militare. |
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Superga, la Gran Madre, il Duomo, la Consolata, la Crocetta e molti altri insigni edifici religiosi, raccontano la storia di Torino. Alcuni sono veri e propri simboli della città, altri vengono identificati con zone precise, con quartieri, altri sono le migliori testimonianze dei grandi architetti passati per il capoluogo, da Juvarra a Guarini.
Il Santuario della Consolata, eretto nel 1678, con il romanico campanile dell’XI secolo e con decori di marmi e stucchi dorati al suo interno. La Chiesa di San Lorenzo è del 1600 di Guarino Guarini; priva di facciata, ha una struttura complessa all'interno: possiede una pianta centrale con decori in marmi policromi ed una bellissima cupola; la chiesa della Santissima Trinità del 1606 con la facciata neoclassica; la chiesa dei Santissimi Martiri, eretta dai Gesuiti dopo il 1577, con una decorazione interna barocca; il Corpus Domini, una chiesa progettata per commemorare il miracoloso giorno del 1453 in cui, secondo la tradizione, un'ostia consacrata cadde da un ostensorio rubato, si alzò in cielo e sprigionò una grande luce.
Da non dimenticare di passare in via Garibaldi, fiancheggiata da case e palazzi settecenteschi; piazza Carignano, racchiusa da numerosi eleganti palazzi; e di visitare il Palazzo dell'Accademia delle Scienze, in cui troviamo due tra le più importanti raccolte torinesi: il Museo Egizio e la Galleria Sabauda. Inoltre la Galleria d'Arte moderna e contemporanea che contiene una delle più grandi e fornite raccolte d'arte da fine '700 in Italia; il Museo di Antichità contenente materiale preistorico relativo al Piemonte e alla Valle d'Aosta, greco, etrusco e orientale. Il Museo Nazionale dell'Artiglieria dal 1300 al 1800. Il Museo di Antropologia ed Etnografia contenente documentazioni sull'origine e sull'evoluzione della cultura umana.Il Museo Nazionale del Risorgimento italiano.
La visita a Torino può proseguire verso il Parco del Valentino, reputato uno dei più affascinanti d'Italia; realizzato verso la metà del secolo scorso sul progetto di Jean Pierre Barillet-Deschamp ed è uno dei primi parchi urbani italiani. Si estende per 550.000 mq lungo la sponda del Po. Nell'area si trovano il Castello del Valentino, l'Orto Botanico, il Borgo medioevale e il Palazzo di Torino Esposizioni. Il Castello, grandioso edificio di proprietà dei Savoia fin dal 1564, fu dimora della Madama Reale Cristina di Francia, moglie di Vittorio Amedeo I. Adiacente al Castello del Valentino è visitabile, previa prenotazione, l'Orto Botanico fondato da Vittorio Amedeo II nel 1729. In esso sono coltivati circa 2500 tipi di piante ed un Erbario con circa 1.000.000 di esemplari.
In occasione dell'Esposizione generale italiana del 1884, il portoghese Alfredo d'Andrade, insieme ad un gruppo di artisti, storici e letterati idearono un Borgo medievale, a memoria di un periodo storico spesso svalutato dai critici. In particolare è una riproduzione di fiorenti edifici architettonici del Piemonte e della Valle d’Aosta di epoca tardo medievale. Se si percorre il Po in traghetto, questo porta proprio davanti ad uno dei possibili ingressi.Il Borgo è composto da una Rocca, nella quale sono riprodotti gli ambienti e le stanze di un castello quattrocentesco, e da una serie di case, racchiuse all'interno delle mura, fra cui s'affacciano vie, piazze, forni, fontane e botteghe di antichi mestieri (le botteghe del ferro, del legno e della ceramica, la stamperia) e una locanda dove poter gustare ottimi piatti tradizionali o fare un ricco spuntino.
Nel '900, con l’occasione di celebrare il boom economico sorgono, nel complesso ora chiamato Italia '61, sulla riva sinistra del Po, edifici di notevole interesse architettonico, tra i quali il Palazzo del Lavoro di Pierluigi Nervi ed il Palazzo a Vela di Annibale e Giorgio Rigotti. |
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Dintorni Nei pressi di Torino, ricordiamo che valgono senza dubbio una visita, la palazzina di caccia di Stupinigi e la basilica di Superga.
Adibita a residenza reale da Vittorio Amedeo II di Savoia, la costruzione, tipico esempio di arte rococò, è opera dell'architetto Filippo Juvara, autore anche della Basilica di Superga e del Palazzo Reale. Iniziata nel 1729, i lavori della Palazzina vennero seguiti da Juvara fino al 1734, quando l'architetto lasciò la corte sabauda. La costruzione fu continuata poi da architetti locali. Da vedere le ampie sale riccamente decorate e affrescate(tra gli ambienti più interessanti vanno ricordati l'appartamento di levante, l'appartamento del re, la sala degli scudieri e soprattutto l'ellittico Salone centrale con il ciclo di affreschi del Trionfo di Diana di Giuseppe e Domenico Valeriani e il grande lampadario in bronzo e cristallo del 1773); il Museo d’arte e arredamento e l’immenso parco all’inglese. Il Parco Naturale è stato istituito nel 1991 e si estende per 1732 ettari. Comprende zone agricole alternate a boschi. L’intero complesso è stato dichiarato dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità.
Il Parco Regionale della Collina di Superga e del Bosco del Vaj, si colloca quale preziosa tessera nel mosaico di aree verdi che circondano Torino e può, a ragion veduta, essere considerato tra i parchi metropolitani torinesi. Alla sommità della collina sorge la Basilica di Superga, costruita su progetto di Filippo Juvarra per celebrare la liberazione di Torino dall’assedio francese del 1706. Salito sul colle assieme al cugino, il principe Eugenio di Savoia, per studiare i piani di battaglia, fece voto dinanzi a un pilone votivo che vi sorgeva di erigere su quel luogo un grande santuario in caso di vittoria. La basilica, che sorge alla sommità della collina ed è visibile a grande distanza, fu costruita, nelle sue parti essenziali, assai rapidamente, e fu consacrata nel 1731. L'insieme è chiaramente ispirato ai modelli romani da quelli classici al Borromini: è a pianta centrale sul modello romano, con un maestoso pronao a otto colonne cui si accede da tre grandiose scalinate. Sulla chiesa si eleva una cupola di 65 metri, e due campanili affiancano il corpo centrale. L'interno, evidente testimonianza non solo di uno spazio sacrale ma anche simbolo della maestà sabauda, presenta una pianta circolare, ritmata da sei cappelle A sinistra della basilica si trova l'ingresso alle Tombe di Savoia con le spoglie dei regnanti, da Vittorio Amedeo II a Carlo Alberto, rivestite di marmo e stucchi dorati; tra le statue più importanti la Fede, la Carità, la Speranza e il Genio delle Arti di Ignazio e Filippo Collino (1778). Nel viale dietro la Basilica, una lapide ricorda il luogo in cui, il 4 maggio 1949, si schiantò l’aereo che trasportava la squadra del Torino. |
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La morfologia e la vegetazione sono estremamente varie, con boschi molto fitti sui versanti maggiormente umidi rivolti verso il Po, che ospitano faggio, sorbo, pino silvestre e robinia. È il “naturale” parco dei torinesi, che per generazioni hanno frequentato e tuttora – oltre ad abitare – frequentano le colline a est della città per gite domenicali e cene in trattoria. Tra i richiami gastronomici più potenti c’è l’irresistibile connubio vini-tartufi. L’area a maggior vocazione tartufigena corrisponde ai comuni di Rivalba (nel pre-parco), Pino, Baldissero, San Mauro Torinese, Castagneto Po e al versante di Superga che dalla Basilica degrada verso Torino.
A pochi chilometri da Torino, presso Venaria vi si trova una delle più belle oasi esistenti in Italia: presso il castello della Mandria, dove nel '700 si allevavano i puledri delle mandrie reali destinati alle cacce ed alla civalleria militare, è visitabile l'appartamento del Castello fatto rinnovare alla metà dell'800 da Vittorio Emanuele li, primo re d'Italia, che vi trascorse con la «Bella Rosina» lunghi periodi da borghese, lontano dall'etichetta di corte. Il parco circostante, aperto al pubblico nel 1978, con la sua superficie di 6500 ettari offre ai visitatori affascinanti percorsi ciclistici nel più esteso ambiente forestale planiziale della Val Padana abitato da cervi, daini e cinghiali.
Ancora ricordiamo le bellissime residenze reali come il Castello di Racconigi, il castello di Agliè, di Rivoli, di Covone, di Moncalieri, il castello di caccia di Casotto, il Palazzo Carignano, la villa della Regina. |
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In provincia di Torino ricordiamo inoltre alcune delle numerose località turistiche soprattutto sciistiche come Bardonecchia, in Alta Valle Susa a quota m. 1.312 s.l.m., punto di partenza per usufruire di piste da sci dislocate in 4 zone ben distinte per un totale di 140 Km di piste da discesa e 17 Km da fondo; Sestriere, a cavallo tra la Val Chisone e l' Alta Valle Susa a quota m. 2035, famoso centro di sport invernali che si sviluppò rapidamente dagli anni ’30 del Novecento, assumendo in breve tempo fama internazionale. Claviere e Oulx, di antica origine, sull'itinerario che attraverso il Monginevro collega la pianura del Rodano con quella del Po.
Eventi Tra i molteplici eventi ricordiamo la mostra mercato del vivere sano a febbraio.La Fiera di Primavera a febbraio-marzo.La Fiera dell'Autunno in ottobre.CioccolaTò in marzo: una serie di eventi dedicati alla produzione artigiana di cioccolato di cui si potranno seguire le tappe nel laboratorio allestito a P.zza Castello. Laboratori del Gusto, cabaret e musica firmati Zelig e Colorado Cafè. Gare sportive per i più piccoli.Moscato Wine Festival a maggio: banchi di assaggio di vino Moscato, di Asti spumante e grappa di Moscato. Un'intera giornata, poi, per degustare i dolci italiani in abbinamento al Moscato.
Per la festa patronale di San Giovanni Battista, al quale è dedicata la chiesa cattedrale, tra il 20-24 giugno, si danno luogo a celebrazioni religiose, ma anche spettacoli in piazza di gruppi folcloristici, grande corteo storico in costume, accensione del falò tradizionale e spettacolo pirotecnico sul Po.
Enogastronomia Piatti tipici torinesi sono la "fonduta con i tartufi", le bignole, il "fritto misto alla piemontese" (fegato, cervella, amaretto e semolini dolce), la “bagna caoda” un sughetto preparato con olio di oliva, aglio e acciughe in cui si intingono le verdure, l’ insalata di ovoli reali, tomini elettrici, bagnetto verde, agnolotti burro e salvia.Tra i dolci , la maggior parte dei quali ricoperti di panna "chantilly" e creme al liquore, le caramelle e i marrons glaces, i gianduiotti, i cioccolatini che prendono il nome dalla maschera di carnevale di Gianduja.
Tra i vini ricordiamo l'Erbaluce di Caluso, il Caluso Passito ed il Vermut, un vino liquoroso e aromatizzato alle erbe, il Carema, il Freisa di Chieri, nei tipi asciutto, frizzante amabile,spumante e superiore.
Come Arrivare In Auto: A4 Torino-Milano-Venezia-Trieste; A5 Torino-Ivrea-Aosta; A6 Torino-Fossano-Ceva-Savona; A21 Torino-Brescia; A32 Torino-Frejus-(Francia). In Treno: Torino è ben collegata con tutte le città principali d'Italia. Possiede tre stazioni ferroviarie: Torino Porta Nuova, Torino Porta Susa e Stazione Lingotto. In Aereo: L'aeroporto internazionale di Torino offre collegamenti con i più importanti aeroporti italiani ed europei. Dista cira 15 km dalla città ed è ben collegato con l'autostrada. |
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