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IN PROVINCIA DI VIBO VALENTIA
VIBO VALENTIA
Sorge su un territorio particolarmente felice per le sue bellezze naturali, crocevia di popoli, di civiltà, di dominazioni.

Cenni Storici
Fondata come colonia locrese sul luogo di un preesistente centro italico, fu colonia della Magna Grecia con il nome di Hypponion. Raggiunse nel secolo V a.C. una notevole importanza, riuscendo a sconfiggere nel 442 a. C. la stessa Locri, passando sotto l'influenza dei Greci prima e dei Bruzi poi, finché nel 192 a.C. divenne colonia romana, con il nome di Valentia, nonostante ormai la città venisse chiamata Vibo, un appellativo di derivazione italica. Il ruolo e l’importanza dell’antica Hypponion rifiorirono in epoca bizantina nel corso della quale divenne una roccaforte militare ed un punto strategicamente molto rilevante per tutta la Calabria. Presa di mira dalle incursioni saracene subì due distruzioni e a risollevarne le sorti furono i Normanni. Insieme ad altre città calabresi, Monteleone di Calabria, nel 1799, prese parte ai moti rivoluzionari per cui subì la feroce repressione ordinata dal Cardinale Ruffo. All’epoca della Repubblica Partenopea svolse un compito di primo piano nella regione. Nel 1860 aprì le porte alla spedizione garibaldina in marcia alla volta Napoli. Provincia omonima istituita nel 1992, è un importante porto calabrese, fiorente centro commerciale con solide basi in un'agricoltura avanzata e produttiva.

L'economia della città e del comprensorio si intreccia con una consistente attività commerciale derivante dal porto, ma a dare un contributo non indifferente alla produzione del reddito sono anche l’agricoltura e l’industria. L’agricoltura e’ essenzialmente basata sulla produzione di olive e dell’olio che da esse si ricava, degli agrumi e dell’uva. Di consistenza rilevante anche l’allevamento per la produzione del latte dal quale si ricavano formaggi tipici. In quanto all’industria essa è presente con stabilimenti per la produzione di calci, di materiale ferroviario e di resine sintetiche. A Vibo vi sono grandi depositi di carburanti.

Passeggiando per Vibo Valentia
Oggi Vibo Valentia presenta un delizioso un borgo medioevale dalle vie strette e sinuose che si arrotolano sul colle ai piedi del castello. È un’importante città portuale della Calabria, ricca di un tessuto commerciale e piccolo-industriale che però non ha dimenticato l’antico ceppo contadino sul quale oggi sono cresciute moderne aziende agricole. A dominare Vibo è il Castello fatto erigere da Ruggero il Normanno e usato come bastione difensivo anche da Federico II e dagli Angioini. Il Castello domina l'abitato di Vibo Valentia e si affaccia su tutta la valle del Mesima. Sorge sulla collina dove era situata l'antica Acropoli della città magnogreca di Hypponion ed ha la forma di una nave con possenti torri cilindriche e bastioni speronati di età angioina. Edificato secondo alcuni già in epoca normanna o in seguito alla ricostruzione della città ad opera di Federico II, dopo il 1240, il castello presenta elementi di vari stili architettonici a causa dei numerosi rimaneggiamenti effettuati nelle diverse epoche. Il castello ha visto succedersi una lunga serie di proprietari: nel 1501 il feudo fu venduto da re Federico d'Aragona ad Ettore Pignatelli. Furono i Pignatelli gli artefici delle trasformazioni residenziali. Il castello rimase residenza ducale fino al terremoto del 1783 quando, a seguito prima del terremoto e poi dell'abolizione della feudalità, la costruzione venne adibita a caserma. Fu restaurato nel 1974. Riaperto al pubblico nel 1995, è sede degli uffici della Soprintendenza archeologica della Calabria e del museo archeologico di Vibo Valentia.

Ai piedi del grande Castello si stende la parte più antica della città, dalle vie strette e aggrovigliate. Su una collina vi sono i resti dell’antica Hypponion, colonia della Magna Grecia. Ben conservati sono alcune tratti delle mura, alcune torri e le fondamenta dei templi. La parte moderna, invece, si estende in un terrazzo sottostante.

Delle sue bellissime chiese sono da visitare quella del Rosario, con la sua Cappella trecentesca, la Chiesa rinascimentale di S. Michele, opera del Peruzzi; il Duomo di S. Leoluca del 1680. Questo è il luogo religioso più importante del quale si possono ammirare i tratti barocchi, le torri e i fregi all’interno, come l’altare del trittico di Gagini, una Madonna cinquecentesca del Santacroce e un dipinto di scuola senese raffigurante S. Caterina. D’aspetto imponente le porte bronzee dedicate al Tempo opera dello scultore Giuseppe Niglia.

Bellissimo il Valentianum, costruzione rinascimentale che vanta un pregevole chiostro. Adibita nel 1455 a convento domenicano, venne rimaneggiata nel XVI sec. per volere del duca Pignatelli. Oggi, del tutto restaurata, ospita gli uffici curiali e varie scuole. Mentre tra i palazzi ricordiamo quelli risalenti ai secoli XVII - XVIII: il Palazzo di Francia, di scuola vanvitelliana; il Palazzo Romei, il Palazzo Marzano del '600; Palazzo Gagliardi e Palazzo Cordopatri.

Vibo è a 476 m. dal livello del mare, sulla costa vi sono Vibo Marina, il porto commerciale e il peschereccio. Il suo porto commerciale, frequentato da pescherecci e imbarcazioni da diporto, è anche l’approdo turistico più sicuro ed attrezzato tra Salerno e Reggio Calabria. Nella zona portuale è di suggestivo interesse assistere al rientro delle barche dalla pesca, la vendita all'asta del pesce nel centro di raccolta (banchina Tripoli), la costruzione delle barche in legno con le antiche tecniche dei maestri d'ascia. Vale la pena visitare la Tonnara di Bidona, complesso architettonico dell'antica Tonnara edificata nel 1885.

Dintorni
Della storia millenaria di Vibo sono rilevanti anche le testimonianze nei suoi dintorni. Oltre le mura dell’antica Hypponion in località Trappeto nelle frazioni di Telegrafo e Corfino, vi sono resti dei templi, la villa di Sicca nella quale più volte soggiornò Cicerone. Appena fuori città, mirabile è il tempietto di S. Ruba del X secolo. In un’altra frazione di Vibo, in località S. Aloe, si trovano i resti delle terme romane.

La provincia offre anche mirabili percorsi naturalistici. Da vedere i meravigliosi boschi del massiccio delle Serre, riconosciuti come parco regionale, il parco forestale di Mongiana e Serra San Bruno, piccola cittadina dalla culturale e storica benedettina che ospita la Certosa di Serra San Bruno.

Delle località balneari si ricordano Tropea, Capo Vaticano, Ricadi, Briatico, Zambrone e Parghelia. Un fascino particolare si deve riconoscere infine a Pizzo col suo centro storico ed il tradizionale gelato al tartufo.

Tropea è stata definita da molti la “perla del Tirreno”. E senza dubbio tale nome le si addice, dato che la cittadina è incastonata, proprio come una perla su un prezioso anello, su quel tratto di costa conosciuto come “Costa degli Dei”. Le acque limpide e cristalline, premiate per molti anni con la “bandiera blu d’Europa”, e le scogliere a picco sul mare fanno di questa zona costiera, detta anche “Costa Bella”, una meta ideale per vacanze all’insegna del relax. La posizione strategica tra il Tirreno e l’altopiano silano, la vicinanza ad altre splendide località della zona costiera, quali Ricadi, Capo Vaticano, Joppolo e Zambrone – sede del più grande parco acquatico della Calabria – e la presenza di strutture ricettive all’avanguardia in tutto il territorio circostante, rendono Tropea una delle destinazioni più interessanti nel panorama turistico nazionale. Ma Tropea non è solo mare, sole e spiagge, è anche città d’arte e di cultura.

Enogastronomia
Gli elementi base della cucina locale sono ancora oggi i farinacei: “PANI I CASA” fatto nel forno a legna, pane biscottato, pasta fatta in casa (fileja, tagghiarini…); i legumi del Poro e delle sue pendici; piselli, “favi”, fave secche fatte “ a maccu” (purea); le verdure provenienti dagli orti costieri Consolidata è la tradizione delle verdure ripiene con mollica, prezzemolo, aglio ed olio e quella di essiccare e/o di porre sott’olio i pomodori, le melenzane, le zucchine, inoltre si fanno ghirlande di peperoni rossi dolci e piccanti da appendere ai balconi sempre per l’essiccazione. I pesci da frittura: ”u cerruzzu”, ”a cicinnea”, ”i surici”; da arrosto: spigola, occhiata, ricciola, dentice; da zuppa: scorfano, tracina, lumìa… ; il pesce azzurro preparato nei modi più svariati: alici ripiene o impanate…; sarde all’ “ogghiata” (realizzata con i peperoni rossi dolci essiccati) o con mollica, olio, aceto e mentuccia…. Tra le carni ( usate più nel periodo invernale e nell’entroterra) impera quella di maiale, eredità della gastronomia greco-romana. Le salsicce (sotizzi) sono aromatizzate con semi di finocchietto; le cicciole (ziringuli) usate sulle focaccie, i salumi (soppressata, capicollo, prosciutto); la “nduja”, fatta con carne e lardo avanzati dalla lavorazione del maiale uniti al peperoncino. Pregiatissimi e gustosissimi i latticini del Monte Poro. I prodotti caseari tipici dell’altipiano e delle sue pendici sono il caratteristico tomo, la ricotta dolce e salata di latte vaccino e/o pecorino, la ricotta infornata, la mozzarella di Spilinga. L’olio di oliva ed il vino ( rosso, bianco ed il dolce zibibbo ) vengono prodotti nell’immediato entroterra costiero. Ottimi i vini prodotti in loco. Da gustare il buon vino a Limbadi ed i mostaccioli di Soriano. I dolci ottenuti con farina, zucchero, uova, mandorle, noci, fichi secchi, vino cotto, uva passa, miele, sono variamente impiegati a seconda della festività da celebrare.

Vibo è famosa per l’artigianato che spazia dalle terrecotte alle ceramiche, ai tessuti.

Eventi
A Vibo ogni sabato è giorno di mercato nel quale è possibile reperire quanto di bello e di originale offre l’artigianato e la gastronomia locale e del circondario. In luglio ricordiamo la Festa del Mare: processione di barche nel porto in onore della Patrona Maria SS.del Rosario di Pompei, ricche luminarie e fuochi d'artificio. E la Rassegna Jazz. Il 9 agosto la Sagra delle frittelle. Nell’Agosto Vibonese è di nuovo l’artigianato insieme all’arte sacra al centro dell’interesse. Nel periodo estivo si organizzano regate veliche.

Come Arrivare:
In auto: Autostrada A/3 Salerno-Reggio Calabria uscita S.Onofrio – Vibo Valentia.
In treno: Stazione di Vibo Valentia sulla linea ferroviaria Lamezia Terme – Reggio Calabria.
In aereo: L'aereoporto più vicino è quello di Lamezia Terme collegato giornalmente con Roma e Milano e raggiungibile dalla A/3.

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